Guerra tra Iran, Usa e Israele

Le notizie del 22 giugno sulla crisi in Iran

Le news dai colloqui Iran-USA del 22 giugno Aperta una linea di comunicazione per evitare incidenti nello Stretto di Hormuz e una “unità per la gestione dei conflitti” con l’obiettivo di mettere fine agli attacchi israeliani in Libano. Il primo round di colloqui di alto livello tra Iran e Stati Uniti in Svizzera si è concluso con “incoraggianti progressi”.

22 Giugno 2026 , 07:21 ultimo aggiornamento 22 Giugno 2026 - 22:59
A cura di Giorgia Venturini , Biagio Chiariello , Eleonora Panseri
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Le notizie del 22 giugno dopo i colloqui USA-Iran. Si è concluso il primo round di negoziati tra Teheran e Washington in Svizzera, concordata una linea di comunicazione per evitare incidenti nello Stretto di Hormuz e una "unità per la gestione dei conflitti" con l'obiettivo di mettere fine ai combattimenti in Libano. Secondo i mediatori sono stati fatti "incoraggianti progressi", malgrado le minacce di Donald Trump di distruggere l'Iran. "Tutti consapevoli che Iran accetterà ispettori" dice il presidente USA

Anche il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi sembra concordare: sono stati fatti "progressi significativi per porre fine alla guerra in Libano". Da Camp David Trump aveva gelato Teheran quando era già seduto al tavolo con Vance, arrivato a Burgenstock per aprire la fase due dei negoziati. "Se non fermate Hezbollah in Libano e non aprite Hormuz , non avrete più un Paese dove tornare". Immediata la replica iraniana: "Stia attento a quello che dice, il nostro esercito è pronto a rispondere", aveva detto il capo negoziatore Mohammed Bagher Ghalibaf.

22:19

Trump: "Se l'Iran non si comporta bene farò quello che devo fare"

Donald Trump torna a rivolgersi all'Iran ribadendo che se non rispetterà l'accordo gli Stati Uniti reagiranno. Parlando con i giornalisti nello Studio Ovale, il presidente americano ha detto: "Se non rispetta l'accordo o se non si comporta bene, faro' quello che devo fare".

22:12

Iran, Araghchi e Ghalibaf in Oman per i colloqui sulla gestione dello Stretto di Hormuz

Il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf e il ministro degli Esteri Abbas Araghchi si recheranno in Oman per una serie di incontri dedicati alla gestione dello Stretto di Hormuz. Lo ha reso noto lo stesso Ghalibaf su Telegram, spiegando che i colloqui saranno incentrati sul consolidamento degli accordi già esistenti e sul rafforzamento della cooperazione e del coordinamento tra i due Paesi in relazione a uno dei principali snodi strategici per il traffico energetico mondiale.

21:35

Qatar: "Progressi nei colloqui fra Teheran e Washington"

Il primo ministro del Qatar, lo sceicco Mohammed Al Thani, parlando con al Jazeera ha affermato che sono stati compiuti “progressi” nei colloqui fra Stati Uniti e Iran. Al-Thani ha parlato di “18 ore di discussioni” che hanno “gettato le basi” per un accordo definitivo e che ora i team tecnici stanno portando avanti i negoziati.

20:26

Vance lascia la Svizzera dopo i colloqui con l'Iran: "Sono state 36 ore molto produttive"

Jd Vance è ripartito dalla Svizzera dopo i colloqui con l'Iran. "Sono state 36 ore molto produttive", ha detto il vice presidente americano parlando con i giornalisti prima di salire sull'aereo sottolineando che gli Stati Uniti "hanno posto le fondamenta per un accordo".

19:36

Ambascitata Iran a Roma: "Vendita petrolio è diritto e non concessione Usa"

“L’autorizzazione di 60 giorni per la vendita di petrolio non è una ‘concessione’, bensì uno degli impegni assunti dagli Stati Uniti nell’ambito dell’accordo di Islamabad”. Lo scrive su X l’ambasciata di Teheran a Roma. “L’accesso alle risorse finanziarie e la vendita di petrolio sono un diritto inalienabile del popolo iraniano, ingiustamente violato. La fine del saccheggio economico è una condizione imprescindibile per la stabilità dei mercati e del mercato energetico”, si legge ancora.

