Un uomo di 24 anni che era stato rilasciato dal carcere tre giorni prima, è il principale sospettato del brutale assassinio della piccola Rocío Abigail Riquel, la bimba di nove anni abusata e uccisa sabato scorso a San Miguel de Tucumán (Argentina). Secondo le conclusioni dell'autopsia la piccola sarebbe stata abusata sessualmente e poi uccisa con un violento colpo alla testa. Prima, però, il suo assassino ha tentato invano di strangolarla. Abigail aveva solo nove anni.

I fatti sono andati in scena sabato scorso, poco dopo le nove del mattino, quando la piccola ha detto ai suoi genitori che sarebbe andata a giocare da un'amica. È stata l'ultima volta che i familiari hanno visto la piccola in vita. Sette ore dopo la denuncia di scomparsa, il macabro ritrovamento. Abigail è stata trovata morta a quattrocento metri da casa, a faccia in giù, mezza sepolta tra i cumuli di terra nel quartiere di Villa Muñecas, una zona popolare di San Miguel de Tucumán.

Gli esami medico legali sul corpo hanno confermato che la piccola è stata vittima di violenza sessuale da parte dell'aggressore. Secondo l'autopsia, dopo averla stuprata, l'assassino ha cercato di soffocarla e l'ha uccisa dopo diversi colpi alla testa con un blocco di terra dura. Il sospettato è stato subito identificato dagli abitanti del poso in un ragazzo di 24 anni rilasciato tre giorni prima dal carcere. Alcuni testimoni lo hanno visto camminare fianco a fianco con la piccola Abigail.

Il crimine ha provocato una violenta reazione da parte dei vicini e degli amici della famiglia Riquel, che hanno appiccato il fuoco alla baracca dove vive la madre del sospettato che non è ancora stato rintracciato. "Lo cerchiamo noi, perché la polizia non lo farà, ha detto uno dei vicini di casa dei Riquel."Spero, per il suo bene, che si arrenda: perché se lo troviamo prima ci pensiamo noi”. Se arrestato, il ventiquattrenne sarà accusato del reato di violenza sessuale e omicidio criminis causae, ovvero un delitto che viene commesso per nascondere un altro crimine. Rischia l'ergastolo