Usa, poliziotto spara contro un’auto e uccide un bimbo di un anno: non sarà incriminato. Il video della sparatoria

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Un frame del video della sparatoria
I fatti sono avvenuti il 14 giugno a Senatobia, negli USA, dove un poliziotto ha sparato contro un’auto in fuga durante un intervento per un presunto furto, uccidendo Kohen, un bambino di un anno che era in braccio alla madre. Dopo le continue richieste dei familiari sono stati diffusi i filmati, mentre le autorità del Mississippi hanno deciso di non incriminare l’agente.

Un bambino di un anno è rimasto ucciso dagli spari di un poliziotto durante un intervento per un presunto furto in un supermercato. I fatti sono avvenuti il 14 giugno a Senatobia, nello Stato USA del Mississippi, dove il piccolo Kohen si trovava in auto con la madre quando un agente ha aperto il fuoco contro la vettura in movimento.

A distanza di oltre quattro mesi, la diffusione dei filmati ripresi dalle telecamere indossate dagli agenti e dai sistemi di sorveglianza ha permesso di ricostruire alcuni momenti della drammatica sparatoria. La decisione delle autorità statali di non incriminare il poliziotto ha però alimentato le proteste della famiglia del bambino, che pretende un'indagine federale.

Senatobia, la sparatoria nel parcheggio del Walmart

Quel giorno cinque agenti erano intervenuti nel parcheggio di un punto vendita della nota catena Walmart, dopo una segnalazione relativa a un presunto furto di pannolini e vestiti per bambini. I sospetti riguardavano due donne, la madre di Kohen e un'amica di famiglia che si trovava alla guida dell'auto.

I filmati mostrano le due donne correre verso una berlina grigia, con la madre che tiene il figlio in braccio. Una volta a bordo, la vettura fa retromarcia e urta un Suv parcheggiato. Gli agenti si avvicinano con le armi estratte e intimano alla conducente di fermarsi. Poco dopo, la macchina riparte e si dirige verso la zona in cui si trovano alcuni poliziotti.

Uno degli agenti, il sergente Hunter Foster, si trova davanti alla vettura e si sposta per evitare di essere investito. A quel punto esplode alcuni clpi contro l'auto. Un proiettile rompe il finestrino anteriore lato passeggero, dove Kohen è seduto sulle gambe della madre. La vettura prosegue la marcia e le immagini si interrompono.

Il bambino morirà per le ferite riportate. Illesa invece la madre, mentre l'amica di quest'ultima resta gravemente ferita

Il video e le versioni contrastanti

I filmati delle telecamere indossate dagli agenti e quelli di sorveglianza sono stati diffusi negli scorsi giorni, dopo settimane di richieste da parte dei familiari e di proteste per ottenere maggiore trasparenza sulla vicenda. Le immagini mostrano la sequenza dell'intervento da diverse angolazioni, compresa quella della telecamera dell'agente che ha sparato.

La ricostruzione delle autorità e quella della famiglia restano distanti. Nelle ore successive alla sparatoria, il Mississippi Bureau of Investigation aveva sostenuto che la vettura si fosse diretta verso un poliziotto, arrivando quasi a investirlo. Anche l'avvocato di Foster, Martin Zummach, ha difeso la condotta del suo assistito: secondo il legale, il poliziotto "non aveva scelta" perché l'auto stava per travolgerlo.

A contestare questa versione è Ben Crump, avvocato per i diritti civili che rappresenta la famiglia del bambino: il filmato, sostiene, mostra che il colpo mortale è stato esploso quando la vettura si trovava già di lato rispetto all'agente, e non mentre gli stava andando incontro. Crump ha definito la reazione degli agenti "eccessiva e imprudente", criticando la scelta di avvicinarsi all'auto con le armi estratte durante un intervento per un presunto furto.

Anche la madre del bambino ha negato che l'amica alla guida abbia puntato deliberatamente contro i poliziotti. Né lei né l'altra donna sono state incriminate per il presunto furto.

L'agente non verrà incriminato

Il 19 ottobre la procuratrice generale del Mississippi, Lynn Fitch, ha annunciato che l'indagine statale non aveva rilevato responsabilità penali a carico dell'agente. La decisione ha escluso l'apertura di un procedimento penale nei suoi confronti per la morte del piccolo.

La famiglia ha contestato la conclusione. "La parola ‘giustificato' mi perseguita", ha dichiarato Veronica, nonna materna di Kohen, durante una conferenza stampa. "Non c'è alcuna giustificazione per questo". La donna ha anche criticato il fatto di aver appreso dai media che l'agente era stato scagionato, prima ancora di ricevere una comunicazione ufficiale.

L'avvocato Crump ha or chiesto l'intervento delle autorità federali e ha criticato la decisione dello Stato. "I pannolini sono qualcosa di cui una madre ha bisogno per un bambino. I pannolini non dovrebbero mai costare la vita a un neonato", ha dichiarato.

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