In Tasmania si sta consumando una delle più grandi stragi di balene mai avvenute nel mondo. Sono ormai oltre 450 gli esemplari che si sono spiaggiati nei giorni scorsi sulle coste dello stato insulare al largo della costa meridionale dell'Australia, la maggior parte dei quali senza alcuna possibilità di salvarsi. Le autorità locali hanno confermato che centinaia di mammiferi hanno già perso la vita anche se prosegue il lavoro senza sosta di soccorritori e volontari per cercare di salvarne il più possibile.

L’allerta era scattata ad inizio settimana quando erano state rinvenuti 270 balene spiaggiate davanti alle coste occidentali dell’Isola, alcune del quali ancora vive, ma la tragedia è emersa in tutta la sua drammaticità nelle scorse ore quando in una diversa zona della Tasmania sono stati individuati altri 200 animali, tutti purtroppo già senza vita. Non è ancora chiaro cosa abbia portato tutti questi esemplari a spiaggiarsi contemporaneamente ma l’ipotesi è che le leader del gruppo abbia commesso un errore o siano state ingannate da un evento esterno e abbia condotte inconsapevolmente tutte le altre verso la costa.

Sul luogo del primo ritrovamento decine di persone sono impegnate per cercare di trascinare le balene ancora vive di nuovo nelle acque più profonde e salvarle ma si tratta di un lavoro difficilissimo vista la mole degli animali. Finora "ne sono morti 380, 80 sono stati salvati", ha dichiarato Nic Deka, direttore del Servizio di controllo degli incidenti nei parchi naturali sull'isola della Tasmania. In alcuni casi purtroppo l'operazione si deve svolgere si nuovo perché alcune balene vengono riportate indietro dalla marea. Funzionari del governo della Tasmania hanno affermato che i soccorsi continueranno “finché ci saranno animali vivi”.