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Iran e Usa concordano roadmap, accordo di pace entro 60 giorni, i mediatori: “Incoraggianti progressi”, news in diretta

Le ultime news dalla guerra Iran-USA in tempo reale. Aperta una linea di comunicazione per evitare incidenti nello Stretto di Hormuz e una “unità per la gestione dei conflitti” con l’obiettivo di mettere fine agli attacchi israeliani in Libano. Il primo round di colloqui di alto livello tra Iran e Stati Uniti in Svizzera si è concluso con “incoraggianti progressi”.

22 Giugno 2026, 07:21
A cura di Davide Falcioni
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Gli aggiornamenti dalla guerra tra Iran, Usa e Israele: le ultime notizie di oggi, lunedì 22 giugno, in tempo reale. Si è concluso il primo round di negoziati tra Teheran e Washington in Svizzera, concordata una linea di comunicazione per evitare incidenti nello Stretto di Hormuz e una "unità per la gestione dei conflitti" con l'obiettivo di mettere fine ai combattimenti in Libano. Secondo i mediatori sono stati fatti "incoraggianti progressi", malgrdo le minacce di Donald Trump di distruggere l'Iran.

Anche il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi sembra concordare: sono stati fatti "progressi significativi per porre fine alla guerra in Libano". Da Camp David Trump aveva gelato Teheran quando era già seduto al tavolo con Vance, arrivato a Burgenstock per aprire la fase due dei negoziati. "Se non fermate Hezbollah in Libano e non aprite Hormuz , non avrete più un Paese dove tornare". Immediata la replica iraniana: "Stia attento a quello che dice, il nostro esercito è pronto a rispondere", aveva detto il capo negoziatore Mohammed Bagher Ghalibaf.

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Deputato iraniano: "Lo Stretto di Hormuz non è il vostro casinò, è sotto la nostra sovranità"

"Voi lanciate minacce; noi agiamo. Lo Stretto di Hormuz non è né il vostro casinò personale né il cortile di casa dei pirati dei giorni nostri: si tratta di acque sovrane iraniane, e la decisione finale spetta al nobile popolo dell' Iran e alle sue coraggiose forze armate", ha dichiarato lunedì il deputato Ebrahim Azizi su X. La dichiarazione di Azizi è arrivata dopo che domenica il presidente Donald Trump aveva minacciato che, se gli iraniani avessero continuato a tenere chiuso lo Stretto di Ormuz, non avrebbero più avuto un Paese.

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L'Idf uccide due ragazzi di 17 e 19 anni in Cisgiordania

Secondo l'agenzia di stampa palestinese Wafa, durante la notte sono continuate le violenze perpetrate da soldati e coloni israeliani in tutta la Cisgiordania occupata, con arresti, demolizioni di case, sparatorie e danni alle proprietà. In particolare, le forze israeliane hanno ucciso Reda Sami Hassan Awad, un ragazzo di 15 anni, e Issa Arafat Ismail Awad, di 19 anni, vicino all'insediamento di Karmei Tzur a Beit Ummar. Altrove in West Bank sono stati eseguiti arresti arbitrari, demolizioni e violenze ai danni dei palestinesi.

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Sventato piano dell'Iran per uccidere il capo dell'agenzia di intelligence interna israeliana Shin Bet

L'ex numero uno dell'agenzia di intelligence interna israeliana Shin Bet, Ronen Bar, e sua moglie sono stati evacuati durante un recente viaggio negli Emirati Arabi Uniti dopo che era stato scoperto un piano dell'Iran per colpirlo. Lo riferisce Canale 13 che cita fonti anonime, secondo cui Bar e sua moglie stavano prendendo parte a una conferenza internazionale sulla sicurezza ospitata dal ministro degli Esteri degli Emirati Arabi Uniti, lo sceicco Abdullah bin Zayed Al Nahyan. Tuttavia, una fonte vicina agli Emirati ha smentito alla rete televisiva che il ministro abbia ospitato un evento di questo tipo.

