"Le parole del vicepremier Luigi Di Maio sui gilet gialli sono soprattutto una forma di comunicazione a fini elettorali interni dell'Italia, magari rivolta a Matteo Salvini o Alessandro Di Battista, non certo al presidente Emmanuel Macron". Questo il commento fatto da una fonte dell'Eliseo all'endorsement al movimento francese che ieri Luigi Di Maio ha pubblicato in un post sul blog, che ha scatenato l'ira del governo francese. "Non vogliamo assolutamente reagire, non l'abbiamo fatto sulla manovra o su altri temi, non lo faremo ora", hanno spiegato dall'Eliseo.

"In generale ci atteniamo a una regola semplice: non interferire né commentare la politica interna dei Paesi vicini, sia essa buona o cattiva. Semplicemente cerchiamo di capire. E mi pare che, nel suo messaggio ai gilet gialli, Luigi Di Maio si stesse rivolgendo più a Matteo Salvini o Alessandro Di Battista che al presidente Macron. La prendiamo come una forma di comunicazione elettorale", magari in vista del voto Ue. "Non contate su di noi per sollevare polemiche, non ne vale la pena. Ci atteniamo a una regola e speriamo che sia reciproca: non interferire negli affari interni degli altri Paesi".

"Quello di Luigi Di Maio sui gilet gialli – hanno aggiunto le stesse fonti – non è un commento gradevole, ma questo non significa che risponderemo con un commento dello stesso tenore. E poi l'interlocutore naturale del presidente della Repubblica è il presidente Giuseppe Conte, è con lui che Macron lavora dal primo giorno. Figuratevi che è stato il primo a telefonargli, prima ancora che entrasse in funzione. E mi pare che il signor Conte non abbia fatto alcun commento".

Ieri il leader del Movimento Cinque Stelle ha scritto una lettera, dal titolo "Gilet gialli, non mollate": "Dall’Italia stiamo seguendo la vostra battaglia dal giorno in cui siete comparsi per la prima volta colorando di giallo le strade di Parigi e di altre città francesi –ha scritto ieri mattina Di Maio – Sappiamo cosa anima il vostro spirito e perché avete deciso di scendere in piazza per farvi sentire. In Francia, come in Italia, la politica è diventata sorda alle esigenze dei cittadini che sono stati tenuti fuori dalle decisioni più importanti che riguardano il popolo. Il grido che si alza forte dalle piazze francesi è in definitiva uno: ‘fateci partecipare!’. È lo stesso spirito che ha animato il MoVimento 5 Stelle". Quindi ha offerto anche il sostegno della piattaforma Rousseau.

Ma il movimento dei Gilet Gialli sembra non gradire l'intervento del Movimento Cinque Stelle: "No alle ingerenze di Di Maio – ha detto all'Ansa Jacline Mouraud, la ‘pasionaria' ex portavoce della cosiddetta ala moderata dei Gilet Gialli "Se devo dirla tutta penso che l'Italia sia l'Italia e la Francia sia la Francia: non siamo lo stesso popolo, penso che quella del vostro vicepremier sia un'ingerenza negli affari interni del nostro Paese". 

L'iniziativa del vicepremier pentastellato ha così ricevuto la bocciatura dei ‘cugini' francesi: "Davvero mi domando come sia possibile che un ministro italiano abbia bisogno di schierarsi contro un presidente di un Paese vicino", dice riferendosi al presidente Emmanuel Macron. "È una proposta del tutto inattesa, se non sconveniente", ha aggiunto. La Mouraud, minacciata di morte dall'ala più radicale delle casacche gialle, ha parlato anche della possibilità che due rappresentanti di un'altra corrente del movimento si rechino a breve a Roma. Ma lei non ci sta. "Se me lo avessero proposto avrei declinato l'invito", ha sottolienato, aggiungendo che "i nostri affari in Francia ce li risolviamo da soli". Ieri, Jacline ha annunciato la creazione di un partito politico, ‘Les Emergents', che però non correrà alle elezioni europee di maggio. "Il nostro è un progetto di lungo termine, non un fuoco di paglia. Ma sentirete parlare di noi". Al rinnovo del Parlamento di Strasburgo, il prossimo maggio, si presenterà invece ‘Gilets-Jaunes le Mouvement', una delle innumerevoli correnti dei Gilet Gialli finanziata da Bernard Tapie.