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12 Maggio 2026
13:12

Scoperto il misterioso “killer cavatappi” dei cuccioli di foca grigia: sono i maschi adulti che li uccidono per mangiarli

Gli scienziati hanno scoperto chi sono i responsabili delle ferite "a spirale" che vengono trovate da anni sui cuccioli di foca grigia: alcuni maschi adulti attaccano e uccidono i piccoli per mangiarli.

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Una foca grigia (Halichoerus grypus) e il suo cucciolo

Per anni gli scienziati hanno cercato di capire chi o cosa stesse uccidendo centinaia di cuccioli di foca grigia sulle coste del Canada orientale. Ogni inverno, sull'isola di Sable – la più grande colonia riproduttiva al mondo di questa specie – molti piccoli venivano trovati morti con ferite profonde e inquietanti: lacerazioni che partivano dalla bocca e scendevano a spirale fino al torace, arrivando perfino alle ossa.

Quelle ferite, che abbiamo scelto di non mostrarvi, vengono chiamate "corkscrew wounds", cioè "lesioni a cavatappi", ed erano diventate un vero mistero della biologia marina. Per decenni si era pensato che la causa fossero le eliche delle barche oppure gli squali della Groenlandia, grandi predatori che vivono nelle fredde acque del Nord Atlantico. Ma nessuno aveva mai osservato direttamente un attacco.

Ora uno studio pubblicato sulla rivista Marine Mammal Science ha svelato una verità molto diversa e più inquietante, solo sospettata recentemente: a uccidere i cuccioli sarebbero i maschi adulti della stessa specie.

Il mistero delle ferite "a spirale" sui cuccioli di foca

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Sull’isola di Sable, in Canada, nascono ogni anno circa 80.000 cuccioli di foca grigia

Le prime segnalazioni risalgono agli anni Ottanta. Sull'isola di Sable – una remota lingua di sabbia disabitata di 42 km a forma di mezzaluna situata 300 km al largo di Halifax, in Nuova Scozia – nascono ogni anno circa 80.000 cuccioli di foca grigia (Halichoerus grypus). Durante la stagione riproduttiva, però, molti piccoli appena svezzati vengono trovati morti con enormi ferite sul corpo, mentre il resto del corpo rimane quasi intatto.

Per molto tempo gli studiosi hanno escluso le altre foche come possibili responsabili. I ricercatori che lavorano sull'isola osservano infatti gli animali ogni giorno e non avevano mai visto episodi di cannibalismo o aggressioni così violente.

I primi sospetti che potessero essere stati i maschi adulti a causare quelle ferite arrivarono in realtà già nel 206, grazie a uno studio pubblicato su PLOS One. Tuttavia, non c'erano ancora prove certe. La svolta è arrivata solo nel 2024, quando la biologa marina Izzy Langley della University of St Andrews, ha assistito direttamente all'attacco di un maschio adulto contro un cucciolo. Da quel momento il team ha iniziato a pattugliare sistematicamente le spiagge dell'isola, esaminando ogni cucciolo trovato morto.

I segni lasciati dai maschi adulti

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Alcuni maschi adulti si sarebbero specializzati nell’attaccare e uccidere i cuccioli, lasciando sui corpi ferite a spirali

Analizzando i corpi, gli studiosi hanno trovato morsi compatibili con i grandi canini delle foche adulte e graffi prodotti dagli artigli delle pinne anteriori. Le foche grigie, infatti, sono molto più abili e precise nei movimenti di quanto si pensi e riescono a lacerare la pelle e il grasso dei piccoli con grande efficacia. Solo nella stagione riproduttiva del 2024 i ricercatori hanno contato 765 cuccioli con le tipiche ferite "a cavatappi". Nel 2025, in un solo giorno, sono stati trovati ben 359 cuccioli morti.

Secondo gli studiosi, i responsabili sarebbero sempre pochi individui maschi specializzati in questo comportamento. Tutte le osservazioni raccolte finora, comprese alcune immagini riprese da droni e rianalizzate recentemente, mostrano infatti maschi adulti all'opera.

Perché lo fanno?

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L’ipotesi princiaple dietro questo comportamento è il cannibalismo

Gli scienziati non hanno ancora una risposta definitiva. L'ipotesi principale – che è anche la più inquietante – è che alcuni maschi attacchino i cuccioli per nutrirsi del loro spesso strato di grasso. Questo tessuto è estremamente ricco di energia e potrebbe aiutare i maschi durante la stagione degli amori, quando spesso digiunano per settimane mentre competono per accoppiarsi.

Secondo i ricercatori, potrebbe trattarsi di un comportamento appreso da pochi individui, che poi si sono "specializzati" a perseguire questa inquietante strategia alimentare alternativa che sfocia direttamente nel cannibalismo.

Anche se queste scene sono difficili da comprendere e accettare dal nostro punto di vista, gli studiosi non ritengono opportuno intervenire: non è ancora chiaro quanto questo comportamento sia diffuso, che impatto abbia sulla colonia e quali siano le cause che spingono i maschi ad agire così. Per anni il misterioso "killer cavatappi" è stato cercato tra squali ed eliche delle barche. Alla fine, però, il responsabile è sempre stato lì, nascosto in mezzo alla colonia.

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