
Gli aggiornamenti sui negoziati tra Iran e Usa: le ultime notizie di oggi, 23 giugno in tempo reale. Si è concluso il primo round di colloqui tra Washington e Teheran e le trattative proseguiranno nei prossimi giorni.
L'Iran ha annunciato l'istituzione di gruppi di lavoro sul nucleare e sulle sanzioni e la conclusione dei colloqui tecnici in Svizzera. Il Presidente del Parlamento e capo negoziatore Mohammad Bagher Ghalibaf ha parlato di "successi significativi" e precisa: "Sarà Teheran a gestire lo Stretto di Hormuz".
Anche il vicepresidente Usa JD Vance ha parlato di "buoni progressi", mentre il presidente Trump, incontrando i giornalisti nella serata di ieri, ha affermato: "Se l'Iran non rispetterà l'accordo o non si comporterà come dovrebbe, farò ciò che devo fare".
Hezbollah: "Rimaniamo col dito sul grilletto, Israele non violi patti"
Mahmoud Qamati, vice capo del consiglio politico di Hezbollah, ha nuovamente avvertito che il gruppo libanese risponderà a qualsiasi violazione del cessate il fuoco da parte di Israele. Lo scrive Al-Jazeera, citando l'iraniana Press Tv.
Qamati ha affermato che la rappresaglia di Hezbollah sarà "della stessa natura", aggiungendo che non ci sarà un "ritorno alla situazione prebellica", quando le forze israeliane lanciavano attacchi quasi quotidiani contro il Libano, mentre i combattenti del gruppo si astenevano dal sparare.
"Hezbollah rimane in stato di massima allerta, con il dito sul grilletto, pronto a fronteggiare qualsiasi violazione da parte del regime israeliano", ha dichiarato.
Pezeshkian a Erdogan: "Israele non abbia più il diritto di bombardare Libano e Palestina"
"Dobbiamo tutti impegnarci affinché il Libano sia incluso nel processo di pace tra Iran e Stati Uniti e che Israele non abbia più il diritto di bombardare il Libano e la Palestina". Lo ha dichiarato il presidente Masoud Pezeshkian in una conversazione telefonica con il suo omologo turco Recep Tayyip Erdogan ieri sera.
Secondo l'agenzia iraniana Irna, Erdogan, da parte sua, ha elogiato il saggio approccio dell'Iran nei confronti degli attacchi israeliani in Libano durante i colloqui Iran-Usa e ha espresso la speranza che l'Iran continui su questa strada "contro coloro che si oppongono ai colloqui". "L'inclusione del Libano in questo accordo ha avuto un risultato molto positivo", ha aggiunto.
Ghalibaf: "Colloqui in Svizzera hanno evitato altro sangue musulmano in Libano"
"In una delle buone trasmissioni della Tv di Stato ho visto che dicevano: ‘Magari chiudessero l'aeroporto di Mehrabad così la delegazione negoziante non andrebbe in Svizzera'. A quei cari signori dico: se non fossimo andati in Svizzera, ogni momento più sangue sarebbe stato versato dai musulmani e sciiti del Libano". Così il capo negoziatore iraniano Mohammed Bagher Ghalibaf su X.
Iran, ilpresidente Pezeshkian: "Colloqui efficaci se obblighi concordati saranno attuati precisamente"
"L'efficacia dei colloqui dipende dal pieno impegno verso gli obblighi concordati e dalla loro precisa attuazione. I progressi in tal senso saranno misurati dal rispetto concreto delle responsabilità assunte. Dichiarazioni al di fuori del testo concordato non contribuiscono al progresso dei negoziati". Lo ha scritto su X il presidente iraniano Mahsoud Pezeshkian.
Iran, Oman: "Garatiamo transito attraverso Hormuz sicuro e senza pedaggio "
Il ministro degli Esteri dell'Oman, Badr Al Busaidi, ha ribadito l'impegno del suo Paese a rispettare il diritto internazionale e a garantire il passaggio sicuro e senza pedaggio attraverso lo Stretto di Hormuz. Lo ha dichiarato il capo della diplomazia del Sultanato a seguito degli incontri con alti funzionari iraniani.
