Atleta di MMA annuncia combattimento con uno scimpanzé l’11 settembre: perché è un’indegna e pessima idea
Nessuno crede che l'11 settembre 2026 si terrà un “combattimento” tra un lottatore di MMA (arti marziali miste) e uno scimpanzé, eppure il protagonista di questa assurda iniziativa che sta circolando su internet da qualche giorno continua a sostenere che l'incontro – se così vogliamo chiamarlo – probabilmente ci sarà. Secondo quanto indicato in vari video pubblicati su TikTok da tale Cole Johnson, lottatore amatoriale neozelandese di 24 anni, gli sarebbe stata offerta una cifra superiore ai 500.000 dollari per combattere contro un esemplare maschio di scimpanzé, “già noto per aver morso delle persone”. Il Paese ospitante non è stato specificato per ragioni di opportunità.
Le uniche certezze di questa follia, alimentata da curiosità e morbosità dilagante sui social network, sono il nome di chi dovrebbe battersi e la data del presunto evento, che ha tutti i crismi dell'illegalità in un Paese civile, oltre a essere condito da maltrattamento degli animali e dall'insano desiderio di arrivare al proprio funerale molto giovani (ci arriviamo fra poco). Non a caso, in molti immaginano che si tratti solo di una furba operazione di marketing, tanto che nei commenti sotto un'intervista rilasciata da Johnson a santacruzmedicinals si parla già di una meme coin legata al fantomatico incontro.
Tutto sarebbe iniziato per scherzo, quando l'atleta, con un modesto record di 1-0 e conosciuto con il soprannome di "Wavy", ha pubblicato un primo filmato in cui sosteneva che sarebbe stato in grado di battere al 100 percento uno scimpanzé in un combattimento. Potrebbe sembrare assurdo, ma su internet vengono pubblicati sistematicamente sondaggi (anche autorevoli) in cui le persone affermano di avere le capacità di uscire vincitrici da scontri corpo a corpo con determinati animali. In uno di essi pubblicato su YouGov, ad esempio, il 7 percento degli oltre 1.200 partecipanti ritiene di poter sconfiggere un orso grizzly a mani nude. Parliamo di un animale i cui esemplari più grandi – che tipicamente vivono in Alaska – possono pesare anche oltre 500 chilogrammi e arrivare a un'altezza di 3 metri quando si alzano sulle zampe posteriori, senza dimenticare gli affilati artigli, simili a coltelli lunghi anche più di 10 centimetri. Nello stesso sondaggio, il 9 percento afferma di poter battere un gorilla, il 10 percento un coccodrillo e il 22 percento uno scimpanzé (Pan troglodytes). Quest'ultimo è un primate ominide con cui condividiamo circa il 98 percento del DNA, che arriva a un peso di poco inferiore ai 70 chilogrammi e a un'altezza di 1,3 metri su quattro zampe (160 centimetri in posizione eretta). In cattività il peso può essere ancora superiore.
Innanzi a una creatura con queste dimensioni, si potrebbe pensare che un ipotetico peso massimo di oltre 100 chilogrammi alto 2 metri possa avere la meglio, ma come dimostrato da alcuni studi che hanno indagato forza e prestanza degli scimpanzé, non basterebbe affatto. Nello studio “Chimpanzee super strength and human skeletal muscle evolution”, guidato da scienziati del Dipartimento di Scienze Mediche di Base dell'Università dell'Arizona, è stato determinato che il muscolo dello scimpanzé “supera quello umano in termini di forza dinamica massima e potenza erogata di circa 1,35 volte”. “Ciò è dovuto principalmente al maggiore contenuto di fibre muscolari a contrazione rapida nello scimpanzé, piuttosto che a eccezionali forze isometriche massime o velocità di accorciamento massime”, ha spiegato il professor Matthew C. O'Neill. Oltre a una forza “di base” del 35 percento superiore, va considerato il fattore massa muscolare: gli scimpanzé, negli arti anteriori, la hanno quasi doppia rispetto a quella degli esseri umani, dettaglio alla base della “super forza” di questi primati documentata da più di un secolo. Non a caso si dice che siano più forti di un essere umano adulto anche più di cinque volte. In pratica, sarebbe come far combattere Mike Tyson con un ragazzino alla prima lezione di boxe.
In un ipotetico scontro in gabbia con un uomo, fra l'altro, uno scimpanzé non si limiterebbe a usare i suoi poderosi arti anteriori, ma anche i morsi, capaci di una forza massima di quasi 2.000 newton, il triplo del morso umano, secondo una ricerca pubblicata su Royal Society Open Science. Non c'è da stupirsi per gli esiti catastrofici di alcuni terribili incidenti del passato, come quello accaduto a una donna americana nel 2009. Charla Nash, questo il suo nome, si recò a casa di un'amica che deteneva uno scimpanzé in cattività chiamato Travis; la scimmia la aggredì immediatamente e le strappò letteralmente le mani e la faccia con un'irruenza incontenibile. Travis fu fermato solo a colpi di pistola dalla polizia, dopo aver addirittura divelto lo sportello della loro auto, secondo alcune fonti.
Nonostante il giovane Cole Johnson abbia elencato alcune assurde strategie che vorrebbe adottare durante il surreale combattimento – come una fuga iniziale e un colpo secco dopo aver “stancato” lo scimpanzé –, chiaramente non avrebbe alcuna speranza di vincere. Fra l'altro, nell'intervista a santacruzmedicinals ha dichiarato che lo scimpanzé avrebbe denti e unghie; l'unica “richiesta” sarebbe la sedazione in caso di un attacco brutale. Johnson ha dichiarato di star organizzando il tutto dopo aver scartato una prima proposta da "gente losca" che aveva messo sul piatto 500.000 dollari; la seconda, con una cifra superiore "non dichiarabile", sarebbe invece arrivata da individui "credibili".
A nostro avviso, un simile, orrendo spettacolo non si terrà mai per molteplici ragioni. Al di là delle questioni etiche e legali, nessuna piattaforma di streaming trasmetterebbe online – e a pagamento – un deliberato atto di violenza contro gli animali; inoltre, nel caso in cui partecipasse davvero a un'esibizione del genere, la carriera di Cole Johnson come lottatore di MMA finirebbe istantaneamente. Nell'improbabile ipotesi che ne uscisse vivo e soprattutto intero, nessuna federazione ufficiale vorrebbe avere a che fare con lui, dopo essere stato coinvolto in un osceno spettacolo per fare soldi ai danni di una creatura innocente. Teoricamente, anche gli spettatori pronti a comprare il biglietto potrebbero subire conseguenze legali. Non siamo più ai tempi degli Antichi Romani e delle “fiere” al Colosseo: un'operazione del genere, che siamo sicuri non si concretizzerà mai, andrebbe condannata sotto ogni punto di vista.