Eric, il vigilantes che caccia i pedofili e poi li pubblica sui social: dietro di lui un giro di donazioni

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Eric Kanevsky è uno youtuber che ha trasformato la giustizia sommaria in un lucroso show di intrattenimento. I suoi contenuti di maggior successo? Quelli dove si adescano i predatori sessuali per poi smascherarli e punirli su un ring da boxe.

Eric Kanevsky è un muscoloso creator che negli ultimi giorni ha cominciato a fare capolino nel mio algoritmo. Bodybuilder, classe 1996 – almeno così dicono le poche informazioni che si trovano sul web – Kanevsky è uno YouTuber americano, anche se le sue origini sono ucraine. Il suo canale è stato aperto nel 2020 e si è fatto conoscere come autore di scherzi decisamente estremi dove si fingeva un boss della mafia russa per spaventare a morte le vittime della candid. Nel 2022 si è anche preso una denuncia e un ordine restrittivo dalla University of Southern California per una serie di prank girati all’interno del campus e poco graditi dal Rettorato dell’Ateneo. Negli ultimi anni, però, Kanevsky ha decisamente virato la rotta della propria produzione. Oggi il suo nome è legato soprattutto a Scaling Up Catches, progetto realizzato insieme all'inseparabile amico Tanner (il nome non è dato sapere) che ha un singolare core business: adescare predatori sessuali ed esibirli online con video e prove umilianti.

La nuova frontiera dei predator catchers

Negli Stati Uniti, quello della caccia ai pedofili è un format che sta girando da diversi anni. Su YouTube si possono incontrare decine di canali – come NY Predator Hunters, The Real Pred Hunters o Predator Poachers – che non di rado collaborano tra di loro e seguono più o meno lo stesso meccanismo narrativo. Si creano dei profili falsi sui social per entrare in contatto con persone sospettate di cercare di rapporti sessuali con minori, si utilizza un'attrice per organizzare un incontro e poi si aspetta che l'adulto faccia le proprie avances. In quel momento irrompono i creator, spesso nerboruti e dall'aspetto minaccioso, per chiedere conto al predatore delle proprie azioni.

Con il canale congiunto Scaling Up Catches, Kanevsky e Tanner fanno esattamente questo. I due hanno raccontato la loro scelta in una puntata del Trilogy Media Podcast del 2025: dopo anni di scherzi e problemi con le piattaforme, la caccia ai pedofili sembrava rappresentare un modo "più nobile" per continuare a produrre contenuti interessanti. A oggi il risultato di questa operazione è in un canale che in poco più di tre anni è riuscito a guadagnarsi una fanbase di quasi 98.000 iscritti su YouTube.

Le modalità di caccia e la spettacolarizzazione del disagio

Il copione dei video di Kanevsky e Tanner è molto simile a quello degli altri canali analoghi, seppur con qualche variante. Dopo aver attirato in una casa privata o in una stanza d'albergo il potenziale pedofilo, i due seguono la conversazione tra l'adulto e l'attrice in una stanza separata, grazie a microfoni e telecamere nascoste. Quando poi il predatore fa la sua mossa, ecco che inizia il vero show. I due entrano nella stanza – spesso accompagnati anche da altri personaggi altrettanto palestrati – e iniziano una vera e propria intervista all'uomo colto in flagrante. Talvolta il predatore è agitato e aggressivo, ma nella maggior parte delle occasioni il predatore, messo con le spalle al muro, accetta il confronto, consentendo perfino di essere microfonato. Al termine della poco cordiale chiacchierata, arriva infine la polizia a portarsi via il criminale.

Certo, possiamo porci grosse domande sull'effettiva veridicità delle immagini mostrate. Molte reazioni sembrano autentiche, ma alcuni video appaiono un po' costruiti. Eppure il problema è un altro: Kanevsky e Tanner, così come tutti gli altri creator-vigilantes che anche in Italia abbiamo imparato a conoscere, si pongono ovviamente come dei dispensatori di giustizia, dei guardiani che proteggono i minori facendo piazza pulita di ultraquarantenni che vogliono andare a letto con le ragazzine. Il problema è che dietro quest'operazione meritoria, si finisce per trasformare un serio problema della società in un mero prodotto d'intrattenimento.

Se infatti le interazioni tra i creator e i predatori potrebbero anche tradursi in un utile spunto di approfondimento psicologico e sociale – con l'aguzzino che confessa tutto e racconta la propria storia – nella realtà dei fatti quasi tutte le interviste si esauriscono in una sequela di minacce, insulti e umiliazioni che trasformano il video in un pubblico ludibrio per il criminale incastrato. Il punto più alto (o basso) si raggiunge poi quando, oltre alla confessione, i creator s'incaricano anche della punizione, organizzando un incontro di boxe su un vero ring tra Tanner, ex lottatore dei pesi medi e il predatore di turno, che ovviamente viene suonato come un tamburo.

Il ritorno economico dietro l'intento benefico

Oltre a tutte queste implicazioni etiche e sociali, ci sono poi un altro paio d'aspetti che probabilmente smontano l'intento "filantropico" di questi cacciatori di pedofili. Il primo riguarda il fatto che alla fine dei contenuti di Scaling Up Catches viene sempre proposta la possibilità di sostenere economicamente il progetto attraverso abbonamenti e donazioni. La piattaforma ufficiale del gruppo presenta infatti una community a pagamento con contenuti esclusivi e non censurati. Non è però finita qui. Gli estratti più interessanti di questi video vengono quasi sempre condivisi anche dai profili Instagram personali dei creator – Kanevsky vanta oltre mezzo milione di follower – garantendo ulteriore visibilità ai contenuti. In molti di questi sketch, a un certo punto compare in sovrimpressione un banner o un video che rimanda a siti di gioco d'azzardo. Nel post non vi è però alcun avviso o hashtag #adv che faccia presagire l'inserimento di un prodotto commerciale. Una scelta non molto trasparente per chi vuole vestire i panni di giudice, giuria e boia.

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