Maricarmen, l’87enne sfrattata a Madrid: “Devo lasciare casa mia, ho lottato perché altri difendessero la propria”

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Maricarmen Abascal.
L’87enne Maricarmen Abascal è diventata simbolo dell’emergenza abitativa in Spagna dopo lo sfratto dalla casa in cui viveva da 71 anni. “Non sono riuscita a difendere la mia casa, ma ho combattuto perché altri imparassero a lottare per la propria”, ha detto l’anziana in un video registrato dall’ospedale dove è stata ricoverata.

"Non sono riuscita a difendere la mia casa, ma ho combattuto perché altri imparassero a lottare per la propria". È il primo messaggio pubblico di Maricarmen Abascal, la donna invalida di 87 anni divenuta il simbolo dell'emergenza abitativa in Spagna, dopo lo sfratto dall'abitazione di Madrid dove viveva da 71 anni.

La dichiarazione, fatta dall'anziana dall'ospedale dove è stata ricoverata dopo lo sfratto, in mancanza di soluzioni alternative, è contenuta in un video diffuso dal Sindicato de Inquilinas e Inquilinos, che ha indetto per domani alle 18.30 una manifestazione nella centrale Puerta del Sol della capitale, per rivendicare il diritto alla casa e misure contro gli sfratti.

"La mia casa è stata la mia vita e ora devo lasciarla alle spalle, ma questo non significa che non continui a lottare", ha detto nel video l'anziana, provata dallo sgombero avvenuto dopo 7 anni di vertenza giudiziaria, imposto dalla società di gestione immobiliare Urbangestion che ha acquistato l'immobile dove Maricarmen viveva, moltiplicando l'affitto fino a 2.650 euro.

La pensionata, che nel video ha ringraziato i cittadini per l'azione a suo sostegno, afferma: "Quello che voglio è che il problema che abbiamo tutti con i fondi speculativi" immobiliari "venga eliminato una volta per tutte". E fa appello a partecipare alla mobilitazione di domani, che segue quelle spontanee registrate mercoledì e giovedì in numerose città spagnole.

Il governo spagnolo ha riaperto i negoziati con il partito catalanista Junts per Catalunya sul decreto legge con misure per far fronte all'emergenza abitativa, dopo lo sfratto dell'87enne.

La ripresa delle trattative punta a raggruppare una maggioranza parlamentare sul provvedimento, fermo da mesi, dopo la mancata convalida ad aprile del Congresso spagnolo, con i voti contrari del Partito Popolare, di Vox e della forza guidata da Carles Puigdemont.

E dopo che, prima della pausa estiva, l'esecutivo progressista lo aveva riportato in aula, ma ritirato prima della votazione, per la mancanza di appoggi parlamentari. Il ministero della Casa sta valutando le proposte presentate due settimane fa dalla forza catalanista per affrontare la crisi abitativa ed eventualmente integrare il testo, per poi riportarlo in Consiglio dei ministri.

Quest'ultimo includerebbe, fra le altre misure, la sospensione degli sfratti per le persone vulnerabili prive di un'alternativa abitativa, come nel caso di Maricarmen. Su questo fronte, il partito catalano propone che sia lo Stato ad assumere il costo delle politiche abitative per le persone vulnerabili, anziché trasferirlo sui piccoli proprietari.

Maricarmen è diventata il volto della crisi abitativa spagnola, alimentata dall'aumento degli affitti, dalla scarsità di alloggi e dalla crescita esponenziale dei prezzi di vendita. Dal 2016, gli affitti sono cresciuti dell'82,7% a Madrid e del 94,9% a Barcellona, contro una crescita dei salari di circa il 45%, secondo un rapporto di Deutsche Bank.

Nella capitale, l'affitto medio rilevato dal portale online Idealista è di 23,3 euro al metro quadro al mese: un appartamento di 100 metri quadri costa dunque 2.330 euro mensili.

Nel solo primo trimestre dell'anno sono stati eseguiti in Spagna 2.600 sfratti per morosità e 917 collegati al procedimenti ipotecari, secondo i dati del Consiglio generale del potere giudiziario (Cgpj), il Csm spagnolo.

Anche acquistare una casa è diventato più difficile: nel primo trimestre del 2026 i prezzi delle abitazioni sono aumentati del 12,9% su base annua, fino a +13.5% quelli delle case usate.

E il problema riguarda anche l'offerta: secondo i dati della Banca di Spagna, tra il 2021 e il 2025 la creazione di nuove famiglie ha superato di oltre due volte la costruzione di nuove abitazioni, con un deficit stimato in 750mila alloggi.

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