19:21

Turchia, Erdogan sente presidente iraniano Pezeshkian: "Attenzione a chi cerca sabotare negoziati"

Il presidente turco Erdogan ha avuto un colloquio telefonico con il presidente iraniano Masoud Pezeshkian. I due leader – si legge in una nota di Ankara – “hanno discusso delle relazioni bilaterali tra Turchia e Iran, nonché degli sviluppi regionali e globali”. Definendo “positivo” l’accordo raggiunto tra Iran e Stati Uniti, il presidente Erdogan ha affermato che la Turchia “farà tutto il possibile affinché il processo si concluda pacificamente, sottolineando l’importanza di essere cauti nei confronti di coloro che cercano di sabotare i negoziati”. Erdogan ha aggiunto che la Turchia “continuerà ad adottare misure volte a rafforzare la cooperazione commerciale, finanziaria ed energetica con l’Iran”.

19:07

Trump: "Iran accetterà ispezioni per garantire la trasparenza nucleare"

"Tutti sanno bene che l'Iran accetterà ispezioni approfondite sui suoi armamenti per garantire la ‘trasparenza sul nucleare' a lungo termine". Lo ha scritto Donald Trump sul suo social Truth.

18:58

Onu, in Libano più di 11 mila edifici distrutti: danni stimati in 1,38 miliardi

I danni diretti agli edifici nel Libano meridionale, causati dall'ultima guerra tra Israele e Hezbollah, sono stimati intorno a 1,38 miliardi di dollari, secondo quanto dichiarato da un'agenzia delle Nazioni Unite e da un centro di ricerca libanese.

"In totale, 11.095 edifici sono stati completamente distrutti, con un impatto su 17.891 unità abitative, mentre 2.242 edifici hanno subito danni parziali e 9.311 edifici hanno riportato danni minori", hanno affermato il Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (Undp) e il Consiglio Nazionale per la Ricerca Scientifica (Cnrs), ente governativo libanese.

La valutazione ha confrontato le immagini satellitari di fine aprile, quasi due mesi dopo l'inizio dell'ultima guerra, con quelle di ottobre 2025.

18:47

Teheran: "Nessun nuovo impegno sul nucleare nei colloqui tenuti in Svizzera"

L'Iran non ha negoziato sul suo programma nucleare e non ha preso nessun nuovo impegno sul tema durante i colloqui in Svizzera con la delegazione statunitense. Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri, Esmaeil Baghaei, all'agenzia stampa di Stato Irna.

18:32

Iran, Araghchi e Ghalibaf in Oman per discutere della gestione dello Stretto di Hormuz

Il capo negoziatore iraniano Ghalibaf e il ministro degli Esteri Araghchi si recheranno in Oman per discutere della gestione dello Stretto di Hormuz. I due discuteranno del consolidamento degli accordi per la gestione dello stretto e del rafforzamento del coordinamento bilaterale, ha scritto Ghalibaf su Telegram.

18:17

Borse europee chiudono miste, focus su Usa-Iran e Gb

Le Borse europee chiudono contrastate, mentre gli investitori continuano a monitorare gli sviluppi in Medio Oriente e la situazione politica nel Regno Unito dopo le dimissioni del primo ministro britannico Keir Starmer.

Sul fronte geopolitico, Stati Uniti e Iran hanno raggiunto un'intesa su una roadmap che punta a un accordo definitivo entro 60 giorni, nonostante le tensioni riemerse nel fine settimana. A fine seduta, il Dax di Francoforte guadagna lo 0,45%, il Ftse 100 di Londra lo 0,68% e l'Ibex 35 di Madrid l'1,07%. In calo invece il Cac 40 di Parigi (-0,25%) e il Ftse Mib di Milano (-0,10%).

18:01

Iran proseguirà cooperazione con Aiea, in conformità con procedure esistenti

L'Iran proseguirà la sua cooperazione con l'Agenzia internazionale per l'energia atomica (AIEA) in conformità con le procedure esistenti. Lo ha dichiarato all'agenzia di stampa IRNA il portavoce del ministero degli Esteri, Esmail Baghaei.

Secondo quanto riportato, Baghaei ha affermato che le interazioni con l'AIEA avverranno "in conformità con le approvazioni dell'Assemblea consultiva islamica e le decisioni del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale".

17:48

India: "Consiglieri per la Sicurezza di Delhi e Teheran discutono di Medio Oriente"

I consiglieri per la sicurezza di India e Iran, Ajit Doval e Ghadir Nezamipour, si sono incontrati a New Delhi e "hanno esaminato la situazione in corso in Medio Oriente": lo sostiene il portavoce del ministero degli Esteri indiano, Randhir Jaiswal, ripreso dall'agenzia di stampa Pti, secondo cui l'alto funzionario di Teheran si trova nella capitale indiana per un incontro dei Brics.

