video suggerito
video suggerito

Visitava i pazienti a casa e li uccideva con iniezioni letali: medico killer condannato all’ergastolo a Berlino

Johannes M. è stato condannato nelle scorse ore all’ergastolo per l’omicidio di 15 pazienti ma le autorità tedesche ritengono che questi omicidi potrebbero essere solo la punta dell’iceberg. In un caso aveva portato con sé anche il figlioletto di tre anni.
Immagine di repertorio.
Immagine di repertorio.

Era chiamato a prendersi cura di loro nel momento più difficile in qualità di medico specializzato in cure palliative per malati terminali ma al contrario uccideva i suoi pazienti con iniezioni letali arrivando anche ad appiccare incendi per eliminare le prove. È la storia del dottor Johannes M., condannato nelle scorse ore all'ergastolo per l'omicidio di quindici pazienti, 12 donne e tre uomini, avvenuti tra settembre 2021 e luglio 2024. Il tribunale ha dichiarato colpevole il 41enne ritenendolo un vero e proprio serial killer che prendeva di mira pazienti indifesi che non avevano mai chiesto l'eutanasia e che avevano davanti a loro ancora mesi e anni di vita nonostante le gravi malattie.

L'uomo lavorava come medico in un ambulatorio di cure palliative a Berlino che assiste malati gravi, alleviando il dolore e migliorano la loro qualità di vita. Secondo quanto ricostruito, il 41enne però si presentava a casa degli ammalati e dopo averli sedati, somministrava loro un mix di vari farmaci per ucciderli senza che nessuno se ne rendesse conto. Le indagini erano scattate solo quando un collega lo aveva segnalato in quanto in concomitanza con le sue visite erano avvenuti incendi dolosi con conseguente decessi dei pazienti. Come si è scoperto successivamente, infatti, in varie occasioni avrebbe appiccato il fuoco per coprire gli omicidi dei pazienti ma proprio questo ha portato la Polizia ha individuarlo come elemento comune alle varie tragedie che si erano consumate.

Dopo la scoperta, gli inquirenti hanno analizzato centinaia di cartelle cliniche e ordinato la riesumazione di diverse salme prima di  formalizzare le accuse per 15 casi nell'aprile del 2025. Tracce dello stesso farmaco sono state ripetutamente rinvenute in tutte le vittime durante le indagini e la Polizia ha accertato che l'uomo aveva acquistato decine di questi farmaci che non erano necessari per le cure palliative. Un Particolare ancora più inquietante emerso durante le indagini e il processo è che durante il primo degli omicidi per i quali è stato ora condannato, il medico ha portato con sé il figlioletto che all'epoca aveva solo tre anni.

Solo durante il processo il medico quarantunenne ha ammesso dodici dei 15 capi di accusa sostenendo di averlo fatto a fin di bene perché pensava di aiutarli. "Durante tutto questo periodo, ho sempre pensato che questa fosse la cosa migliore per tutti", ha affermato. Le sue vittime, che avevano un'età compresa tra i 25 e i 94 anni ed erano tutte in condizioni critiche, però non erano in imminente pericolo di vita e anzi molte di loro avevano ancora progetti di vita e sogni da realizzare che avevano programmato in vista dell'aggravamento della malattia.

I Giudici non hanno creduto alle giustificazioni dell'uomo e anzi le autorità ritengono che questi omicidi potrebbero essere solo la punta dell'iceberg. Per questo i pubblici ministeri stanno attualmente indagando su decine di altri episodi che coinvolgono il medico.

autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views