Amal Fathty, attivista per i diritti umani, moglie del consulente legale della famiglia di Giulio Regeni, Mohamed Lofty, è finalmente tornata a casa. La 34enne era stata arrestata a maggio: era considerata una componente di un gruppo terrorista, accusata di aver divulgato notizie false ai danni dello Stato egiziano. Dopo mesi di apprensione, ad annunciarlo è stato il marito, anche lui difensore e attivista delle organizzazioni per i diritti umani. La donna era stata arrestata dopo la denuncia di una banca, per due video postati da Amal su Facebook, nei quali la donna aveva denunciato molestie sessuali. Amal era stata condannata a due anni di carcere con pena sospesa su cauzione, sentenza contro cui i suoi legali preannunciarono appello. La scarcerazione era stata decisa il 18 dicembre dalla Corte d'assise del Cairo.

"L'amore vince… qualche volta". Questa è la didascalia con cui Mohamed Lofty ha comunicato la notizia, pubblicando una foto che lo ritrae abbracciato alla moglie. Mohamed Lotfy dirige la Commissione per i diritti e le libertà d'Egitto al Cairo (Ecrf), che si occupa in particolare di casi di persone scomparse. Due avvocati dell'organizzazione collaborano con la famiglia del ricercatore friulano, torturato a morte in Egitto a inizio 2016. Il ritardo nella scarcerazione aveva suscitato la reazione dei genitori di Giulio Regeni, che il giorno di Natale aveva detto: "Siamo profondamente angosciati per l'ingiustificabile e prolungato ritardo nell'attuazione di un ordine del tribunale per la liberazione di Amal Fathy, la moglie di Mohamef Lotfy, il nostro consigliere legale in Egitto". Subito dopo l'arresto la mamma di Regeni, Paola Deffendi, e l'avvocato della famiglia Alessandra Ballerini avevano dichiarato lo sciopero della fame affinché la donna fosse liberata.

"Dopo mesi di angosciante attesa, Amal Fathy è libera, una libertà che ora ci auguriamo sia definitiva", ha commentato su Facebook il presidente della Camera Roberto Fico. "La sua scarcerazione – ha detto Fico – arriva a valle di tante richieste da parte della comunità internazionale, di tanti cittadini italiani e recentemente anche del Parlamento europeo, che con una risoluzione aveva chiesto la liberazione di diversi detenuti egiziani fra cui appunto Amal, moglie di Mohamed Lofty, uno dei consulenti della famiglia Regeni, in carcere dallo scorso 11 maggio. La storia di Amal e la ricerca della verità per Giulio Regeni sono fra loro strettamente intrecciate. Confidiamo nella libertà definitiva di Amal e nella rimozione di ogni ostacolo nella ricerca della verità per Giulio".