
Le orche sono tra i predatori più intelligenti e versatili del pianeta. Cacciano pesci, squali, tartarughe, foche e persino delfini e balene, adattando le loro tecniche di caccia alle caratteristiche di ogni preda. Ora un nuovo studio descrive per la prima volta un comportamento nuovo e osservato solo recentemente: alcune orche del Golfo di California fanno letteralmente "esplodere" i pesci luna già morti colpendoli con violenza e riducendoli in migliaia di piccoli frammenti.
Secondo i ricercatori, questa strategia potrebbe avere uno scopo pratico, come facilitare il pasto alle orche più giovani e inesperte del gruppo. Ma non si esclude un'altra possibilità: che le orche lo facciano anche per gioco, un comportamento già noto in questa specie. Lo studio, pubblicato sulla rivista Frontiers in Ethology, descrive due episodi osservati a poco più di un anno di distanza.
Un'orca tiene fermo il pesce luna, l'altra lo colpisce con con violenza

Negli ultimi anni era già emerso questo nuovo comportamento: le orche, dopo aver predato e ucciso un pesce luna, lo caricano con violenza colpendolo con potenti "testate". In questo nuovo studio, secondo gli autori, in entrambi i casi analizzati una femmina ha afferrato il pesce luna per la grande pinna caudale, mantenendolo fermo in acqua. A quel punto un grosso maschio ha preso velocità e si è lanciato contro il corpo dell'animale.
Pochi istanti prima dell'impatto, la femmina ha lasciato andare il pesce. Il violento urto ha fatto letteralmente disgregare i tessuti dell'animale, che si sono sparsi nell'acqua sotto forma di migliaia di piccoli pezzi.
"Abbiamo osservato un'orca trattenere il pesce luna e lasciarlo andare appena prima che un'altra lo colpisse ad alta velocità, facendo frammentare i suoi tessuti in migliaia di pezzi", ha infatti spiegato Kathryn Ayres, prima autrice dello studio e ricercatrice dell'organizzazione Beneath The Waves. "Pensiamo che questo possa aiutare i giovani a nutrirsi più facilmente, oppure potrebbe essere semplicemente un gioco. Le orche sono note per giocare con il loro cibo".
Perché colpire con tanta forza una preda ormai già morta?

In entrambi gli episodi i pesci luna erano ormai già stati uccisi dai predatori. Questo dettaglio suggerisce che il violento impatto non serva quindi a dare il colpo di grazia, ma probabilmente a "lavorare" la preda prima di mangiarla.
Nel primo evento, osservato nel luglio 2024, dopo "l'esplosione" del pesce luna, una giovane orca del gruppo ha infatti iniziato a nutrirsi dei piccoli pezzi galleggianti, mentre gli adulti hanno poi consumato le parti più grandi rimaste della preda. Questa dinamica supporta l'ipotesi sella "facilitazione" del pasto per gli individui più giovani, teoria già avanzata da un precedente studio pubblicato su Regional Studies in Marine Science in cui gli autori sostengono che le orche utilizzino i pesci luna per addestrare i piccoli inesperti nella caccia.
Anche il secondo episodio, filmato nel settembre 2025, ha mostrato la stessa sequenza di comportamenti coordinati: un'orca trattiene il pesce, un'altra lo colpisce e i gli altri membri del pod – come vengono chiamati i gruppi familiari di orche – lo mangiano successivamente.
Un aiuto per i più giovani, ma forse anche un gioco

Secondo gli autori, questa tecnica potrebbe perciò rappresentare una forma di cura parentale, cioè un comportamento con cui gli adulti aumentano le probabilità di sopravvivenza dei piccoli. Ridurre una preda di grandi dimensioni in bocconi più piccoli rende infatti il pasto molto più accessibile ai giovani, che hanno meno esperienza e forza rispetto agli adulti.
Le orche sono animali estremamente sociali e spesso condividono il cibo con gli altri membri del gruppo. Tuttavia gli stessi studiosi sottolineano che questa spiegazione non esclude anche un'altra possibilità: la frammentazione della carcassa potrebbe avere anche una componente ludica. Le orche, infatti, sono già famose per interagire con le prede anche quando non è strettamente necessario per nutrirsi, mostrando comportamenti che ricordano il gioco.
Così come accade per le tecniche di caccia – spesso uniche per ogni ecotipo o persino per singolo gruppo familiare -, le orche hanno già dimostrato più volte di saper sviluppare e tramandare culturalmente comportamenti non necessariamente legati alla sopravvivenza. Tra gli esempi più noti ci sono i salmoni usati come "cappellini" e gli ormai famosi attacchi da parte delle orche iberiche nei confronti imbarcazioni che attraversano le acque di Gibilterra.
Perché proprio i pesci luna?

C'è però un altro aspetto che merita di essere approfondito. I protagonisti di questi episodi sono stati i pesci luna Masturus lanceolatus, una specie che può superare i tre metri di lunghezza e arrivare a pesare circa due tonnellate. Questi enormi pesci trascorrono gran parte del tempo in profondità, ma risalgono periodicamente in superficie per riposare, regolare la temperatura corporea o liberarsi dei parassiti grazie all'aiuto di altri animali "pulitori".
Ed probabilmente in questi momenti che diventano più vulnerabili agli attacchi delle orche. I pesci luna, loro malgrado, sono infatti animali piuttosto lenti nei movimenti, condizione ideale per predatori intelligenti come le orche, che puntano molto sulla velocità, la forza fisica e gli attacchi di gruppo coordinati.
Restano naturalmente ancora tanti altri aspetti da approfondire. Per esempio, non è ancora chiaro se i due episodi abbiano coinvolto sempre gli stessi individui. Per scoprirlo serviranno immagini più dettagliate delle pinne dorsali e delle caratteristiche macchie bianche vicino agli occhi, che permettono di identificare le singole orche. Ogni nuova osservazione contribuisce però ad ampliare le conoscenze su questi straordinari cetacei, considerati tra i predatori più intelligenti al mondo. "Continuiamo a scoprire nuove tecniche con cui le orche cacciano e preparano le loro prede", ha concluso infatti Ayres. "Sono tra i predatori marini più iconici del pianeta e continuano ancora oggi a sorprenderci".