Siria, ancora un attentato ad Homs

Da quando nella notte tra venerdì e sabato è stato annunciato l'accordo tra Stati Uniti e Russia per una tregua in Siria, i bombardamenti aerei contro le zone in mano ai ribelli hanno provocato la morte di oltre cento persone. A riportare la notiza è la BBC, che cita attivisti dell'opposizione. In particolare, ieri ci sono state sessanta vittime e novanta feriti in un attacco di contro un mercato a Idlib; mentre nella provincia di Aleppo sono morte altre quarantacinque persone.

La tregua pattuita tra Usa e Russia dovrebbe entrare in vigore domani al tramonto. L’intesa, a cui ha collaborato il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov, è arrivata al termine di una lunga maratona negoziale di oltre tredici ore a Ginevra. Secondo Lavrov, il regime dell'alleato Bashar al Assad, a questo punto è "pronto a collaborare". Per ora la Casa Bianca e il Cremlino hanno deciso di lavorare su azioni aeree contro i terroristi, a condizione che Mosca e il regime di Assad, oltre che i gruppi ribelli arabi e curdi sostenuti da Washington, rispettino la tregua per almeno sette giorni. Previsto anche il ritiro delle forze siriane dalla città di Aleppo, per permettere l'accesso degli aiuti umanitari.

L’idea generale è comunque quella di combattere in nemico “uniti”. Su questo punto Kerry e Lavrov hanno detto che le due super-potenze “non andranno più in ordine sparso”, ma dovranno “condividere i dati d'intelligence militare” e contro l'Isis e “coordinarsi nelle operazioni dall'aria”. Lavrov assicura che "il governo di Assad è stato informato dell'accordo e che è pronto a rispettarlo". Per l’ex sottosegretario Staffan de Mistura l'accordo di Ginevra è "una finestra che apre opportunità". L’inviato speciale delle Nazioni Unite nei prossimi giorni sarà al Palazzo di Vetro di New York per parlare dei nuovi sviluppi col segretario generale Ban Ki-moon.