Rubata la collana della regina d’Egitto a Vienna: vale 3.7 milioni di euro ed è tempestata di 673 diamanti

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Da sinistra: la collana rubata al MAk di Vienna (Foto Ministero degli Interni austriaco), la polizia davanti al museo dopo il furto.
Due uomini a volto scoperto hanno rubato in pieno giorno al MAK di Vienna un collier appartenuto alla regina Nazli d’Egitto. Il prezioso gioiello vale 3,7 milioni di euro ed è tempestato da 673 diamanti. La polizia austriaca sta indagando per rintracciare l’oggetto e i ladri.

La polizia austriaca è alla ricerca dei due uomini accusati di aver rubato una collana tempestata di 673 diamanti, che era stata prestata dalla storica maison parigina Van Cleef & Arpels al MAK, il Museo di arti applicate di Vienna, e che un tempo era appartenuta alla famiglia reale egizia. Si tratta di un pezzo unico dal valore stimato di circa 3,7 milioni di euro.

Poco dopo le 14 di giovedì 27 agosto i due ladri si sono introdotti al MAK come insospettabili visitatori, a volto scoperto, hanno frantumato con un martello la vetrina e portato via il collier appartenuto alla regina Nazli d'Egitto.

Il gioiello, oltre 200 carati, composto da 673 diamanti rotondi e con taglio baguette, disposti secondo un motivo a raggiera, era stato realizzato nel 1939 in stile Art déco dalla storica maison parigina Van Cleef & Arpels per le nozze di Fawzia, la figlia della regina.

Presentato dall'azienda come "un pezzo iconico monocromatico che incarna il trionfo della gioielleria bianca", dieci anni fa era stato battuto a New York per 4,3 milioni di dollari, pari a circa 3,7 milioni di euro, come rende noto la banca dati della casa d'aste Sotheby's.

Questa volta niente finestre rotte o allarmi saltati. I malviventi hanno pagato regolarmente il biglietto per impossessarsi del prezioso monile, uno dei 500 pezzi esposti fino al 27 settembre nella mostra temporanea dedicata alla maison fondata 120 anni fa a Place Vendôme.

Solo alcune ora prima, al Museo Archeologico di Villena, nella provincia di Alicante, nella notte tra il 26 e il 27 agosto, i ladri erano riusciti a portare via una delle più importanti collezioni di oreficeria dell'età del Bronzo in Europa, con pezzi in oro, argento, ferro e ambra (per un totale di circa 10 kg).

Questa volta la refurtiva, sottratta in soli quattro minuti, corrisponde al tesoro, dal valore inestimabile, scoperto nel 1963 dall'archeologo José Maria Soler, risalente a circa il 1.000 avanti Cristo. Una delle quattro corone sarebbe stata persa durante la fuga.

Un contrattempo che ricorda il colpo forse più doloroso di questa nera estate dell'arte, quando, la sera del 15 agosto, malviventi in fuga avevano abbandonato lungo un marciapiede due dei sei dipinti di Antonello da Messina.

Il colpo grosso dell'estate, da decine di milioni di euro, ha sottratto tre delle cinque tavole superstiti del Polittico di San Gregorio, firmato e datato 1473, oltre a una tavoletta bifronte con la Madonna col Bambino e il Cristo in Pietà.

Non serve andare troppo indietro nel tempo per rintracciare altri colpi celebri. Poco meno di un anno fa il Louvre è stato teatro di uno dei furti più clamorosi della storia.

Nella Galerie d'Apollon erano bastati sette minuti per far sparire otto gioielli dal "valore inestimabile" appartenuti a Napoleone. Un caso ancora irrisolto, reso ancora più preoccupante dall'ammissione, da parte della direzione, del flop dei sistemi di sicurezza.

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