Parla l’uomo risucchiato dal finestrino dell’aereo, Ljubisa Karović: “Dormivo, ora quel rumore non va più via”

È ancora tormentato dal dolore ma soprattutto dallo shock Ljubisa Karović, il 61enne serbo risucchiato fuori dal finestrino dell’aereo su un volo Ryanair da Salonicco a Memmingen all’inizio di luglio. L’uomo, che si sta riprendendo, ha parlato per la prima volta di quella esperienza terribile e traumatica di cui porta sul corpo ancora i segni, con lividi, dolori e un collare ortopedico che deve mantenere ancora per almeno sei settimane.
"L'esplosione è ciò che ricordo di più", ha affermato l'imprenditore serbo in un'intervista al Guardian in cui ripercorre quei pochi secondi di cui ha memoria. Come ha ricordato in precedenza la moglie, che lo ha tenuto bloccato per le gambe riuscendo poi a tirarlo dentro con l’aiuto di altri passeggeri, in quei momenti ha più volte perso conoscenza e in ospedale inizialmente non ricordava quasi nulla.
Ljubisa Karović stava dormendo sul suo posto accanto al finestrino quando l’esplosione, forse causata dalla rottura del motore, lo ha svegliato di soprassalto. Una frazione di secondi dopo si è ritrovato con la testa e le spalle fuori dall’aereo a 4.500 metri di altitudine e a una velocità di oltre 600 km/h, rischiando di morire mentre a bordo venivano calate le maschere per l’ossigeno e i passeggeri temevano di stare precipitando.
Fondamentale il fatto che tenesse la cintura di sicurezza allacciata e che la moglie e gli altri passeggeri lo abbia subito afferrato per le gambe tirandolo dentro in pochi minuti. Il tutto è durato un minuto e mezzo o due minuti, durante i quali l’uomo è stato a un passo dalla morte. “Non ricordo molto e ho ancora mal di testa e collo, ma sono ancora vivo. Potrebbe essere stata la cintura di sicurezza, il fatto che fossi ancora allacciato. Sono stato fortunato ma forse è il destino. Credo in Dio e lo ringrazio ogni giorno” ha detto il 61enne.
Oltre ai lividi e ai dolori, da quando si è svegliato in ospedale, quello scoppio non la ha più abbandonato. “Quel rumore ora è sempre presente quando chiudo gli occhi per dormire" ha confermato infatti il 61enne che si dice non pronto per tornare su un aereo e si è rivolto ora una legale lamentando la mancanza di assistenza a bordo.
“Il mio cliente è svenuto due o tre volte, una volta fuori dall'aereo quando è stato parzialmente risucchiato fuori dal finestrino, e due volte all'interno quando, di nuovo, ha perso conoscenza. In nessun momento l'equipaggio di cabina si è offerto di aiutarlo” ha affermato l’avvocato smentendo le dichiarazioni della compagnia che invece ribadisce che “Non appena l'aereo è sceso a una quota di sicurezza, il nostro personale di cabina si è preso cura del signor Karović, assistendolo e spostandolo in un altro posto (accanto alla moglie) e ha predisposto la presenza di un medico a bordo che li avrebbe assistiti fino all'atterraggio in sicurezza a Salonicco. Hanno inoltre predisposto la presenza di assistenza medica all'arrivo a Salonicco".