Il Global compact on refugees è stato approvato dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite con 181 sì, 2 no e 3 astenuti. Nonostante l'opposizione degli Stati Uniti e dell'Ungheria, il patto ha trovato largo consenso. Il testo è stato approvato pochi giorni dopo l’adozione a Marrakech del contestato Global compact for migration, a cui l'Italia ha scelto di non aderire, ritenendo che il Parlamento italiano fosse una sede più idonea per discutere quell'accordo quadro, che comunque non è vincolante. La prima occasione di dibattito sarà alla Camera domani, 19 dicembre: l’Aula dovrebbe discutere le mozioni che chiedono al governo una posizione netta sull’accordo Onu proposto a Marrakech il 10 e 11 dicembre, che riguarda i flussi migratori. Il Global Compact per i rifugiati mira a rafforzare il concetto di una responsabilità condivisa tra i contraenti, fornendo un sostegno ai Paesi dove risiedono la maggior parte degli oltre 25 milioni di rifugiati al mondo, costretti a scappare per ragioni politiche.

L'Alto Commissario Onu per i rifugiati Filippo Grandi, ha definito "storico" il Global Compact on Refugees, spiegando che si tratta del "più grande sforzo per condividere in modo ampio le responsabilità dei rifugiati di cui sono stato testimone in 34 anni di lavoro con i profughi. Nessun paese dovrebbe essere lasciato da solo di fronte a massicci arrivi di rifugiati", ha affermato Grandi. "Le crisi dei rifugiati richiedono una condivisione globale delle responsabilità, e il patto è una potente espressione di come possiamo lavorare insieme nel frammentato mondo di oggi". Il documento, ha aggiunto, "traduce l'idea della condivisione delle responsabilità in misure pratiche e concrete, per garantire che i rifugiati non siano tenuti in ostaggio dai capricci della politica". E "fornisce il riconoscimento, atteso da tempo, che i Paesi che ospitano un gran numero di rifugiati offrono un enorme servizio a tutta l'umanità, stabilendo in che modo il resto del mondo può contribuire a condividere il peso di questa responsabilità".

Le reazioni del mondo politico

CasaPound intanto manifesta a Montecitorio. Oggi una delegazione guidata dal segretario nazionale Simone Di Stefano è stata sotto il Parlamento: "Nel silenzio generale, oggi e domani si discute e si vota il Global Compact – spiega Di Stefano – Siamo sotto al Parlamento per mettere un po' di pressione ai politici che incrociamo, perché si sappia che questa cosa non passerà sotto silenzio. E domani saremo ancora qui con una manifestazione autorizzata dalle 12 in poi. Non perdoneremo chi si piega alla dittatura globalista". E ha aggiunto: "Ci aspettiamo che Salvini chiarisca in maniera definitiva, tombale, a Di Maio che se vota il Global Compact insieme al Pd il governo finisce lì. D'altra parte, sono tanti, tantissimi gli elettori della Lega che chiedono chiarezza, così come anche i 5 Stelle, visto che rivendicano sempre di essere contro i poteri forti e oggi invece ricevono ordini dall'Onu".

"Apprendo che le Nazioni Unite hanno approvato il Global Compact sui rifugiati, preludio di quello sui migranti. Apprendo anche che il governo italiano ha votato a favore. Scusate, ma chi e dove ha deciso il voto italiano?". ha attaccato su Facebook la leader di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni.

"Bene il voto favorevole dell'Italia sulGlobal compact sui rifugiati approvato con il voto contrario dei campioni del populismo Trump e Orban. Un ulteriore passo in avanti per creare una cornice per la gestione dell'accoglienza dei rifugiati. Ora dopo l'Onu il Parlamento italiano approvi le mozioni, tra cui quella di Leu, che chiede al governo di firmare il Global compact for migration" – ha detto il deputato di Leu Erasmo Palazzotto"La gestione dei rifugiati richiede una condivisione globale delle responsabilità in un momento come quello attuale in cui è urgente affrontare migrazioni che hanno raggiunto cifre record: oltre 68 milioni di persone sono state costrette a fuggire in tutto il mondo, e tra questi oltre 25 milioni sono diventati rifugiati. Chi è contro all'approvazione di questi importanti patti tra Stati come Salvini, Orban o Trump non è interessato a risolvere il fenomeno anzi, vuole solo alimentare paure, rancore e il Global compact for migration è semplicemente un'arma propagandistica".