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Wall Street Journal: "Trump e Iran d'accordo su una cosa, dare la colpa a Israele"

Donald Trump e il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie sono d'accordo su una cosa: scaricare le colpe su Israele. Lo afferma il board editoriale del Wall Street Journal, sottolineando che Trump per tutelare il suo cattivo accordo ha individuato Israele come capro espiatorio. Il presidente sta trattando lo stato ebraico come un "proxy americano", una tesi che l'Iran ha sposato. Il rischio ora è che Trump si trovi nella stessa posizione di Barack Obama, ovvero attaccare il maggiore alleato americano nell'area per essersi difeso.

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Secondo i dati sul traffico marittimo, ieri il numero di navi che hanno attraversato lo Stretto di Hormuz è diminuito drasticamente dopo che l'Iran ha annunciato la chiusura del canale, citando violazioni dell'accordo di pace provvisorio da parte di Israele e degli Stati Uniti. Secondo i dati della società di analisi Kpler, ieri cinque imbarcazioni hanno attraversato lo stretto, rispetto alle 26 di sabato giorno precedente. Tra queste figurano tre petroliere di grandi dimensioni che trasportavano ciascuna 2 milioni di barili di petrolio greggio e olio combustibile saudita, una delle quali diretta in Giappone.

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Vance: "Nostro obiettivo è rimodellare Medio Oriente attraverso la diplomazia"

Il vicepresidente JD Vance parla di "incontro storico" in Svizzera e spiega che l'obiettivo degli Stati Uniti "è rimodellare il Medio Oriente attraverso la diplomazia. Ora immaginiamo un futuro di collaborazione per promuovere la pace e la prosperità".

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Araghchi: "Progressi su fine guerra in Libano, sbloccati alcuni beni congelati"

"L'instancabile mediazione pakistana e qatariota ha portato a progressi significativi per porre fine alla guerra in Libano". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Aragchi al termine del primo round di colloqui con gli Stati Uniti. "Per l'Iran sono state concesse deroghe alle restrizioni sulle esportazioni di petrolio e prodotti petrolchimici, è stato revocato il blocco, sono stati sbloccati alcuni beni congelati ed è stato avviato un importante piano di ricostruzione e sviluppo", ha messo in evidenza.

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Vance ringrazia Trump: "Non vogliamo tornare a fare le cose alla vecchia maniera"

"Voglio ringraziare Donald Trump perché ci ha messo nella condizione di trovare una soluzione per temi che stanno a cuore agli Stati Uniti e al resto del mondo. La questione ora è quanto altro possiamo ottenere in Medio Oriente". Lo ha detto il vicepresidente JD Vance in Svizzera, sottolineando che la "preferenza" degli Stati Uniti "non è tornare a fare le cose alla vecchia maniera".

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Iran e Usa concordano roadmap, accordo di pace entro 60 giorni

L'Iran e gli Stati Uniti hanno concordato una tabella di marcia per giungere a un accordo definitivo che ponga fine alla guerra entro 60 giorni, secondo quanto hanno dichiarato in una dichiarazione congiunta i mediatori Pakistan e Qatar. "Il Comitato di alto livello ha concordato una tabella di marcia per giungere a un accordo definitivo entro 60 giorni, gettando le basi per l'avvio immediato di ulteriori colloqui tecnici", si legge nella dichiarazione congiunta.

Gli Stati Uniti e l'Iran hanno anche concordato di istituire una "linea di comunicazione" per evitare incidenti nello Stretto di Hormuz. "È  stata istituita una linea di comunicazione tra le parti… per evitare incidenti e malintesi, con l'obiettivo di garantire il passaggio sicuro delle navi commerciali attraverso lo Stretto di Ormuz", hanno affermato il Pakistan e il Qatar in una dichiarazione congiunta a seguito del primo ciclo di colloqui tra  Washington e Teheran volti a porre fine alla guerra in Medio Oriente. Inoltre hanno concordato una "cellula di coordinamento" con il Libano per porre fine alle operazioni militari, come hanno dichiarato i mediatori Pakistan e Qatar in una dichiarazione congiunta. "Le parti hanno concordato la creazione di una cellula di coordinamento, tra le parti, la Repubblica Libanese e con la mediazione dei mediatori, per garantire il rispetto della cessazione delle operazioni militari in Libano", si legge nella dichiarazione congiunta.

A cura di Davide Falcioni
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