Inondazione Nepal e Tibet, 538 morti e 2.381 dispersi: Farnesina invia una task force sul posto

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Sale a 538 il bilancio delle alluvioni della catastrofica inondazione che ha travolto alcuni villaggi in Nepal e Tibet (Cina). Tra gli oltre 2.300 dispersi anche tre italiani.

È salito a 538 il bilancio delle vittime dell'apocalittica inondazione avvenuta in Nepal e nella regione cinese del Tibet: lo hanno reso noto i soccorritori nelle scorse ore, aggiungendo che si segnalano ancora oltre 2.381 dispersi in entrambe le aree colpite dal disastro. Tra questi ci sono anche tre cittadini italiani irreperibili, incluso il ligure Marco Ratto, cittadino di Rapallo che stava partecipando a un'escursione di gruppo. Tra i dispersi figurano complessivamente 644 cittadini stranieri. Il gruppo più numeroso è quello degli indiani, con 178 persone non ancora rintracciate, seguito da 65 cittadini statunitensi, 53 ucraini, 51 malesi, 35 australiani, 33 britannici e 25 canadesi.

In Nepal una ask force dell’Unità di Crisi della Farnesina

Intanto è arrivata a Kathmandu la task force dell’Unità di Crisi della Farnesina insieme al personale dell’Ambasciata d’Italia a New Delhi, inviati su indicazione del Ministro degli Esteri Antonio Tajani per rafforzare la presenza diplomatica italiana sul posto e l’assistenza ai connazionali. Il personale italiano è in loco anche per cercare di acquisire informazioni sullo stato dei tre connazionali che risultano tuttora dispersi. "Le squadre – spiega una nota ufficiale – coordineranno il lavoro del Consolato Onorario d’Italia a Kathmandu e opereranno in raccordo con le autorità locali, proseguendo le attività di assistenza ai connazionali e le verifiche nelle aree interessate dalla frana al confine tra Nepal e regione tibetana (Cina). Permane intanto il rischio di ulteriori inondazioni nelle aree al confine tra Nepal e Cina. Nel raccomandare la massima prudenza, la Farnesina invita i connazionali presenti o in viaggio nell’area a evitare le zone interessate, in particolare il valico di Gyirong (Contea di Gyirong), nella Prefettura di Shigatse, a mantenersi costantemente informati e ad attenersi scrupolosamente alle indicazioni delle autorità locali. Si invitano inoltre i connazionali presenti nell’area a registrare la propria presenza sul portale Dove siamo nel mondo, a consultare il sito Viaggiare Sicuri e a scaricare l’App Viaggiare Sicuri dell’Unità di Crisi per ricevere gli aggiornamenti e le comunicazioni relative alla situazione".

Nepal, corsa contro il tempo er salvare 100 persone intrappolate in un tunnel

Centinaia di persone sono già state tratte in salvo, hanno affermato le autorità nepalesi, e decine stanno ricevendo cure mediche nella capitale, Kathmandu. Le squadre di soccorso, con l'ausilio di elicotteri dell'esercito nepalese, hanno estratto anche 100 persone rimaste intrappolate in una galleria di un impianto idroelettrico, sommersa dall'alluvione lampo di mercoledì

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Cina, stop soccorso in Tibet per rischio nuove alluvioni

Nel frattempo, però, sul fronte cinese è stata ordinata una sospensione delle operazioni di soccorso a causa dell'elevato rischio di nuove alluvioni in Tibet. Lo riferisce La Cctv spiegando che un lago formatosi per via dell'enorme accumulo di detriti ha iniziato a tracimare verso l'area nella quale erano dirette le squadre di soccorso. "Per questo motivo, a tutte le squadre è stato ordinato di rimanere sul posto in attesa di ulteriori istruzioni", aggiungendo che le squadre di emergenza che erano riuscite già a raggiungere l'area "hanno ricevuto l'ordine di ritirarsi di un chilometro".

L'appello di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa: "Servono 26,7 milioni di euro"

In questo quadro la Federazione internazionale delle società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa ha lanciato un appello d'emergenza da 25 milioni di franchi svizzeri, pari a circa 26,7 milioni di euro, per gli interventi di emergenza e la ricostruzione dopo le piene improvvise che hanno colpito Nepal e Tibet.  L'appello arriva dopo lo stanziamento di un milione di franchi per sostenere i primi interventi salvavita e servirà a coprire la risposta d'emergenza e il recupero a medio e lungo termine nei prossimi due anni. "Mentre stiamo ottenendo un quadro più chiaro della portata della devastazione, sappiamo che interi villaggi sono stati spazzati via e che i bisogni cresceranno nelle prossime ore e nei prossimi giorni", ha dichiarato il segretario generale dell'Ifcr, Jagan Chapagain. "Le comunità che hanno perso case e mezzi di sostentamento avranno bisogno di un sostegno duraturo mentre si riprendono e ricostruiscono", ha aggiunto.

Secondo l'Ifrc, le stime attuali indicano che circa 93mila persone potrebbero essere state colpite, mentre proseguono le valutazioni nelle aree più difficili da raggiungere. La distanza delle zone interessate e i danni alle infrastrutture rendono più difficile sia misurare l'estensione del disastro sia portare aiuti alle persone più bisognose.

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