Secondo il portavoce della diplomazia di Delhi, scrive Pti, Doval e Nezamipour "hanno anche discusso della cooperazione nell'ambito della piattaforma Brics e delle relazioni bilaterali tra India e Iran".

17:35

Iran, aggiornato bilancio della vittime di guerra: 3.519 morti

Le autorità iraniane hanno aggiornato a 3.519 morti il bilancio totale delle vittime della guerra durata 40 giorni con Israele e Usa. Asghar Jahangir, portavoce della magistratura della Repubblica islamica, ha spiegato che la cifra si basa su statistiche forensi ma non ha specificato quanti miliari e quanti civili sono morti, sottolineando solo che tra le vittime 3.002 sono uomini e 517 donne.

17:18

Rubio da domani nei Paesi del Golfo per colloqui sull'Iran

Il segretario di Stato Usa Marco Rubio si recherà in missione nei Paesi del Golfo da domani nell'ambito dei negoziati con l'Iran. Lo riferisce il dipartimento di Stato americano in una nota precisando che il segretario si recherà in Kuwait, Emirati Arabi Uniti e Bahrein.

17:07

Netanyahu: "Resteremo in Libano per tutto tempo necessario"

Il Primo Ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha dichiarato: "Le nostre truppe nel Libano meridionale godono di piena libertà d'azione per contrastare qualsiasi minaccia diretta o emergente contro di loro o contro gli abitanti del nord. Le Forze di Difesa Israeliane non hanno alcuna restrizione in merito".

Il premier ha aggiunto: "Rimango fermo sulla nostra permanenza nella zona di sicurezza nel Libano meridionale per tutto il tempo necessario a proteggere gli abitanti del nord e tutti i cittadini dello Stato".

16:50

Sondaggio Cbs News/YouGov: gli americani bocciano l'accordo con Teheran

L'accordo con l'Iran non convince gli americani. Un nuovo sondaggio Cbs News/YouGov rivela che la maggior parte degli intervistati è scettica riguardo al memorandum d'intesa siglato con Teheran. Il 57% degli americani ritiene che il conflitto con l'Iran abbia causato più problemi di quanti ne abbia risolti.

Il 21% degli intervistati ha affermato che il conflitto ha risolto più problemi di quanti ne abbia creati, mentre un altro 21% ha sostenuto che non abbia né risolto né creato ulteriori problemi.

La maggior parte degli americani (66%) ritiene inoltre che l'accordo sia stato raggiunto affinché l'amministrazione Trump potesse porre fine al conflitto, contro il 34% che pensa sia stato concluso perché l'amministrazione riteneva di avere raggiunto i propri obiettivi.

Gran parte degli americani afferma che gli Stati Uniti non hanno realizzato l'obiettivo primario dell'amministrazione, ovvero bloccare definitivamente il programma nucleare iraniano: il 69% sostiene che il programma non sia stato fermato, mentre il 31% ritiene il contrario.

16:34

Ben-Gvir: "Apprezziamo Trump, ma gli interessi di Israele sono prioritari"

Dopo aver pagato "un prezzo molto alto" negli ultimi anni di guerra, "siamo arrivati al punto più vicino a una vittoria decisiva", ha dichiarato il ministro della Sicurezza nazionale israeliano Itamar Ben Gvir, criticando quelli che ha definito "cessate il fuoco deboli".

"L'equazione deve essere semplice e chiara: lo Stato di Israele deve essere al sicuro. Se Israele non è al sicuro, Beirut finirà per assomigliare a Beit Hanoun. Israele deve agire secondo un principio inequivocabile. Apprezziamo i nostri amici. Amiamo il presidente Trump. Ma prima di tutto vengono i soldati israeliani. Prima di tutto i nostri combattenti, prima di tutto i nostri cittadini", ha affermato Ben Gvir durante la riunione settimanale del suo partito Otzma Yehudit alla Knesset, come riportato dal giornale Times of Israel.

"Se il Libano consente che il proprio territorio venga utilizzato come base del terrorismo contro Israele, Beirut deve capire che non può continuare la propria vita come se nulla fosse. Chi sceglie la guerra contro Israele deve pagarne il prezzo. La mia posizione è che non possiamo accettare nemmeno una sola lacrima versata da una madre israeliana, anche se questo dovesse significare le lacrime di mille madri libanesi. Dobbiamo andare avanti", ha aggiunto Ben Gvir.

16:27

Cina: "Con accordo nuove prospettive di relazioni tra Iran e Stati Uniti"

La Cina ha accolto con favore l'avvio dei colloqui tecnici tra Iran e Stati Uniti sul memorandum d'intesa e ha sostenuto gli sforzi volti a promuovere la pace in Medio Oriente, ha dichiarato il ministro degli Esteri Wang Yi.

