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C’è un animale che terrorizza le orche e non è uno squalo: basta il richiamo dei globicefali per farle scappare

I ricercatori hanno dimostrato che le orche hanno paura dei globicefali: basta il loro richiamo per farle spaventare. Le osservazioni negli oceani mostrano che i superpredatori scappano velocemente innanzi a questi animali, ma gli scienziati non sanno perché.
Orca. Credit: iStock
Orca. Credit: iStock

Le orche (Orcinus orca) sono i predatori apicali di mari e oceani, quelli che gli zoologi chiamano superpredatori. Anche la balenottera azzurra (Balaenoptera musculus), il più grande animale mai vissuto sulla Terra, rientra nel menù di questi meravigliosi cetacei odontoceti bianchi e neri. Gli squali bianchi, come evidenziano i letali attacchi dei due esemplari maschi Port e Starboard nelle acque del Sudafrica, sono addirittura degli “spuntini” per le orche, dato che li uccidono per nutrirsi esclusivamente del prelibato ed energetico fegato, facendone affondare le carcasse dilaniate. Apparentemente nessun animale (non umano) dovrebbe essere in grado di spaventare questi mammiferi marini sociali ed estremamente intelligenti, eppure gli scienziati hanno scoperto che hanno il terrore dei globicefali (Globicephala melas), quelli che in inglese vengono chiamati “balene pilota”. Basta il solo richiamo per far fuggire le orche a “pinne levate”.

Un grosso globicefalo. Credit: Wikipedia
Un grosso globicefalo. Credit: Wikipedia

Anche i globicefali sono grandi delfinidi sociali, che possono arrivare a circa 8 metri di lunghezza massima (ma in genere sono attorno ai 6 metri). Sono famosi per le terribili mattanze che si consumano alle isole Faroe, dove pod di decine o centinaia di esemplari vengono spinti a spiaggiarsi con piccole imbarcazioni e poi trucidati all’arma bianca da una folla inferocita. Uno spettacolo barbaro e anacronistico che suscita indignazione e polemiche a livello internazionale dopo ogni “grindadrap”.

I globicefali, però, non sono predatori delle orche. Tutt’altro, dato che si cibano di calamari (e in misura minore di pesci) e non certo di altri mammiferi marini. Inoltre sono più piccoli e, secondo un recente studio pubblicato sul Canadian Journal of Zoology, le orche potrebbero addirittura rapirne i piccoli. Nonostante ciò, una nuova ricerca basata su dati raccolti per anni ha dimostrato che i superpredatori sono letteralmente terrorizzati dai richiami dei globicefali. Studi precedenti avevano dimostrato che i richiami delle orche, curiosamente, sono in grado di attirare i globicefali, mentre altre indagini avevano rilevato che le orche non amano stare nei luoghi dove si trovano i globicefali, ma si allontanano non appena ne percepiscono la presenza. Se i globicefali notano le orche, inoltre, iniziano a inseguirle ad alta velocità, mettendole alla fuga. La nuova ricerca, guidata da scienziati del Centro scientifico e di apprendimento di Sudurnes e della Facoltà di Scienze della Vita e dell’Ambiente dell’Università dell’Islanda, Reykjavík, ha voluto indagare più a fondo esponendo le orche munite di sensori ai richiami dei globicefali. Ciò che la professoressa Anna Selbmann e colleghi hanno osservato è sorprendente.

Globicefali. Credit: Wikipedia
Globicefali. Credit: Wikipedia

Quando le orche ascoltano i richiami dei globicefali, infatti, passano allo stato di “travelling”, aumentando la loro velocità da 1,5 metri al secondo a 2,7 metri al secondo. In sostanza, scappano da questi suoni percepiti come una minaccia acustica. Ma non solo. Spesso, all’inizio, aumentano i loro richiami, con frequenze più alte e anomale, un segnale che i ricercatori interpretano come eccitazione o allarme. Poi segue il silenzio. I richiami iniziali servirebbero a coordinare la fuga, mentre il silenzio successivo a non farsi individuare dai globicefali. Inoltre i ricercatori hanno osservato che le orche, in presenza di questi suoni, si raggruppano – come in posizione di difesa – risultano più coordinate e riducono il movimento circolare disorganizzato. Nulla di tutto questo è stato osservato con i suoni di controllo. Ciò significa che sono proprio i richiami dei globicefali a spaventare le orche e a modificarne il comportamento.

Orche. Credit: iStock
Orche. Credit: iStock

Ma perché i globicefali sono in grado di spaventare superpredatori che possono sfiorare i 10 metri di lunghezza per 10 tonnellate (nei maschi più maestosi)? I ricercatori non lo sanno. Potrebbe essere mobbing, un disturbo di gruppo verso i predatori ben documentato fra gli uccelli: gli appassionati di birdwatching lo conoscono molto bene, soprattutto da parte delle cornacchie, che allontanano poiane, aquile, nibbi e falchi con aggressioni coordinate e azioni di disturbo. I gruppi di globicefali, aggressivi e organizzati, per le orche potrebbero essere difficili da affrontare, quindi molto probabilmente preferiscono non confrontarsi con loro; inoltre i loro richiami potrebbero disturbare la comunicazione fra il pod. Ma si tratta solo di ipotesi, come quelle che riguardano le risorse alimentari o la tutela dei piccoli.

Ciò che è certo è che i richiami dei globicefali sono percepiti come una significativa minaccia dalle orche, mammiferi marini sociali ed estremamente intelligenti in grado di organizzare strategie di attacco altamente spettacolari e coordinate. Fra esse figura la tecnica delle onde per far cadere in acqua le foche che riposano sulle piattaforme di ghiaccio (usata principalmente nel Mare di Ross, in Antartide) o lo spiaggiamento deliberato per divorare i cuccioli di foca nella Penisola di Valdés, in Patagonia (Argentina). Recentemente è stato anche dimostrato che le orche caricano i pesci luna – i più grandi pesci ossei della Terra – a tutta velocità con la testa per farli letteralmente a pezzi, permettendo così ai piccoli di consumarne più facilmente le carni (e probabilmente si divertono pure nel farlo). Se ciò non bastasse, le orche dell’Atlantico che vivono a ridosso delle coste iberiche, in particolar modo nei pressi dello Stretto di Gibilterra, sono diventate abili affondatrici di imbarcazioni. Non hanno cattive intenzioni contro le persone (le orche non hanno mai attaccato l’essere umano in natura, solo in cattività), ma hanno qualche problema con le barche: forse le affondano per gioco o per vendetta, magari dopo il ferimento di un compagno, ma questi incidenti continuano ad accadere e non se ne capisce la reale ragione.

Nonostante tutto questo, le orche temono chiaramente i globicefali. I ricercatori proveranno a determinare le esatte ragioni di questo comportamento con ulteriori e approfonditi studi. I dettagli della ricerca "Aversive behavioural responses of killer whales to sounds of long-finned pilot whales" sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Scientific Reports.

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