Persone morte dopo una attesa di ore per un posto in ospedale con chiari sintomi covid ma senza poter nemmeno fare un tampone di conferma, altre decedute nei reparti covid o a casa perché senza ossigeno necessario per poter dare loro una possibilità di guarigione. Sono le strazianti storie che arrivano da tutta l'India mentre il Paese è alle prese con una nuova ondata Covid che si sta rivelando devastante per numero di contagi e morti. Solo nelle ultime 24 ore l'India ha sfiorato i 315 mila nuovi casi di contagi giornalieri, che rappresenta un nuovo triste record mondiale perché si tratta di una cifra che finora non era mai stata toccata da nessun Paese al mondo.

In india ospedali al collasso

Un numero altissimo di contagi che ha fatto schizzare in alto anche il numero di coloro che necessitano di cure ospedaliere per covid con conseguente collasso di tuto il sistema sanitario nazionale indiano. Nel Paese mancano posti sia nei reparti ordinari sia in quelli di terapia intensiva mentre in alcuni stati più popolosi la situazione è maggiormente aggravata dalla mancanza di ossigeno. È emergenza massima proprio negli ospedali della capitale Nuova Delhi che sono pericolosamente a corto di ossigeno e testimonianze parlano di ammalati che soffocano a causa della mancanza di bombole, trasportate d'urgenza da altre città con treni speciali che viaggiano di notte, ma sempre in numero insufficiente.

Oltre duemila morti covid al giorno

Di pari passo sta crescendo la curva dei decessi covid che da giorni si attesta sopra i duemila casi al giorno e purtroppo è destinata a salire ancora alla luce del nuovo picco di contagi. Anche nelle ultime 24 ore i decessi per covid sono stati 2.074  per un totale di quasi 185.000 da inizio pandemia. In un discorso alla Nazione nei giorni scorsi, il primo ministro Narendra Modi ha affermato che il Paese "sta combattendo ancora una volta una grande battaglia, ma questa seconda ondata è arrivata come una tempesta". Parole che descrivono bene la situazione e del Paese che nello sesso periodo dello scorso anno faceva registrate appena poche decine di migliaia di casi di coronavirus al giorno, anche grazie a un duro lockdown.

La seconda ondata covid in India

La seconda ondata è iniziata a febbraio ma i casi sono esplosi ad aprile. Per gli esperti è tutta colpa delle riaperture troppo repentine, compresi grandi raduni religiosi, la riapertura della maggior parte dei luoghi pubblici e le affollate manifestazioni elettorali. Sotto accusa anche l’inerzia delle autorità per no aver aumentato i posti letto durante il periodo di minor contagio. "Non abbiamo imparato alcuna lezione dalla prima ondata. Abbiamo avuto notizie di alcune città a corto di letti anche nella prima ondata e questo avrebbe dovuto essere un motivo sufficiente per essere preparati per la seconda ondata", ha dichiarato il dott. A Fathahudeen, che fa parte della task force Covid dello stato del Kerala, ricordando inoltre che spesso non c’è coordinamento tra i vari stati sulle risorse da comprare e impiegare. Un ruolo però potrebbe averlo avuto anche la variante indiana del coronavirus rilevata da campioni raccolti da diversi stati. L'India il 25 marzo ha annunciato che una nuova variante con doppia mutazione in aree chiave della proteina spike del coronavirus era stata rilevata in alcune zone del Paese. Gli studi sulla variante sono in corso ma questo potrebbe aver reso il virus più contagioso.