Covid 19
12 Novembre 2021
14:57

Regno Unito, tornano a salire i contagi ma è boom di terze dosi di vaccino

I contagi di Covid nel Regno Unito sono tornati a salire dopo una settimana di calo: ieri sono state registrate 42.408 nuove infezioni, boom di terze dosi di vaccino.
A cura di Davide Falcioni
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I contagi giornalieri di Covid nel Regno Unito sono tornati a salire dopo una settimana di calo: nel bollettino di ieri, infatti, sono state registrate 42.408 nuove infezioni su poco più di un milione di tamponi; i morti sono stati 195, in calo rispetto ai 212 del giorno precedente, mentre i ricoveri ospedalieri sono stati 8.700, un centinaio in meno rispetto a mercoledì. Secondo quanto comunicato dalle autorità sanitarie sono tornate a volare le somministrazioni di vaccini, fino a 700mila nelle ultime 24 ore censite: 532mila dei quali concentrati come terze dosi di rinforzo (booster) già a disposizione da oltre un mese nel Regno per tutti gli ultracinquantenni, i vulnerabili e il personale sanitario. I timori legati alle conseguenze della quarta ondata stanno dunque convincendo milioni di persone a proteggersi con il vaccino: dall'inizio della campagna di richiami, infatti, 11,4 milioni di cittadini hanno ricevuto la dose booster.

A causa del Covid fino a 54 minuti per l'arrivo di un'ambulanza in caso di infarto

L'aumento dei contagi delle ultime settimane ha avuto effetti importanti sul sistema sanitario. Secondo i dati forniti dall'NHS, il sistema sanitario nazionale inglese, i tempi di attesa di un'ambulanza nei casi di infarto, ustioni, epilessia e ictus hanno toccato livelli difficilmente tollerabili. Occorrono infatti mediamente 53 minuti e 54 secondi per rispondere a questo tipo di chiamate di emergenza (a settembre erano 45 minuti e 30 secondi), il triplo dello standard nazionale, che è di 18 minuti. Dati preoccupanti anche per quanto concerne i trasferimenti dei pazienti negli ospedali. A ottobre, oltre il 30% delle persone arrivate al pronto soccorso ha dovuto attendere più di quattro ore per un letto o per farsi curare dopo che era stata presa la decisione di ricoverarle. L'Nhs ha inoltre spiegato che ci sono 5,83 milioni di pazienti in lista d'attesa per i trattamenti di routine. Per Stephen Powis, direttore medico del Servizio Sanitario Nazionale, "senza dubbio la pressione sul servizio sanitario rimane incredibilmente alta. Ma nonostante l'elevata domanda – ha aggiunto – il personale sta facendo di tutto per vedere più pazienti e fornire milioni di test, controlli, trattamenti e operazioni in più".

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