tsunami giappone

Alle 14.45 la terra in Giappone ha tremato e da allora è stato l'inferno. Una scossa di magnitudo 8,9 della scala Richter, uno dei terremoti più violenti degli ultimi 150 anni si è abbattuto sull'arcipelago giapponese scatenando, in aggiunta, uno tsunami di grave entità. L'epicentro del terremoto, infatti, è stato localizzato a circa 130 metri dalle coste giapponesi. Case, auto e persone sono state inghiottite dal fango generato dallo tsunami e molti sono gli edifici rasi al suolo o bruciati. A tal proposito, già dalle prime ore il premier giapponese Naoto Kan ha lanciato un comitato d'emergenza e ha invitato tutti alla calma, inoltre il portavoce del governo ha dichiarato che il terremoto avrebbe causato "danni considerevoli".

Nonostante il Giappone sia attrezzato a fronteggiare calamità di grossa portata con costruzioni ingegneristiche antisismiche, vista la frequente incidenza di terremoti nella zona, stavolta la portata del sisma è stata fuori misura.  Il numero dei morti sale di ora in ora e anche i dispersi stanno aumentando, nello specifico al momento se ne contano circa 88.000.

Per aiutare le comunicazioni tra i dispersi, familiari e quanti altri vogliano mettersi in contatto con le persone che si trovano nelle zone interessate dalla catastrofe, in queste ore il Web si mobilita. In particolare, Google ha lanciato Google Person Finder: uno strumento attraverso cui sarà possibile fornire e ricevere informazioni sulle persone che al momento risultano disperse. Accedendo al sito si potrà digitare all'interno di un mini motore di ricerca il nome e il cognome della persona di cui si desidera dare e ricevere notizie. Si tratta di uno strumento che Google ha messo in campo per la prima volta in occasione del terremoto di Haiti. Attualmente sul sito sono presenti già 7000 segnalazioni. Ci auguriamo che tale strumento venga utilizzato nella maniera più consona alla situazione, evitando falsi allarmi e indicazioni mendaci.