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26 Luglio 2022
07:58

Orban: “Non vogliamo mescolarci ad altre razze, è in corso una sostituzione etnica”

Orban: “Noi ungheresi non vogliamo mescolarci ad altre razze, lottiamo contro un destino del genere. Il mondo è in debito con noi, perché stiamo difendendo l’Europa con una barriera sul confine per impedire l’arrivo dei migranti”.
A cura di Davide Falcioni
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Il primo ministro ungherese di estrema destra Viktor Orbán, stretto alleato di Giorgia Meloni e Matteo Salvini, si è scagliato contro il "miscuglio di razze" europee ed extraeuropee in un discorso che ha subito l'indignazione dei partiti di opposizione, delle organizzazioni per i diritti umani, della comunità ebraica e dei leader europei.

"Noi ungheresi non siamo una razza mista – ha detto Orban, parlando alla manifestazione Tusvanyos Summer della minoranza ungherese in Romania – e non vogliamo diventarlo". Il leader ungherese ha poi aggiunto che i Paesi in cui si mescolano europei e non europei "non sono più nazioni". Il testo del suo intervento è stato pubblicato dal giornale socialista Nepszava. Orban ha elencato i pericoli che minaccerebbero la società ungherese: non solo la guerra e la recessione, ma un'immigrazione di massa incontrollata che comporterebbe "una mescolanza di razze". Di qui l'incitazione a una svolta demografica immediata, o l'Europa sarà presto "sostituita" da stranieri.

La teoria di Orban è che in Europa non ci siano più nazioni, ma un conglomerato etnico di "varie razze, europee ed extraeuropee, che si mescolano". Secondo l'ungherese entro il 2050 nell'Ue esisteranno solo popolazioni incrociate. "Invece noi, ungheresi, qui, nel bacino dei Carpazi, non vogliamo mescolarci ad altre razze, lottiamo contro un destino del genere", ha sostenuto con convinzione.

Non poteva mancare un riferimento alla delirante tesi della "sostituzione etnica: "Bruxelles e Soros vogliono costringerci ad accogliere migranti, ci hanno condannato anche in tribunale, ma noi non cederemo", ha incalzato, tranquillizzando i suoi sostenitori. Poi ha affermato: "Il mondo è in debito con noi, perché stiamo difendendo l'Europa con una barriera sul confine per impedire l'arrivo dei migranti, ma lo costringeremo a pagare di sicuro questo debito".

Per Orban l'Occidente sarebbe nel pieno di una crisi demografica, culturale ed economica. "Abbiamo più funerali che battesimi. Se non ci sarà una svolta demografica, la nostra popolazione sarà sostituita presto da stranieri", ha continuato, ribadendo le tesi estremista della "grande sostituzione".

Non si sono fatte attendere le repliche alle parole del leader ungherese. "È un vero discorso nazista", ha commentato lo storico Krisztian Ungvary, mentre per Andras Heisler, presidente della comunità ebraica ungherese (Mazsihisz), Orban dovrebbe fornire una spiegazione pubblica sulla teoria "della mescolanza di razze, difficilmente accettabile per gli ebrei ungheresi, sopravvissuti delle leggi razziali degli anni '30".

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