Prima l'arrivo dei pescherecci francesi al largo dell'isola di Jersey, in acque britanniche, poi l'invio da parte di due motovedette della marina britannica a un miglio dalla costa francese e infine l'arrivo di due navi militari francesi al largo della stessa isola. Si sono susseguiti così gli aventi che hanno portato a un accrescere della tensione tra Francia e Inghilterra in merito alla protesta in corso nelle ultime ore da parte dei pescatori francesi nel canale della Manica contro le regole post-Brexit sui diritti di pesca.

Entrambi i Paesi hanno schierato navi militari

Nello specifico le critiche mosse dai pescatori sono alle nuove licenze rilasciate venerdì che limitano per la prima volta il numero di giorni in cui i pescherecci possono operare in acque condivise. Prima non vi erano particolari problemi rispetto al fatto che quelle acque fossero frequentate anche dai francesi ma, dopo l’uscita del Regno Unito dall’Ue, sono arrivate le prime limitazioni per i non britannici. Da qui la decisione di raggiungere le acque al largo dell'isola che ufficialmente non fa parte del Regno Unito anche se il governo britannico è responsabile della sua difesa per protestare.

I pescherecci francesi lasciano le acque al largo di Jersey

Dopo giorni di tensione nel pomeriggio di oggi si è consumato un nuovo capitolo della vicenda quando gli 80 pescherecci francesi hanno deciso di lasciare St Helier, il porto principale dell'isola di Jersey, dirigendosi verso est: secondo quanto riportato dalla BBC si sarebbero dunque conclusi i colloqui tra i pescatori francesi ed i politici dell'isola. Colloqui che sono stati definito "positivi" dal ministro degli Esteri di Jersey, Ian Gorst. "Èdavvero importante aver avviato un ritiro dall'escalation e dalle minacce sproporzionate (di un possibile blocco dell'isola) innescatesi negli ultimi tre giorni" per iniziativa dei pescatori e di Parigi, ha detto Gorst alla Bbc, sottolineando l'importanza del sostegno del governo centrale britannico di Boris Johnson. I negoziati, ha aggiunto, stanno permettendo ora di "iniziare ad affrontare nel dettaglio le questioni tecniche" aperte relative all'applicazione del capitolo sulla pesca dell'accordo Ue-Gb sul dopo Brexit.