Nelle scorse ore il capo negoziatore iraniano Ghalibaf e il ministro degli Esteri Araghchi si sono recati in Oman per discutere della gestione dello Stretto di Hormuz. I due hanno affrontato la questione del consolidamento degli accordi per la gestione dello stretto e del rafforzamento del coordinamento bilaterale, ha scritto Ghalibaf su Telegram.
Media: "In Libano istituito dagli Usa un sistema per monitorare i combattimenti"
Il Comando Centrale delle forze armate statunitensi ha istituito un sistema di monitoraggio per osservare in tempo reale i combattimenti in Libano.
Lo riporta CBS News, che cita un funzionario statunitense, secondo cui il monitoraggio è stato creato dopo che il Segretario di Stato americano Marco Rubio ha avuto colloqui telefonici separati venerdì con il presidente libanese Joseph Aoun e il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu.
Rubio ha parlato degli sforzi per rafforzare il cessate il fuoco e dei prossimi colloqui tra Israele e LIBANO, che dovrebbero iniziare oggi a Washington e concludersi giovedì. Domenica, una fonte israeliana ha riferito ad Haaretz che Israele e Libano negozieranno per determinare le "aree pilota" da trasferire sotto il controllo militare esclusivo libanese.
Secondo la fonte, l'accordo prevederebbe il ritiro delle forze israeliane a sud della Linea Gialla, una demarcazione non ufficiale del territorio controllato da Israele nel Libano meridionale. L'esercito libanese opererebbe nelle aree pilota sotto la stretta supervisione degli Stati Uniti, comprese le zone abbandonate dalle forze israeliane.
Iran, Gharibabadi conferma: "Da Usa sblocco immediato di 12 miliardi di fondi congelati"
Il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi ha dichiarato che gli Stati Uniti hanno accettato di sbloccare "immediatamente" 12 miliardi di dollari di fondi iraniani congelati, a seguito della conclusione dei negoziati tecnici tenutisi in Svizzera.
"È stato concordato che gli accordi firmati relativi allo sblocco dei 12 miliardi di dollari di fondi congelati entreranno in vigore immediatamente", ha dichiarato Gharibabadi, che ha guidato la squadra negoziale tecnica iraniana, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa Irna.
Il viceministro degli Esteri lo ha annunciato dopo aver affermato che i negoziati tecnici sono conclusi. Gharibabadi ha riferito, inoltre, che la fase successiva coinvolgerà un comitato di alto livello, senza specificare una data, oltre alla costituzione di quattro Commissioni tematiche di natura tecnica.
Queste dichiarazioni contrastano con quanto affermato ieri dal vicepresidente statunitense J.D. Vance, il quale ha dichiarato che i fondi congelati all'Iran non saranno sbloccati a meno che non si registrino progressi nei negoziati in corso in Svizzera tra i due Paesi per porre fine alla guerra iniziata il 28 febbraio.
Oggi a Washington quinta sessione dei negoziati Libano-Israele
Si aprirà oggi a Washington la quinta sessione di negoziati diretti fra Libano e Israele: lo ha confermato il Dipartimento di Stato americano. I colloqui, che si concluderanno giovedì, inizieranno con una sessione congiunta politico-militare, seguita da una sessione militare e da un'altra sessione politica, secondo quanto riferito da fonti dell'Amministrazione statunitense.
Israele e Libano saranno rappresentati dai rispettivi ambasciatori a Washington, mentre gli Stati Uniti saranno rappresentati dal Consigliere del Dipartimento di Stato Dan Holler e dal Sottosegretario alla Difesa per gli Affari di Sicurezza internazionale, Dan Zimmerman.
Petrolio, prezzi in calo in Asia e Brent a 77,6 dollari
I prezzi del petrolio sono in flessione sui mercati asiatici dopo le notizie di un accordo tra Stati Uniti e Iran su una tabella di marcia per raggiungere un'intesa di pace definitiva entro 60 giorni. Il Wti e' a 73,785 dollari (-0,10%) mentre il Brent viene scambiato a 77,62 dollari al barile (-0,36%).
