Oltre tre milioni di test per il coronavirus in un solo giorno in una singola città per spegnere sul nascere un focolaio di contagio con 12 casi positivi, è l’impresa titanica messa in piedi dalle autorità sanitarie cinese a Qingdao, città costiera della provincia di Shandong, nella parte est del Paese asiatico. Secondo i dati diffusi dalla Commissione sanitaria locale, infatti, in appena 24 ore e con uno sforzo enorme si è riusciti a testare ben 3,07 milioni di persone, circa la metà dei residenti dei cinque distretti dell'area urbana di Qingdao dove si temeva il focolaio.

La scelta dopo che a partire dall'11 ottobre Qingdao ha segnalato una dozzina di casi trasmessi localmente, tutti collegati a un ospedale che cura le infezioni importate. Il contagio infatti era stato scoperto nei giorni scorsi in un ospedale cittadino, il Qingdao Chest Hospital, facendo subito scattare l’allarme. Il livello di allerta del distretto di Loushanhou, dove si trova la struttura sanitaria, è stato subito innalzato e si è deciso di varare subito un piano di screening a tappeto su tutta la popolazione locale. I test di massa sono scattati prima in ospedale, che è stato bloccato, con oltre 114mila persone, tra personale e pazienti, sottoposte ai controlli

Successivamente in città sono state allestite numerose postazioni con operatori sanitari che quasi come una catena di montaggio hanno sottoposto a controlli milioni di persone contemporaneamente. L’operazione titanica è stata voluta dallo stesso governo di Pechino che ieri ha inviato nella città portuale anche una squadra di esperti della Commissione nazionale per la sanità per seguire l’intera operazione.Il progetto di test a tappeto sulla popolazione di Qingdao però è ancora più colossale visto che l’obiettivo finale è di arrivare a testare nove milioni di persone in cinque giorni. Il piano prevede anche lisolamento delle comunità residenziali e degli esercizi pubblici dove sono stati rilevati i nuovi casi di contagio.