12 Marzo 2018
08:21

Vienna, assalto davanti alla residenza dell’ambasciatore iraniano: ucciso l’aggressore

L’assalitore è un austriaco di 26 anni: è stato ucciso dal soldato contro cui si era avventato con un coltello. Non è chiaro il movente del gesto. Solo cinque giorni fa un’altra aggressione nel cuore della capitale dell’Austria.
A cura di Biagio Chiariello

Un uomo di 26 anni ha aggredito con un coltello, ieri sera, un soldato di guardia davanti alla residenza dell'ambasciatore iraniano a Vienna. L’assalitore, di nazionalità austriaca, ha annunciato la polizia locale, è stato poi ucciso dal militare con l'arma di ordinanza. L’uomo "è morto sul posto", ha precisato un portavoce della polizia, Harald Soeros. Le ragioni del folle gesto non sono chiare, hanno aggiunto gli stessi agenti. Secondo un portavoce del ministero della Difesa, citato dall'agenzia di stampa Apa, il soldato ferito, originario della provincia austriaca del Tirolo, è stato trasportato in ospedale con una placca al braccio. I fatti sono avvenuti verso le 23.35, secondo la stessa fonte, in un quartiere residenziale della capitale dell’Austria. Posizionato in una garitta, il militare "in un primo momento ha fatto utilizzo di spray al peperoncino" prima di sparare "almeno quattro pallottole", ha precisato Soeros. Secondo il portavoce del dicastero locale, citato dall'Apa, il soldato, dopo essere stato ferito, ha agito nel rispetto delle regole di ingaggio. La polizia ha inoltre disposto un potenziamento della sorveglianza intorno a tutte le rappresentanze diplomatiche di Vienna.

Cinque giorni fa aggressione al Prater

Solo mercoledì scorso, un’altra aggressione col coltello ha fatto tremare l’Austria, quando una persona ha ferito almeno tre passanti sulla Praterstrasse, nella zona di Nestroyplatz, nel quartiere Leopoldstad, apparentemente colpendo a caso, ed è scappata. Mezz'ora più tardi, non molto lontano, è stata colpita una quarta persona. Tutti e quattro i feriti (tre dei quali farebbero parte della stessa persona) sono ricoverati in ospedale. Un 23enne afgano è stato poi arrestato: ha confessato di essere tossicodipendente e di avere agito perché era “di umore aggressivo e scontento della sua vita”.

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