"Mantenere e attuare il memorandum d'intesa contribuirà a consolidare il cessate il fuoco, faticosamente raggiunto, e ad aprire nuove prospettive per le relazioni tra Iran e Stati Uniti", ha affermato Wang parlando con Ghadir Nezami, alto funzionario della sicurezza iraniana, durante un incontro in India, secondo quanto riportato in una dichiarazione del ministero degli Esteri cinese.

Wang ha affermato che Pechino sostiene l'Iran nella salvaguardia della sua sovranità e dignità e nel miglioramento delle relazioni con i Paesi del Golfo Persico e della regione, aggiungendo che la Cina è disposta a fornire assistenza "a modo suo" per contribuire al ripristino della pace regionale.

16:12

Riprende il traffico delle petroliere nello stretto Hormuz

Secondo i dati di tracciamento delle navi, due petroliere con circa due milioni di barili di petrolio hanno attraversato lo Stretto di Hormuz, segno di una ripresa del traffico. Separatamente, due superpetroliere – che possono trasportare un massimo di quattro milioni di barili di greggio – hanno navigato nel Golfo attraverso lo stretto.

Una di esse indica il porto iracheno di Bassora come destinazione, secondo i dati di tracciamento e le analisi di Kpler. Il traffico marittimo attraverso Hormuz è ancora molto al di sotto della media giornaliera di 125 navi che transitavano prima dell'inizio della guerra tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran, il 28 febbraio scorso.

15:58

Ministro Esteri egiziano Abdelatty sente Witkoff: "Con Iran prevalgano dialogo e diplomazia"

Il ministro degli Esteri egiziano Badr Abdelatty ha avuto una conversazione telefonica con l'Inviato speciale degli Stati Uniti per il Medio Oriente Steve Witkoff, impegnato ieri a Bürgenstock, in Svizzera, in colloqui Usa-Iran. L'inviato statunitense – riferisce una nota egiziana – ha informato il ministro Abdelatty sugli sviluppi dei negoziati.

Il ministro egiziano ha ribadito il sostegno dell'Egitto al processo negoziale a seguito della firma del memorandum d'intesa tra Stati Uniti e Iran, esprimendo la speranza che "tale memorandum possa servire da punto di partenza per rafforzare la sicurezza e la stabilità regionale e aprire la strada alla risoluzione di diverse questioni attraverso il dialogo e la diplomazia".

L'inviato statunitense – aggiunge il ministero – ha elogiato il ruolo dell'Egitto, in coordinamento con i suoi partner regionali, nel sostenere il processo negoziale e nel superare le divergenze. È stato infine riaffermato l'intento di "proseguire nel coordinamento tra le due parti per contribuire al mantenimento della sicurezza e della stabilità nella regione".

15:43

Iran, Lagarde: "Bene accordo ma prospettive restano incerte"

"L'accordo di pace in Medio Oriente è benvenuto, ma la situazione resta fragile, con rischi di battute d'arresto o di una nuova escalation".

Lo ha dichiarato la presidente della Banca centrale europea (Bce), Christine Lagarde, in audizione alla commissione per gli Affari economici del Parlamento europeo (Econ), sottolineando che le prospettive economiche rimangono incerte, "con rischi al rialzo per l'inflazione e rischi al ribasso per la crescita economica".

"Le implicazioni complete della guerra sull'inflazione e sulla crescita a medio termine dipenderanno dall'intensità e dalla durata dello shock dei prezzi energetici, nonché dalla portata dei suoi effetti indiretti e di secondo livello", ha concluso.

15:37

Usa autorizzano la vendita di una parte del petrolio iraniano

Gli Stati Uniti hanno autorizzato la vendita di una parte di petrolio iraniano. Lo annuncia il Tesoro statunitense che ha emesso una licenza generale che consente la produzione, la consegna e la vendita di greggio di origine iraniana fino al 21 agosto.

15:25

Herzog: "Trump è partner fidato di Israele, condividiamo valori e interessi

Il presidente israeliano Isaac Herzog ha denunciato le “dichiarazioni offensive” rilasciate da alcuni esponenti israeliani nei confronti del presidente degli Stati Uniti Donald Trump dopo che quest’ultimo ha raggiunto un memorandum d’intesa e avviato negoziati con l’Iran.

