Sì in Svizzera a norme più rigide sul possesso di armi. I cittadini elvetici, chiamati a esprimersi in un referendum, hanno votato per il 63,7 percento a favore delle nuove regolamentazioni per allinearsi all'Ue. A diffondere i dati è l’agenzia Ats. Hanno votato a favore dell’adeguamento ventidue cantoni svizzeri su ventitré: l’unico contrario è stato il Ticino, dove il “no” ha ottenuto il 54,5 per cento dei voti. Prima del voto il governo aveva avvertito gli elettori che un eventuale “no” alla nuova legislazione avrebbe potuto portare a un'esclusione della Confederazione dagli accordi europei di Schengen e Dublino ai quali è associata. Ciò avrebbe avuto conseguenze negative in settori chiave come asilo, sicurezza e turismo. La nuova legge introduce il divieto per le armi semi-automatiche dotate di un caricatore di grande capacità. Collezionisti e tiratori sportivi potranno ancora acquistarle, ma sarà necessario richiedere una “autorizzazione eccezionale”: dopo cinque anni, e poi dieci, dovranno dimostrare che continuano a praticare regolarmente l'attività.

Le armi sono molto diffuse in Svizzera – Le armi circolanti in Svizzera sono – stando al centro di ricerca di Ginevra Small Arms Survey – circa 2,3 milioni, tre ogni dieci residenti, proporzione che piazza il Paese al sedicesimo posto nella classifica di armi pro capite. Non esiste un registro centrale delle armi e né questa legge approvata con il referendum lo introduce. “Peccato che la popolazione abbia seguito l’argomentazione della paura con Schengen. È un po’ triste ma accettiamo il risultato”, questo il commento di Olivia de Weck, vicepresidente di ProTell, la lobby pro armi che si era fortemente mobilitata contro la legge.

Sì a riforma fiscale imprese e pensioni – Gli svizzeri hanno anche approvato una riforma fiscale per adeguare la tassazione delle imprese agli standard internazionali. Il 66,4 percento dei votanti e l'insieme dei 26 cantoni hanno detto sì al pacchetto di misure elaborato dal parlamento e che associa la riforma della tassazione delle imprese a nuove misure per il finanziamento del principale pilastro del sistema pensionistico, l'Assicurazione vecchiaia e superstiti (Avs). La riforma è stata varata per evitare il rischio di sanzioni internazionali e adeguare la legislazione svizzera agli standard dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse).