Disabile in una casa popolare chiede da 6 anni al Comune di Milano un ascensore: “Bloccata in casa mia”

"Vivo in questa casa da oltre 30 anni e qui voglio morire", ha detto a Fanpage.it Anna Eboli, 70 anni, residente in un appartamento delle case popolari MM in via Ciriè 5 a Milano, zona Niguarda, che dal 2020 richiede al Comune di Milano l'installazione di un ascensore in quanto cardiopatica, invalida e con difficoltà motorie.
Il Comune però – ha spiegato Eboli – non ha mai provveduto ai lavori e le avrebbe proposto invece, più volte, un cambio alloggio, idoneo alle sue condizioni, in modo da risolvere la questione "in tempi brevi". Cambio alloggio che Eboli ha sempre rifiutato perché non vuole abbandonare la casa di una vita.
"Dopo che il Comune, negli scorsi anni, ha fatto installare l'ascensore in due scale del civico 2 della stessa via, così anche noi del civico 5 abbiamo fatto richiesta. Siamo quattro condomini in tutto ad avere difficoltà motorie. Un signore del quarto piano è chiuso in casa da quattro anni. Per me invece, con i miei seri problemi di cuore, fare le scale è impegnativo. Faccio fatica anche se vivo solo al secondo piano. Non posso e non possiamo andare avanti così", ha raccontato ancora Eboli che ha denunciato la situazione anche al Movimento 5 Stelle Lombardia.
Analogamente, anche il signore del quarto piano, L.L.S. di 69 anni, ha espresso la stessa considerazione: "Vivo in questa casa da 69 anni e non voglio un cambio alloggio né all'ottavio piano né a quello rialzato. Le mie volontà sono di morire dove sono nato".

“Il 23 ottobre scorso – ha detto ancora Anna Eboli – ho partecipato a una riunione negli uffici dell’Assessore Bottero in cui mi è stato assicurato che un tecnico di MM avrebbe fatto un sopralluogo in tempi brevi per rivalutare e definire il progetto di fattibilità dell’ascensore richiesto nel 2020. Il 30 ottobre mi hanno chiamata per dirmi che l'indomani, 31 ottobre, ci sarebbe stato il sopralluogo del geometra di MM. All’orario indicato il geometra si presenta a casa mia, accompagnato da altri due dipendenti MM, ma anziché fare il sopralluogo ha insistito nel propormi un cambio di alloggio, facendomi perdere tempo e pazienza".
"La situazione deve essere risolta subito e l’intervento richiesto dell’installazione dell’ascensore si può effettuare con procedura di urgenza. Basta con le parole e con le scuse, per noi non c’è più tempo. Vogliamo riacquistare la nostra libertà e l’accesso alle nostre abitazioni, entrambi attualmente negati. Non posso neanche più uscire per fare la spesa. Me la faccio consegnare a domicilio", ha concluso la donna.
