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21 Marzo 2012
00:26

Patente e chemioterapia: in Spagna niente rinnovo per i malati di tumore

Una misura che sta facendo discutere esperti e medici: in Spagna, il rinnovo della patente di guida è negato ai malati di tumore che si sottopongono a chemioterapia. Secondo gli oncologi, la decisione è “discriminatoria”.
A cura di Carmine Della Pia
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Patente e chemioterapia: niente rinnovo per i malati in Spagna

Le autorità iberiche non rinnovano la patente di guida ai malati di tumore del sangue che si sottopongono a chemioterapia. Come riporta il quotidiano spagnolo ‘El Mundo', i pazienti affetti dalla malattia e sottoposti a sedute di chemio non potranno rinnovare il documento, alla sua scadenza, se non dopo tre mesi dall'ultimo trattamento. Il rinnovo, inoltre, sarà valido per tre anni, e non per dieci, come previsto in tutti gli altri casi. Numerose le associazioni che hanno presentato parere contrario alla decisione, la misura è giudicata "esagerata e discriminante" perché vieta ai pazienti la possibilità di condurre una vita normale. Molti esperti, poi, sottolineano che alcuni degenti si sottopongono a chemioterapia solo per prevenire ricadute, e altri ancora potrebbero ricevere la chemio per tutta la vita, dovendo convivere con la malattia.

Capacità psico-fisiche ridotte per i malati di tumore – Le autorità della Sociedad Española de Medicina de Tráfico (Semt) e della Dirección General de Tráfico hanno spiegato che i malati di tumori del sangue che si sottopongono a chemio sono impossibilitati nel poter rinnovare la patente al pari di altre categorie. E' il caso di malati con difetti nelle capacità visive e uditive o patologie del sistema muscolo-scheletrico o, ancora, del sistema nervoso e respiratorio. Ci si appella, insomma, alle capacità psico-fisiche che un conducente deve necessariamente avere per mettersi alla guida di un veicolo. Eppure, gli esperti fanno una netta distinzione tra coloro che si sottopongono alle cure perché agli ultimi stadi della malattia, e quanti seguono i trattamenti per evitare peggioramenti.

Una decisione che discrimina i malati di tumore – Secondo gli oncologi interpellati, la misura prevista è "insensata". Come già specificato, i malati di tumore si sottopongono a chemio anche per "routine", senza che le necessarie capacità motorie vengano a mancare. Durante le sedute è possibile riscontrare malesseri diffusi, ma non sono previsti problemi che limitino le capacità visive e uditive, nè la facoltà psicomotoria appare gravemente disturbata.

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