Rula Jebreal a Fanpage.it: “Trump vuole tornare all’imperialismo ottocentesco. L’UE corre verso il suicidio”

C’è un filo rosso che collega il tentato golpe in Venezuela, le minacce sulla Groenlandia, la guerra in Ucraina, il genocidio a Gaza e le tensioni su Iran e Taiwan. Non è l’improvvisazione di Donald Trump, ma la fine dell’ordine internazionale fondato sulle regole e il ritorno della legge del più forte. Rula Jebreal, intervistata da Fanpage.it, parla senza mezzi termini di una strategia imperialista che ricalca i modelli del passato: controllo delle risorse, dominio militare, annullamento del diritto internazionale.
Secondo la giornalista, Gaza rappresenta il punto di non ritorno: è lì che si sta continuando a consumare la morte definitiva delle convenzioni, dei trattati e delle istituzioni multilaterali. Da quel momento, il boomerang dell’impunità colpisce ovunque, legittimando nuove guerre e nuovi saccheggi. Trump, Netanyahu e Putin agiscono dentro la stessa cornice: sfere di influenza, espansionismo, forza bruta. In questo scenario, l’Europa appare come un vaso di cristallo circondato da vasi di ferro, paralizzata dalle proprie contraddizioni e dalla dipendenza energetica e militare, in un presente che vale come prova generale di un futuro ancora più instabile e pericoloso.
Dopo aver rapito Maduro, Trump minaccia la Groenlandia: qual è il progetto strategico del presidente Usa?
Il suo è un progetto esposto a chiare lettere nel documento sulla strategia di sicurezza nazionale: si reclama un diritto al controllo esclusivo e insindacabile dell'emisfero occidentale, di cui anche la Groenlandia fa parte. Trump non vede il mondo come una rete di alleanze, ma come un insieme di zone di influenza su cui esercitare controllo e potere di ingerenza, nella stessa logica condivisa e praticata da tutti i regimi autoritari.
Una sintesi brutale potrebbe essere: controllo di energia e minerali e dominio di corridoi strategici (Artico) e America Latina; legittimazione del cambio di regime “muscolare” e disciplina degli alleati. Una tipica strategia imperialista, nel senso dell'imperialismo ottocentesco. Hitler lo chiamava Lebensraum ("spazio vitale"). Putin lo chiama Russkiy Mir ("il mondo russo"). Trump lo chiama "il nostro emisfero". Netanyahu il suo "Diritto divino alla grande Israele".

E quali pensi saranno le sue prossime mosse del presidente USA? Attaccherà anche l'Iran?
Il tentato colpo di Stato in Venezuela è stato una prova generale per future operazioni militari a Cuba, in Colombia, in Messico e in Medio Oriente, dove Netanyahu spinge per uno scontro frontale tra USA e Iran. Per Tel Aviv sarebbe l’ennesimo diversivo per realizzare i suoi obiettivi espansionistici.
Netanyahu e Trump non vogliono un Iran libero-democratico-privo di sanzioni. Parliamo di un Paese che è secondo nel mondo per giacimenti di petrolio, e terzo per riserve di gas. Trump ha dichiarato che la differenza tra le guerre di Bush e le sue azioni militari sta nel fatto che "Bush non ha tenuto il petrolio, noi invece lo terremo".
A Israele è stato permesso di commettere un genocidio a Gaza. Pensi che le future guerre avranno questa stessa impostazione?
Sono due anni che lanciamo l’allarme per scuotere la coscienza dei leader europei, che la distruzione del diritto internazionale, delle convenzioni e dei trattati internazionali in Palestina avrebbe scatenato il boomerang di un imperialismo, che affonda le sue radici nell'espansionismo di marca ottocentesca.
L’ordine mondiale basato sulle regole è morto a Gaza e la globalizzazione della dottrina barbarica israeliana ha trovato l’ennesima conferma nei Territori palestinesi occupati.

In cambio del Venezuela Trump potrebbe lasciare mano libera a Putin in Ucraina e Xi a Taiwan?
È la logica delle sfere di influenza. La legge della giungla sostituisce i tratti internazionali. Mosca e Pechino stanno segretamente "brindando" all'invasione del Venezuela. Trump ha messo in pratica un precedente pericolosissimo, Putin e Xi useranno la stessa logica imperialista di Trump, per giustificare i loro attacchi all'Ucraina, considerata nella sfera di influenza russa, e a Taiwan, per consentire alla Cina di impadronirsi dei semiconduttori.
In questo contesto l'Europa appare come un vaso di cristallo in mezzo a vasi di ferro, come USA, Cina e Russia. Come pensi che uscirà l'Unione Europea da questa fase storica?
L'Europa ha solo "sognato" di portare avanti valori universali di civiltà, delegando la sua sicurezza agli USA e l'approvvigionamento energetico ai russi e agli americani: loro adesso stanno usando la dipendenza energetica come un’arma puntata alla testa dell’Europa. L’UE deve svegliarsi e deve scegliere, se diventare definitivamente vassalla degli USA, o portare avanti i propri valori e i propri interessi strategici. Siamo davanti a un bivio, ad un momento di crisi profonda di leadership e visione politica.
Un anno fa Trump ha sanzionato i giudici della Corte Penale Internazionale per aver emesso un mandato di cattura contro Netanyahu e ha messo sotto sanzioni un ex Commissario Europeo. Nonostante ciò, l’Unione Europea rimane il primo partner commerciale di Israele e sta violando la convenzione sul genocidio, l’articolo 2 dell’accordo di associazione UE – Israele e tutti gli ordini della Corte penale di giustizia. Queste politiche scellerate rappresentano un vero e proprio liberticidio e sono il regalo più grande a tutti gli avversari del Vecchio Continente. Insomma l’Europa è a un passo dal proprio suicidio: politico, storico, economico, culturale.