Banca centrale iraniana: "Teheran non ha obbligo di acquistare prodotti da Usa"
Il governatore della Banca centrale iraniana ha affermato che Teheran non ha "alcun obbligo" di acquistare prodotti agricoli statunitensi. Abdolnaser Hemmati ha risposto in questi termini all'affermazione del presidente Donald Trump, secondo cui i fondi iraniani sbloccati saranno utilizzati per acquistare prodotti agricoli statunitensi.
Hemmati ha dichiarato all'agenzia di stampa Tasnim che l'Iran "non ha alcun obbligo di acquistare" prodotti agricoli dagli Stati Uniti. Ha affermato che l'accordo tra Stati Uniti e Iran in materia prevede che i primi 6 miliardi di dollari possano essere utilizzati per acquistare "beni di prima necessità e medicinali".
Tuttavia, "se il prezzo e la qualità dei prodotti americani sono più convenienti rispetto a quelli di altri Paesi, non abbiamo alcun ostacolo all'acquisto da quel Paese", ha aggiunto. I restanti 6 miliardi di dollari "non saranno necessariamente spesi per beni di prima necessità, ma l'Iran potrà anche acquistare altri beni non soggetti a sanzioni", ha concluso.
Iran, istituiti gruppi di lavoro su nucleare e sanzioni
L'Iran ha annunciato l'istituzione di gruppi di lavoro sul nucleare e sulle sanzioni nell'ambito dei negoziati con gli Stati Uniti. Inoltre ha comunicato la conclusione dei colloqui tecnici in Svizzera.
I negoziatori "hanno deciso di istituire quattro gruppi di lavoro: Cessazione delle sanzioni, Affari nucleari, Ricostruzione e sviluppo economico, e Monitoraggio e attuazione", ha affermato l'agenzia di stampa statale Irna, citando il viceministro degli Esteri Kazem Gharibabadi.
Il capo negoziatore Ghalibaf: "Lo Stretto di Hormuz sarà gestito da Teheran"
"Tutti devono sapere che la gestione dello Stretto di Hormuz non tornerà mai più a essere quella di prima della guerra. Naturalmente le norme internazionali saranno rispettate, ma sarà l'Iran a gestire lo Stretto di Hormuz". Lo ha detto il capo negoziatore di Teheran, Mohammed Bagher Ghalibaf, citato dai media statali iraniani.
Iran, negoziati Usa-Israele: le ultime notizie in diretta del 23 giugno
Gli aggiornamenti sui negoziati tra Iran e Usa: le ultime notizie di oggi, 23 giugno in tempo reale. Si è concluso il primo round di colloqui tra Washington e Teheran e le trattative proseguiranno nei prossimi giorni. L'Iran ha annunciato l'istituzione di gruppi di lavoro sul nucleare e sulle sanzioni e la conclusione dei colloqui tecnici in Svizzera.
Il Presidente del Parlamento e capo negoziatore Mohammad Bagher Ghalibaf ha parlato di "successi significativi" e precisa: "Sarà Teheran a gestire lo Stretto di Hormuz". Ghalibaf ha confermato anche il rilascio di due tranche da 6 miliardi di dollari di fondi iraniani congelati e ha spiegato che, in assenza di un accordo definitivo, restano in vigore le sanzioni sul settore petrolifero iraniano.
Anche il vicepresidente Usa JD Vance ha parlato di "buoni progressi", mentre il presidente Trump ha parlato ai giornalisti nella serata di ieri: "Se l'Iran non rispetterà l'accordo o non si comporterà come dovrebbe, farò ciò che devo fare".
Intanto, sul fronte Libano-Israele, si aprirà oggi a Washington la quinta sessione di negoziati diretti fra Beirut e Tel Aviv, come conferma il Dipartimento di Stato americano. I colloqui dovrebbero concludersi giovedì 25 giugno.
"L'accordo con il Libano potrebbe essere firmato domani, non ci sono dispute territoriali. Eppure devo continuare a ripetere alla comunità internazionale: è Hezbollah, un'organizzazione terroristica, a mettere il veto e rendere l'Iran parte della questione Libano-Israele è un errore enorme", ha detto al Corriere della Sera il presidente israeliano Isaac Herzog.