Un'accoglienza più che fredda all'Inno alla Gioia. Gli eurodeputati britannici del Brexit Party, la formazione di Nigel Farage, sono rimasti seduti o hanno voltato le spalle durante l'esecuzione dell'inno europeo che ha aperto la sessione inaugurale del nuovo Parlamento europeo oggi a Strasburgo. A rimanere seduti anche alcuni parlamentari francesi del gruppo sovranista Identità e democrazia, di cui fa parte la Lega.

Tra coloro che hanno partecipato all'azione di protesta ci sono anche alcuni indipendentisti catalani, in seguito alla decisione della Corte di Giustizia dell'Ue di respingere il ricorso presentato a fine maggio dall'ex presidente catalano, Carles Puigdemont, per assumere il ruolo di eurodeputato alla sessione odierna della plenaria. La richiesta di provvedimenti provvisori da parte di Puigdemont per ordinare al Parlamento Ue di consentirgli di prendere possesso del suo scranno è stata rifiutata perché il richiedente non figura nella lista consegnata dalle autorità spagnole al Parlamento. La lista che Madrid ha consegnato a Strasburgo contiene infatti i nomi di quelli che hanno prestato giuramento sulla Costituzione davanti alla commissione elettorale e tra questi non c'è quello dell'ex presidente catalano. Il tribunale Ue pronuncerà una sentenza definitiva prossimamente. "Andremo avanti", ha twittato Puigdemont, che è in auto-esilio in Belgio dopo lo scontro con Madrid sul referendum secessionista a fronte di un mandato di arresto in Spagna.

Il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani ha richiamato all'ordine gli eurodeputati, chiedendo a tutti i 748 membri dell'Aula di alzarsi in piedi. La protesta sull'inno europeo dei 29 eurodeputati britannici, eletti nell'attesa che il Regno Unito esca dall'Ue per effetto della Brexit, non è nuova. Già nel 2014 gli eurodeputati del partito di Nigel Farage voltarono le spalle durante l'esecuzione dell'inno europeo di Beethoven in una plateale protesta anti-europea. Era il primo luglio del 2014 quando alla prima sessione plenaria dell'ottava legislatura dell'eurocamera l'Ukip inscenò la protesta.

"Tristezza ma anche maleducazione – ha commentato l'eurodeputato Pd Carlo Calenda  Il fatto che non siano in grado neanche di rispettare un inno che è quello europeo e di girarsi mentre lo suonano è una dimostrazione che la più antica democrazia del mondo sta vivendo un periodo di crisi molto profonda, anche nelle maniere, che era una cosa su cui gli inglesi erano univocamente fermi".

Anche l'eurodeputato Dino Giarrusso ha commentato l'episodio: "Quella scena mi è sembrata poco rispettosa per le istituzioni. Non è il massimo vedere qualcuno che, quando il presidente chiede di alzarsi in piedi nel momento in cui si stava per eseguire l’inno europeo, volta le spalle. Ognuno è responsabile di quello che fa, ma penso che sia più giusto criticare le scelte dell’Ue da dentro come noi abbiamo sempre fatto, cercando di ottenere di più per l’Italia, piuttosto che girarsi dall'altra parte".