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15 Novembre 2021
14:57

Quali sono i Paesi europei che hanno introdotto lockdown e restrizioni contro la quarta ondata Covid

Dall’Austria all’Olanda, dalla Germania alla Norvegia, ecco dove la quarta ondata Covid sta costringendo i governi a tornare a lockdown, coprifuoco e altre restrizioni per salvare il Natale.
A cura di Ida Artiaco
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L'Europa è di nuovo l'epicentro mondiale della pandemia di Covid-19. L'Ecdc, il Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie, ha definito la situazione "preoccupante", soprattutto in quei paesi dove, complice anche il basso tasso di vaccinazione, si sta assistendo ad una impennata di nuovi casi ed una crescente pressione sui sistemi ospedalieri. Al punto che alcuni governi ha deciso di introdurre misure restrittive per fermare la quarta ondata di contagi e "salvare il Natale", ormai sempre più vicino, da veri e proprio lockdown al coprifuoco al ritorno allo smart working. Ecco, allora, cosa sta succedendo Paese per Paese.

In Belgio stop a discoteche e sport per 3 settimane

L'ultimo paese europeo in ordine cronologico ad annunciare una nuova stretta contro l'impennata dei contagi Covid-19 è il Belgio, dove nell'ultima settimana c'è stato un aumento del 39% delle nuove infezioni. Proprio oggi il Comitato tecnico-scientifico ha fatto arrivare al governo una serie di raccomandazioni, tra cui il ripristino dell'obbligo della mascherina al chiuso dai 9 anni in su, il ritorno al telelavoro dove possibile, la chiusura per almeno tre settimane delle discoteche e delle attività sportive al chiuso.

Austria, da oggi lockdown per i no vax

Da oggi in tutta l'Austria è partito il lockdown per i no vax. È il primo paese al mondo a prendere una decisione del genere: chi non è vaccinato potrà uscire di casa solo per motivi di spesa, lavoro e attività motoria, altrimenti rischia di dover pagare una multa fino a 1.450 euro. Il blocco durerà per almeno 10 giorni. In Austria l'incidenza sfiora gli 850 casi settimanali ogni 100mila abitanti, cifre da capogiro se si calcola che in Italia, secondo l'ultimo monitoraggio Iss, l'incidenza è di 78 casi ogni 100mila abitanti. Coloro che sono vaccinati, invece, o guariti potranno continuare a svolgere tutte le attività che vogliono.

In Olanda coprifuoco dalle 18

Da sabato scorso in Olanda è partito un lockdown parziale dalla durata di almeno tre settimane. Lo ha annunciato ufficialmente il governo di Amsterdam dopo i segnali sempre più negativi che arrivano dal monitoraggio dei contagi. Il blocco però è solo parziale e riguarderà solo i locali commerciai e gli eventi sportivi. Nello specifico, bar e ristoranti chiuderanno alle 20 e i negozi non essenziali, tra cui anche parrucchieri e casinò, alle 18. Nelle abitazioni private saranno ammessi un massimo di quattro ospiti di età superiore ai 13 anni mentre le aziende dovranno attuare  lo smart working  a meno che non ci sia necessità effettiva di andare sul posto di lavoro. "Il virus è ovunque" ha sottolineato il premier olandese, Mark Rutte, il quale ha ricordato che la pressione sul sistema sanitario è di nuovo "estremamente alta" tanto che negli ospedali le operazioni già vengono annullate.

La Germania pensa di reintrodurre lo smart working

Preoccupazione anche in Germania, dove l'incidenza ha raggiunto la cifra record di 303 casi ogni 100mila abitanti, mai così alta dall'inizio della pandemia, che si unisce ad uno dei tassi di vaccinazione più bassi dell'Europa occidentale. Mentre a livello regionale i vari laender si stanno organizzando con regole ad hoc per fermare la trasmissione del virus, in primis Baviera e Sassonia, dove i contagi sono più numerosi e dove è già in vigore la regola 2G che consente l'accesso a ristoranti, sport, movida ed eventi culturali solo a vaccinati e guariti, i partiti della coalizione semaforo pensano ad una serie di misure nazionali, tra cui il ritorno allo smart working, che sarà discusso giovedì prossimo.

Anche in Lettonia lockdown solo per non vaccinati

Da oggi, lunedì 15 novembre, il lockdown, iniziato in Lettonia il 21 ottobre scorso per tutti, proseguirà solo per quanti non hanno ricevuto il vaccino. Qui poco più del 53% della popolazione vaccinabile ha completato il ciclo di immunizzazione, ancora troppo pochi per mettere in sicurezza il Paese. Anche i deputati non vaccinati non potranno partecipare ai lavori del Parlamento. Secondo quanto stabilito dalla Camera lettone, i parlamentari così come i rappresentanti delle amministrazioni comunali dovranno presentare il Green pass a partire dal 15 novembre. La misura, valida fino al primo luglio, si applicherà sia agli incontri in presenza che a quelli virtuali.

In Danimarca torna il Green pass per eventi, ristoranti e musei

Solo due mesi fa la Danimarca aveva detto addio alla maggior parte delle misure anti Covid ma nelle ultime settimane l'aumento dei contagi ha costretto il governo locale a fare marcia indietro. Così già da lunedì 8 novembre è tornato l'obbligo del cosiddetto  Coronapass, il green pass danese, per entrare in ristoranti, musei ed altri luoghi chiusi. Si ottiene per aver completato il ciclo vaccinale o per essere guariti dal Covid, come in Italia. In Danimarca però il certificato è valido per tre giorni e non serve sul luogo di lavoro, con la possibilità di poter fare un tampone gratuito nei luoghi in cui è richiesto il pass.

In Norvegia e in Islanda al via a nuove misure restrittive

Anche l'Islanda ha deciso di inasprire ulteriormente le misure anti Covid, di fronte alla crescita dei contagi. Il tetto massimo di partecipanti per eventi e riunioni scende da 500 a 50, a meno che tutti i presenti non esibiscano un test negativo. Ristoranti e pub dovranno chiudere alle 22, invece che alle 23. Le nuove regole, in vigore almeno fino all'8 dicembre, arrivano pochi giorni dopo che il governo aveva nuovamente imposto l'obbligo di mascherine nei luoghi dove non è possibile mantenere la distanza sociale. La Norvegia ha invece annunciato il ripristino dell'obbligo di Green pass per l'accesso ad alcuni ambienti ed attività, senza tuttavia ricorrere a "provvedimenti drastici".

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