Terremoto in Venezuela

Terremoto Venezuela, il video del ragazzino di 11 anni estratto vivo dopo 3 giorni: “Ogni vita salvata dà speranza”

Tra le tante notizie di morte e tragedie familiari per il terremoto in Venezuela, a dare speranza storie di salvezza come quella di un ragazzino 11enne estratto vivo dai soccorsi dopo 3 giorni a Caraballeda.
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È corsa contro il tempo in Venezuela alla ricerca dei dispersi ancora in vita sotto le macerie del terribile terremoto che ha devastato il Paese. A dare nuova linfa alle speranze di tutti la storia di un bambino di 11 anni estratto vivo dai soccorsi dopo 3 giorni a Caraballeda, sulla costa del Mare dei Caraibi, non lontano da Caracas. A darne notizia è stata la stessa presidente ad interim del Paese, Delcy Rodriguez postando un video del recupero del minore sepolto sono metri di macerie di un palazzo crollato.

“Ogni vita salvata dà speranza al Venezuela” ha scritto la presidente che, come tutti i concittadini, si aggrappa a poche ma preziose storie a lieto fine nella devastazione totale in cui è piombato il paese sudamericano con un bilancio di oltre 1400 morti accertati e decine di miglia di feriti ma purtroppo destinato a salire ancora proprio per la presenza di migliaia di persone che mancano all’appello.

Tra le tante notizie di morte e tragedie familiari, risaltano e divengono virali sui social le storie di salvezza come quella di un neonato di 18 giorni avvolto in coperte rosa salvato dopo 12 ore di ricerche, secondo quanto riportato da Telemundo. O come quella di Miguel, estratto dalle macerie nel giorno del suo compleanno o quella di una donna che ha partorito solo con l’aiuto dei presenti tra montagne di macerie, senza energia elettrica né assistenza medica.

Una mano fondamentale sta arrivando dall’estero con decine di paesi che hanno già inviato aiuti materiali e risorse per la popolazione colpita ma anche uomini e mezzi proprio per dare una mano nei soccorsi tra le macerie. “Abbiamo ricevuto il sostegno di 24 paesi della comunità internazionale, che hanno inviato 521 tonnellate di forniture, 86 unità cinofile e oltre 2741 membri del personale di ricerca, soccorso e supporto, i quali sono già integrati con i nostri team” ha spiegato Delcy Rodriguez. Tra di loro anche la missione italiana, con le divise dei vigili del fuoco e quelle della Protezione Civile, che è atterrata all'aeroporto militare di Maracay, e si è subito messa all'opera raggiungendo l'area più colpita dal sisma, quella che insiste sulla costa nord, nella città di La Guaira.

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Con una stima di decine di migliaia di dispersi, però, anche questo sembra una goccia nel mare. Sono centinaia infatti gli edifici crollati e non ancora ispezionati e purtroppo, come sottolineano tutte le agenzie umanitarie, le prime 72 ore sono cruciali per salvare le persone, anche se esistono molteplici caso di persone slavate anche dopo questo lasso di tempo. Migliaia di persone si sono mobilitare in tutto il Paese scavando persino a mani nude.

Drammatica anche la situazione dei sopravvissuti rimasti senza casa e costretti a vivere in strada da giorni. In molte zone la tensione è aumentata con molte persone che lamentano scarso aiuto e poca preparatone delle autorità locali. Anche gli ospedali sono ormai al collasso e faticano a curare i feriti che arrivano a migliaia. Ad esasperare il tutto le continue scosse di terremoto che continuano a colpire la zona anche con forte intensità tra cui l’ultima con magnitudo superiore a 4 che ha causato nuovi crolli.

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