“Cari amici, il presidente Donald Trump è un partner fidato di Israele. Il nostro più caro amico e alleato, nonché leader del mondo libero, il leader degli Stati Uniti, sta combattendo con determinazione l’impero del male e promuovendo la stabilità in Medioriente”, ha dichiarato Herzog al Jewish News Syndicate International Policy Summit tenutosi a Gerusalemme, come riporta il Times of Israel.

"Apprezziamo la costante amicizia del presidente e la chiara posizione della sua amministrazione riguardo ai piani e alle intenzioni nucleari dell’Iran. Condividiamo valori e interessi, e ho piena fiducia che insieme potremo trovare la formula migliore per affrontare questa sfida", ha affermato. "Respingo totalmente qualsiasi dichiarazione denigratoria rivolta ad alti funzionari dell’amministrazione", ha aggiunto.

15:03

Turchia: "Israele cercherà di far fallire accordo Usa-Iran"

Israele potrebbe tentare di far fallire i negoziati fra Teheran e Washington: lo ha dichiarato il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan, sottolineando come delle importanti questioni tecniche dell'accordo rimangono irrisolte.

14:46

Incontro Barrot-Al Thani: "Pieno sostegno del Qatar a negoziati in corso tra Usa e Iran"

Il Primo Ministro e Ministro degli Esteri del Qatar, Sheikh Mohammed bin Abdulrahman Al Thani, ha incontrato il Ministro degli Esteri Jean-Noel Barrot a margine del convegno di Burgenstock in Svizzera.

I due hanno discusso degli ultimi sviluppi in Medio Oriente, concentrandosi sugli sforzi volti a "consolidare la sicurezza e la stabilita'" in seguito alla firma del memorandum d'intesa tra Washington e Teheran.

Lo sceicco Mohammed ha ribadito il pieno sostegno del Qatar ai negoziati in corso tra Stati Uniti e Iran, affermando che Doha appoggia "il dialogo e i mezzi pacifici come via per soluzioni sostenibili" alle questioni ancora irrisolte tra le due parti.

14:38

Il presidente iraniano Pezeshkian atteso domani in Pakistan

Il presidente iraniano Massoud Pezeshkian si recherà domani nel vicino Pakistan, paese mediatore nei colloqui tra Iran e Stati Uniti volti a porre fine alla guerra in Medio Oriente, secondo quanto dichiarato da un portavoce presidenziale. Questa visita, annunciata il giorno dopo i colloqui in Svizzera tra Teheran e Washington, si concentrerà in particolare sulla "prosecuzione delle consultazioni" tra i due paesi, ha sottolineato il portavoce, citato dall'agenzia di stampa statale.

14:22

Iran, Vance: "I negoziati proseguiranno con i team tecnici"

"Sto per tornare a casa negli Stati Uniti, ma i team tecnici continueranno a lavorare sotto la dovuta supervisione per garantire il raggiungimento degli obiettivi importanti per tutti". Lo ha detto il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance ai giornalisti al termine dei colloqui in Svizzera, riporta la Cnn.

"Per quanto questo posto sia bellissimo, non posso rimanervi per i prossimi 60 giorni", ha dichiarato, aggiungendo che i team hanno fatto "molti buoni progressi" durante i colloqui, rimanendo al tavolo delle trattative fino a dopo l'una di notte.

13:59

Commissione Ue: il Libano paga un prezzo altissimo per una guerra che non ha scelto

"Il Libano sta pagando un prezzo altissimo per una guerra che non ha scelto". Lo ha detto il portavoce della Commissione per gli Affari Esteri Anouar El Anouni durante il briefing con la stampa. "Il popolo libanese ha sofferto fin troppo a lungo e troppo. Chiediamo a Israele di rispettare la sovranità e l'integrità territoriale del Libano e di ritirare le proprie forze dal Libano, in conformità con la Risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e con l'appello del Consiglio europeo, lanciato venerdì scorso, a Israele di astenersi da qualsiasi ulteriore escalation" ha concluso.

13:50

Vance: "Autorizzato ritorno ispettori nucleari Aiea"

Il vicepresidente JD Vance ha annunciato che gli ispettori nucleari dell'Aiea stanno per tornare in Iran per verificare il rispetto dell'accordo preliminare. "La nostra speranza è di raggiungere un accordo definitivo e una soluzione permanente. Ma al momento, credo che abbiamo fatto grandi progressi e dovremmo tutti festeggiare questo risultato, soprattutto in vista dell'inizio delle missioni degli ispettori nucleari", ha detto Vance ai giornalisti dalla Svizzera. Teheran avrebbe quindi autorizzato il ritorno degli ispettori dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (Aiea), ente autonomo delle Nazioni Unite.

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