“Ho il diabete. Per il rinnovo patente, costretto a fare 5 esami in 25 giorni con il privato”: l’odissea di Roberto

Quella di Roberto è una storia che tante altre persone potrebbero aver vissuto. Se anche tu hai vissuto un'esperienza simile, scrivi all'email segnalazioni@fanpage.it o clicca qui.
"Ho il diabete e a maggio dovevo rinnovare la patente. Quando mi sono presentato agli uffici di Segrate dell'Asst di Melegnano mi hanno dato un foglio in cui si dice che serve una visita diabetologica e pensavo bastasse quella solita con lo specialista. Mi è stato detto, invece, che servono Ecg, Fundus Oculi ed esami del sangue e delle urine specifici". A parlare a Fanpage.it è Roberto Zincarelli, un 64enne di Pioltello (nella Città Metropolitana di Milano) che ha raccontato la sua esperienza fatta di ritardi, burocrazia e scarsa trasparenza con il sistema sanitario nazionale: "Avevo solo un mese di tempo e ho dovuto rivolgermi a strutture private, ma anche con i quattro mesi previsti dalla legge è praticamente impossibile farli tutti con il pubblico".
L'iter di esami
Stando a quanto previsto dal Codice della strada, il rinnovo della patente si può richiedere non prima di quattro mesi dalla scadenza. Così, a fine febbraio, Zincarelli si è rivolto agli uffici dell'Asst Melegnano-Martesana per prendere un appuntamento. "Me lo hanno fissato per il 22 aprile a Segrate", ha raccontato, "lì mi hanno dato un foglio informativo in cui è riportato che per chi ha il diabete, come me, è necessario sottoporsi a una visita diabetologica. Ero stato da poco dal mio diabetologo per alcuni controlli e pensavo questo bastasse, invece mi hanno detto che bisogna fare una visita apposita e diversi esami". Per il 64enne si trattava del primo rinnovo con la patologia diagnosticata e la patente sarebbe scaduta il 21 maggio successivo, quindi a un mese di distanza da quell'appuntamento.
Qualche giorno più tardi, Zincarelli si è presentato al Polo sanitario di Pioltello. "Una volta là ho parlato con il responsabile della struttura e mi ha dato un altro foglio, diverso dal primo, dove vengono indicati gli esami da svolgere: l'elettrocardiogramma sotto sforzo, un fundus oculi specifico ed esami del sangue e delle urine. Il tutto a 25 giorni di scadenza della patente", ha continuato il 64enne, "dopodiché, fatto tutto questo, mi è stato detto che avrei dovuto prendere un altro appuntamento dal diabetologo per la visita e, infine, andare alla Commissione medica dove avrebbero valutato tutti i documenti".
"Serve più tempo per gli esami, sennò si avvantaggia il privato"
Poiché, ormai, mancavano poco più di tre settimane dalla scadenza, Zincarelli ha deciso di rivolgersi a strutture sanitarie private per accelerare i tempi. "Anche se avessi avuto tutti i quattro mesi a disposizione, prendere cinque appuntamenti con il sistema sanitario nazionale sarebbe stata un'impresa vicina all'impossibile", ha spiegato ancora, "stiamo parlando di esami che di solito richiedono un'attesa da 8 mesi all'anno e mezzo. Pagando, privatamente sono riuscito a fare tutti in tempo, anche se ho dovuto perdere diverse giornate di lavoro per stare dietro a tutto". Zincarelli ha anche fatto presente la cosa all'Ufficio relazioni con il pubblico (Urp) dell'Asst di Melegnano, il quale ha risposto che l'elenco degli esami non può essere fornito in quanto compito dell'ambulatorio di riferimento che emetterà la certificazione.
Secondo Zincarelli, però, "la procedura non è gestita nel migliore dei modi e la gente non è informata in modo adeguato". Il 64enne ha raccontato, infatti, di aver incontrato in questi giorni tra i vari uffici diverse persone che avrebbero riscontrato le sue stesse difficoltà: "I vari fogli che danno agli sportelli non sono chiari, non indicano gli esami da svolgere, non viene detto nemmeno quanto ‘recente' una visita debba essere per poter essere considerata valida. Ci sono persone che non hanno le stesse possibilità di muoversi che ho avuto io, ma nemmeno di poter cercare una soluzione alternativa. Alcune strutture solo per l'elettrocardiogramma chiedono 250 euro". Al termine di questa esperienza, la proposta di Zincarelli è di "dare più tempo alle persone che necessitano altri esami di potersi muovere attraverso la sanità pubblica, altrimenti si avvantaggia sempre il privato".