“Ho il diabete e non so perché per rinnovare la patente devo pagare più degli altri”: la denuncia di Gian Luigi

"Ho 70 anni e anche quest'anno ho dovuto vivere per l'ennesima volta il calvario del rinnovo della patente per diabetici. Tutta la procedura è a pagamento e non si capisce perché un malato debba pagare più di una persona sana". A parlare a Fanpage.it è Gian Luigi Bettoli, un automobilista residente a Pordenone (in Friuli-Venezia Giulia) con diabete che ha raccontato di visite obbligate e spesso superficiali alle quali è costretto a sottoporsi una volta ogni 2 anni per ottenere il rinnovo della patente di guida.
"A volte sono anche inutili, perché magari l'esame precedente è scaduto solo da un giorno, e in questo modo si va a gravare ancora di più sul sistema sanitario nazionale", ha aggiunto bettoli: "Si parla sempre di razionalizzare la spesa, non mi sembra questo sia il modo giusto di farlo".
"Se una persona sta male dovrebbe essere aiutata, non penalizzata"
In Friuli-Venezia Giulia la procedura per il rinnovo della patente di guida per le persone con diabete prevede che l'automobilista faccia richiesta alla propria Asl di riferimento almeno 6 mesi prima della scadenza del documento. In questo arco di tempo, si provvede alla produzione dei vari certificati medici, come quello rilasciato dal cardiologo o dall'oculista, che dovranno essere poi presentati alla Commissione medica a cui spetterà il compito di decidere in merito al rinnovo.
"Tutta la procedura è a pagamento, sia con il ministero dei Trasporti che per i vari certificati medici necessari", ha spiegato Bettoli, "il costo è di varie decine di euro, a seconda di quante visite devi fare. È legittimo sottoporre a un controllo aggiuntivo una persona con una patologia di questo tipo, ma è assurdo che devi anche farla pagare. Se uno sta male dovrebbe essere aiutato, non penalizzato".
Bettoli, in particolare, ha 70 anni e ora, a giugno, ha rinnovato la patente per altri 2 anni. "È il tempo massimo a quest'età, prima era di 5 anni", ha spiegato. "Vuol dire – ha aggiunto – che ora devo stare sempre a pensare non tanto a verificare la mia salute, quanto a calcolare le scadenze". Per far sì che un certificato sia valido per il rinnovo, infatti, questo deve essere stato rilasciato entro 6 mesi dalla scadenza.
"Ho fatto molti più esami di quelli che dovevo"
"Una volta all'anno mi faccio visitare sia in cardiologia sia dall'oculista, ma se il certificato è scaduto da un giorno devo comunque rifare le visite", ha raccontato Bettoli, sottolineando: "Per la mia esperienza, posso dire che a volta capita che questi controlli non vengono fatti con la dovuta attenzione. Valgono dal punto di vista dei timbri, ma non sul piano sanitario. In questo modo diventa doppiamente inutile. Si parla di razionalizzare le spese della sanità, ma non mi sembra che questo sia il modo giusto di farlo. Ho fatto molti più esami di quelli che dovevo a causa di questa storia. E se aumentano gli esami, cresce la spesa e il carico per la sanità si aggrava".
Come se non bastasse, a volte c'è chi si ritrova costretto a rivolgersi a strutture sanitarie private per poter ottenere i certificati in tempo. "Stiamo subendo da anni un processo di privatizzazione della sanità soprattutto per queste cose di poco conto", ha aggiunto Bettoli: "Scegliere sempre il pubblico sta diventando una scelta politica, ma non lo fa nessuno perché poi ti costringono a spostarti troppo e aspettare tanto. E così l'intera procedura sanitaria diventa un'attività lucrativa per lo Stato e per i privati".