"C'est fini". Così l'equipaggio delle ong che si sono presi cura dei migranti a bordo della Sea Watch 3 hanno commentato la fine della trattativa europea. I ragazzi in circolo sono esplosi in un grido liberatorio di gioia, seguito da lunghi applausi e abbracci. La vicenda dei 49 migranti ‘bloccati' nel Mediterraneo sembra essere giunta alle battute finali. Dopo ben 19 giorni in attesa dell'indicazione di un porto sicuro in cui sbarcare i migranti sono arrivati al porto di Hay Wharf a bordo di 3 motovedette della Marina militare maltese. Da lì, con le camionette della polizia sono subito ripartiti verso l'ospedale, dove verranno sottoposti a uno screening sanitario, prima di poter essere trasferiti a Marsa, dove si trova il centro di prima accoglienza. Il primo passo, per poi essere smistati nei paesi europei in base all'accordo raggiunto oggi dagli 8 degli stati membri dell'Ue, tra cui l'Italia. La questione sarà discussa questa sera in Consiglio dei ministri, visto che al momento l'Italia ha sì dato la disponibilità a prendere una parte dei migranti, ma è l'unico degli 8 Paesi che partecipano all'accordo a non aver ancora reso noto il numero preciso delle persone che prenderà in carico.

Alla Commissione Ue comunque si aspettano tra le 20 e le 25 persone, ed in ogni caso un numero a due cifre. Germania e Francia ne riceveranno 60 ciascuno, il Portogallo 20, Olanda, Lussemburgo e Irlanda 6, la Romania 5. L'annuncio è stato dato, durante una conferenza stampa oggi a Bruxelles, dal commissario europeo agli Affari interni e Immigrazione, Dimitris Avramopoulos, che ha sottolineato che quello che è successo negli ultimi giorni "non è certo stata l'ora più bella dell'Europa".

Parte dell'accordo con La Valletta prevede che  la maggioranza di un gruppo separato di 249 migranti portati a Malta dalle motovedette della Marina militare maltese lo scorso dicembre sarà anch'esso ripartito in altri Paesi dell'Ue. Un totale di "220 persone saranno trasferite in altri Stati membri o saranno rinviate nei loro paesi di origine", ha dichiarato il primo ministro maltese Joseph Muscat in una conferenza stampa con l'omologo libico Fayez al Sarraj. In questi 220 sono compresi anche 44 cittadini del Bangladesh, che verranno sicuramente rimpatriati, perché non hanno diritto a restare nell'Ue. Avramopoulos ha sottolineato che "questi accordi temporanei ‘ad hoc' possono costituire un ponte per un periodo limitato di tempo fino a che la riforma del sistema dell'asilo di Dublino stabilirà un meccanismo permanente" per una ripartizione degli arrivi fra gli Stati membri più equa del regolamento attuale, che "pesa in modo sproporzionato" su alcuni Paesi, quelli di primo arrivo. Questi accordi, comunque, ha aggiunto il commissario, "permettono di allentare le tensioni fra gli Stati membri e di rendere più prevedibile la gestione degli sbarchi". Il commissario si è detto "ottimista" sul fatto che l'accordo sulla riforma di Dublino sarà raggiunto nei prossimi mesi, e che sarà "uno scudo per il futuro".

Matteo Salvini non ci sta

Matteo Salvini non sembra affatto convinto della soluzione del problema, e si aspetta chiarimenti dal governo. Dopo il botta e risposta a distanza con il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, la sua posizione non è cambiata: "È una decisione che non ha senso, non ho capito questa accelerazione. Serve un chiarimento che ci sarà questa sera al mio ritorno. Io sono il ministro che si occupa di pubblica sicurezza", ha aggiunto parlando con i giornalisti a Varsavia. "Io non autorizzo arrivi di migranti – ha ribadito – Le scelte si condividono e le riunioni si fanno prima non dopo". E ancora: "Che siano 8 o 88 io non autorizzo nessuno" ha ribadito Salvini che poi ha risposto con una battuta a chi gli ricordava l'intento del premier Conte di andare a prendere i migranti in aereo. "Li facciamo venire in parapendio, io non controllo lo spazio aereo. Il ministro Toninelli – ha sottolineato il vicepremier – autorizza l'ingresso nelle acque territoriali, ma il porto sicuro lo assegna il ministro dell'Interno". 

Per il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani, quest'epilogo dimostra che alla fine del braccio di ferro ha avuto la meglio il premier Conte: "In Italia regna sovrana la confusione, ha vinto Conte ha perso Salvini e questo certamente non rafforza l'immagine del nostro Paese a livello internazionale".