L’offensiva turca sul nord est della Siria è cominciata alle 16, ora locale. A darne l’annuncio ufficiale è lo stesso presidente turco Recep Tayyip Erdogan dal suo account Twitter. Poi è arrivata la conferma del ministero della difesa turco. "Le nostre eroiche forze armate e l'esercito nazionale siriano", (ossia ribelli siriani appoggiati da Ankara), "hanno iniziato la fase fondamentale dell'operazione", ha affermato il ministero in una nota. Il nome dell’operazione militare è “Primavera di Pace”. “Le Forze armate turche, insieme all'Esercito nazionale siriano, hanno appena avviato l'Operazione ‘Primavera di Pace' contro il Pkk/Ypg e i terroristi di Daesh (Isis) nel nord della Siria", ha scritto Erdogan. "La nostra missione è di evitare la creazione di un corridoio del terrore ai nostri confini meridionali e di portare pace nell'area”, ha aggiunto il capo dello Stato turco. “Conserveremo l'integrità territoriale della Siria e libereremo il popolo della regione dal terrorismo”.

All'operazione militare della Turchia contro le forze curde nel nord-est della Siria prenderanno parte anche i combattenti dell’Esercito libero siriano (Esl). Almeno 18 mila miliziani, finanziati e appoggiati da Ankara, si sono uniti alle truppe turche nell'offensiva. Lo ha riferito Abdelrahman Ghazi Dadeh, portavoce di Anwar al-Haq, una milizia dell'Esl, precisando che 10 mila saranno impiegati a Ras al-Ayn e gli altri a Tal Abyad, le due postazioni frontaliere evacuate dai soldati Usa.

Raid aerei e colpi d'artiglieria sui villaggi curdi nel nord della Siria

Alla notizia dell’inizio dell’offensiva, si è diffuso il panico tra la popolazione civile curda. “Caccia turchi hanno lanciato raid su aree civili. C’è grande panico fra la popolazione nella regione", ha twittato un portavoce dei combattenti curdi nel nord della Siria.

I primi raid aerei turchi nella Siria nord-orientale hanno preso di mira i villaggi di Mishrefa, Asadiya, Bir Nuah, a sud e a sud-est della cittadina frontiera siriana di Ras al Ayn. Colpi di artiglieria turchi hanno inoltre colpito il villaggio siriano di Yabse, pochi chilometri a ovest di Tal Abyad, altra cittadina siriana di confine. Secondo i media turchi, i membri delle forze speciali e dei veicoli corazzati turchi, sostenuti dai combattenti siriani, sono entrati in Siria in almeno tre punti del confine.

Le Forze democratiche Siriane (Syrian Democratic Forces, Sdf), di cui i curdi sono la componente principale, hanno fatto appello alla comunità internazionale per la creazione di una zona d'interdizione al volo al fine di evitare un disastro umanitario. “Chiediamo alla Coalizione e alla comunità internazionale l’instaurazione di una No Fly Zone, come è stato fatto in passato per il popolo iracheno”. A Tal Abyad, fonti locali riportano di esplosioni sia dentro che fuori la città. Molti civili stanno fuggendo a piedi e in camion, con tutto ciò che possono portare. Nella città di confine vivono circa 70mila persone.

Bombardamenti intensi stanno colpendo diverse città nella Siria nord-orientale. E si hanno notizie delle prime vittime tra i civili. Nel villaggio di Mishrefa, sarebbe due i morti e altri due i feriti nel raid dell'aviazione turca.

Dall'Unione Europea alla Lega Araba condanna unanime all'invasione turca

Sul piano internazionale, uno dei primi a far sentire la sua voce è stato il presidente della Commissione dell’Unione Europea, Jean Claude Juncker. “Rivolgo un appello alla Turchia affinché blocchi l'operazione militare in corso – ha detto Junker intervenendo al parlamento europeo – la via militare non porta mai a buoni risultati”. E rivolgendosi ad Ankara ha aggiunto: “non aspettatevi che l'Ue finanzi una cosiddetta zona sicurezza”. Critiche all'invasione militare turca arrivano anche da Parigi. "La Francia condanna ʻmolto fermamenteʼ l'offensiva turca nel nord della Siria e annuncia un imminente ricorso, insieme alla Germania e al Regno Unito, presso il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite", ha dichiarato Amélie de Montchalin, la segretaria di Stato francese agli affari europei. Parole dure anche dalla Lega Arba. Ahmed Aboul Gheit, il segretario generale, ha affermato che l'invasione rappresenta una "palese violazione della sovranità siriana e una minaccia per l'integrità del Paese". Aboul Gheit ha aggiunto che l'incursione della Turchia minaccia anche di infiammare ulteriormente la regione e "potrebbe consentire la rinascita" dello Stato Islamico.