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Sparatoria a Montréal, l’aggressore aveva distribuito manifesto incel di violenza sulle donne

L’omicida, poi ucciso dalla polizia, ha sparato da una finestra sulla strada uccidendo un agente e un civile e ferendo un altro poliziotto e un altro civile. Si indaga su un documento della sottocultura misogina degli “incel” che l’uomo aveva distribuito.
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Un agente di polizia di 34 anni e un civile uccisi, oltre all’aggressore, e una poliziotta gravemente ferita, è questo il bilancio della sparatoria che lunedì ha sconvolto il quartiere Côte-des-Neiges a Montréal. A sparare un uomo, poi ucciso dalla stessa polizia, che ha iniziato a esplodere colpi dalla finestra di un hotel sui passanti, ma il cui movente resta incerto. Secondo i giornali locali, però, l’omicida apparteneva e propagandava la cultura incel e avrebbe distribuito un manifesto di violenza sulle donne e sulla polizia.

La polizia per ora mantiene il massimo riserbo sulle indagini ma, secondo i media locali, gli investigatori starebbero esaminando un manifesto di oltre cento pagine che l’uomo aveva diffuso e che potrebbe aver scritto. Il documento è legato alla sottocultura misogina degli "incel" (celibi involontari) e, secondo Radio-Canada, conteneva scritti che propagandavano la violenza contro le donne. Gli incel sono uomini che sono convinti di essere condannati a non essere mai amati e ritengono che la società sia una gerarchia basata sull'aspetto fisico, in cui le persone attraenti monopolizzano le relazioni sentimentali.

La polizia è stata chiamata sul posto intorno alle 11:35 ora locale dopo che un testimone aveva visto un’arma che sporgeva da una finestra puntata sulla strada. Quando i primi agenti sono arrivati sul posto, però, sono stati bersagliati dai colpi di arma da fuoco che per la prima volta dopo 24 anni hanno ucciso un poliziotto nella cittadina canadese. Una dinamica che fa sospettare anche una possibile imboscata.

Ad essere ucciso l'agente Mohamed Lamine Benredouan, di 34 anni, in servizio nelle forze dell'ordine dal 2021. Alcuni video pubblicati sui social media mostrano uno scambio di colpi d'arma da fuoco tra la polizia e una persona che indossava una giacca e pantaloni verde militare e che imbracciava un fucile. Secondo diversi testimoni, inizialmente si sono sentiti "quattro o cinque colpi di arma da fuoco", poi con l’arrivo dei rinforzi i colpi sono stati decine.

Oltre al poliziotto, a terra è rimasto colpito a morte anche un civile, Michael Mizrahi, definito “un membro molto amato della comunità ebraica di Montreal". La sparatoria infatti è avvenuta in un quartiere in parte ebraico, che comprende negozi e ristoranti kosher, ma la polizia non ha fatto riferimento a un attacco antisemita. Il Centro per gli Affari Israeliani ed Ebraici (CIJA), un'importante organizzazione della società civile canadese, ha riferito che Mizrahi era "una vittima innocente degli eventi".

Secondo quanto riferito dal capo della polizia di Montreal, Fady Dagher, un altro agente di polizia è rimasto gravemente ferito ed è ricoverato, anche se le sue condizioni sono stabili, mentre un altro civile ha riportato solo ferite lievi. Il ministro della sicurezza interna del Quebec ha dichiarato che la sparatoria non è collegata ad altre sparatorie e rimane un "caso interno".

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