Studenti italiani si scusano con la donna offesa in metro. I thailandesi: “Usate il rispetto, non solo i soldi”

I sei italiani che hanno offeso la donna sulla metro di Bangkok si sono scusati con lei una volta arrivati alla centrale di Polizia. Un nuovo video li mostra mentre chiedono scusa con le mani giunte.
Gli studenti italiani in centrale di Polizia a Bangkok si scusano con la donna offesa in metro
Gli studenti italiani in centrale di Polizia a Bangkok si scusano con la donna offesa in metro

"Sono thailandese e in quanto tale scelgo di perdonare. La maggior parte dei thailandesi è amichevole e accogliente con tutti i visitatori che rispettano il nostro paese, la nostra cultura e le nostre persone. Ora che abbiamo capito ciò che è successo, spero che questo incidente serva come lezione per impedire che accada di nuovo". Questo è uno dei tanti commenti apparsi in queste ore sotto il post in cui l'ambasciata italiana in Thailandia si scusa per il comportamento degli studenti che hanno offeso una donna sulla metro di Bangkok.

Nei commenti al post dell'ambasciata italiana, i thailandesi rispondono ai ragazzi dando loro una lezione: "Non potete venire in Thailandia solo con il denaro. Ciò che dovresti portare sono le buone maniere e il rispetto per gli altri".

Il video di scuse degli studenti alla centrale di Polizia

Offese, urla e un riconoscibilissimo dito medio. Sono questi i gesti che un gruppo di giovani studenti italiani ha riservato a una donna thailandese che come loro viaggiava in metro all'ora di punta. I giovanissimi sono stati ripresi in un video e in breve tempo sono diventati virali prima sui social locali e poi su quelli internazionali.

"Scusa se portiamo soldi nel tuo paese" è lo sfottò che i minorenni hanno riservato alla donna, la cui colpa era stata quella di averli richiamati per il loro comportamento maleducato e chiassoso. I giovani invece di moderarsi hanno rincarato la dose dando il via alle offese che non sono terminate neanche una volta scesi dal treno. Anche sul binario hanno continuato a urlare sbattendo le mani sul finestrino.

Atteggiamento che è cambiato radicalmente quando sono stati fermati dalla Polizia. Un nuovo video girato proprio dalla donna nella centrale di Bangkok li mostra mentre giungono le mani e si scusano a favore di smartphone.

L'ambasciata: "Non rappresentano il popolo italiano"

L'eco mediatica ha richiesto l'intervento immediato dell'ambasciata italiana a Bangkok che in un comunicato pubblicato in tre lingue (italiano, thailandese e inglese) ha condannato i giovani e preso le distanze dal loro atteggiamento. Il post pubblicato il 25 luglio è diventato virale ed è stato commentato da moltissime persone, compresi migliaia di cittadini thailandesi che hanno dato una loro lettura degli avvenimenti.

In un lungo commento si legge che "La Thailandia è la terra dei sorrisi, tutti sono sempre benvenuti. Finché vieni con rispetto per la bellezza della nostra cultura, delle persone e delle regole. Come thailandese scelgo di perdonare".

Moltissimi insistono sul rispetto e sull'educazione ed entrano nel merito delle offese rivolte alla donna e per estensione a tutti i cittadini thailandesi. I sei studenti italiani hanno fatto pesare la differenza del costo della vita tra i due paesi sottolineando di poter fare ciò che volevano perché "portavano soldi". Dieci euro corrispondono a circa 382 baht – la moneta locale – e con questi è possibile fare diversi pasti e attività, rendendo la Thailandia una meta straordinariamente economica, oltre che ricca di bellezze naturalistiche.

Il cambio favorevole per l'euro tra le due monete si è tradotto in un atteggiamento di superiorità occidentale a cui i thailandesi hanno risposto ricordando che ci sono cose più importanti del denaro, come per esempio l'educazione: "Se una persona del posto ti fa notare gentilmente che stai facendo troppo rumore, prenditi un momento per riflettere invece di metterti sulla difensiva. Tieni presente che le usanze e le aspettative del luogo in cui ti trovi potrebbero essere diverse da quelle a cui sei abituato".

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