La campagna mondiale sulla cosiddetta Tampon tax, contro l'Iva alta sui prodotti igienici femminili, si arricchisce di una nuova pagina nera. Respinto emendamento che avrebbe decretato l'abbassamento dell'Iva sugli assorbenti: la Camera ha bocciato oggi pomeriggio l'emendamento Pd al provvedimento sulla Semplificazione Fiscale, che contemplava appunto l'Iva al 5 per cento sui prodotti sanitari per le donne. Per la parità di diritti tra uomini e donne si dovrà aspettare ancora. L'ex presidente della Camera e deputata Laura Boldrini, contatta da Fanpage.it, ha commentato così: "Sono indignata, la maggioranza ha votato contro. Non è un bene di lusso, per tante famiglie rappresenta un costo. Non si capisce perché un bene di prima di necessità per le donne debba essere tassato al 22%. È un po' quello che è successo con il ‘revenge porn': anche al mio emendamento avevano votato contro. In quel caso le deputate avevano occupato i banchi del governo, e dopo aver sospeso i lavori dell'Aula, si erano resi conto che stavano facendo un errore e avevano formulato un emendamento della maggioranza. Sbagliare è umano, perseverare è diabolico. In questo caso si è riproposto lo stesso approccio, lo stesso schema. Dato che hanno una proposta su questo tema al Senato hanno bocciato questi emendamenti".

"Si è persa ancora una volta l'occasione per dare un segnale di attenzione alle donne che in Italia non hanno lavoro, che sono il 51% – ha detto ancora Boldrini a Fanpage.it – L'interesse di Lega e M5S è solo quello di mettere per primi una bandierina. In Aula abbiamo contestato quest'atteggiamento, potevamo abbassare subito l'Iva, visto che il provvedimento era già pronto".

La bocciatura dell'emendamento ha generato sconcerto anche nel Pd. La segretaria metropolitana Silvia Roggiani ha attaccato Lega e M5S: "Altro che governo del popolo. Quando si tratta di approvare leggi per cancellare vere e proprie ingiustizie sociali, Lega e Cinque Stelle si tirano indietro e si dimostrano lontani dai problemi delle persone, nonostante la propaganda e i grandi proclami. Ad andarci di mezzo questa volta sono le donne, beffate dai litigi dei due partiti di governo, che hanno bocciato l'emendamento del Pd che chiedeva di ridurre l'iva sugli assorbenti, e quindi equipararla a quella per i prodotti di igiene maschile. I prodotti per l'igiene delle donne, cosi' come quelli per gli uomini, non possono essere considerati beni di lusso, e la battaglia perchédiventino beni di prima necessità dovrebbe unire tutti, al di là del colore politico". 

È intervenuta anche Chiara Gribaudo, vice capogruppo del Pd alla Camera, fra i firmatari del provvedimento: "La maggioranza vuole respingere l'abbassamento dell'Iva sugli assorbenti, la cosiddetta Tampon tax, solo per poter fare i loro spot elettorali. Ma perché aspettare la discussione del Senato, se alla Camera oggi si discute di fiscalità e aiuti alle famiglie? È questa la sede per garantire alle donne di pagare equamente un bene di prima necessità, il ciclo non è un lusso. Lega e M5s replicano l'ottusa dittatura della maggioranza che hanno sfoderato sul revenge porn e si tappano occhi e orecchie per fare finta di niente. Parlare invece parlano e lasciano intendere che l'unica ragione del rinvio è la loro propaganda. Facciano un passo indietro e approvino il nostro emendamento, i diritti delle donne non si rinviano per fare propaganda". 

"Ancora una volta la tampon tax viene bocciata dal Parlamento. La maggioranza Lega-5 Stelle, molto generosa con la spesa pubblica, non vuole proprio reperire le risorse per una misura di civiltà, con ricadute anche sulla salute, che consenta di abbassare l'Iva sui prodotti igienici femminili. Le proposte avanzate alla Camera hanno trovato un muro. E dire che dal Movimento 5 Stelle c'era stata una parziale apertura. Ma ora è evidente: si trattava solo di propaganda", lo ha detto la segretaria di Possibile, Beatrice Brignone, candidata di Europa Verde alle Europee nella circoscrizione di Italia centrale.