Neonata abbandonata e morta in un campus Usa: 65enne accusata di omicidio grazie al Dna 45 anni dopo

Era il 16 aprile del 1981 quando il campus del Valley City State College, in Usa, venne sconvolto dal ritrovamento del corpicino senza vita di una bimba appena nata e gettata via con il cordone ombelicale ancora attaccato e il viso coperto da una pellicola di plastica. Una tragedia che aveva fatto scattare le immediate indagini della polizia locale nel Nord Dakota che però in tutti questi anni non erano riusciti a identificare la madre, almeno finora. A 45 anni di distanza, infatti, grazie alle analisi del Dna e alla genealogia genetica, gli investigatori son riusciti a identificare la madre, una 65enne ora accusata di omicidio, Nancy Jean Trottier.
La prima svolta era arrivata nel 2019 quando, nell’ambito di un programma di revisione di casi irrisolti, il corpicino della piccola venne riesumato per estrarre il DNA dai suoi resti e inviarlo a laboratori esterni per analisi genealogiche. L’anno successivo gli investigatori ricevettero infine un referto di genealogia genetica che indicava i possibili parenti della piccola a cui che la polizia di Valley City aveva dato il nome di "Rebecca".
Quella indagine è stata una vera svolta per gli investigatori che per anni avevano seguito numerose piste senza riuscire a identificare la bambina o un sospetto. Le successive indagini tradizionali infatti hanno portato al nome di Nancy Jean Trottier che aveva frequentato il Valley City State College dal 1978 al 1982.
La donna infine ha acconsentito a fornire un campione di DNA mentre il DNA di suo marito è stato raccolto tramite un mandato di perquisizione. Le analisi infine hanno confermato l’altissima probabilità che Rebecca fosse la figlia biologica della donna e del marito, Il DNA compatibile con il profilo di Trottier è stato inoltre rinvenuto su un fazzoletto di carta recuperato sulla scena del crimine nel 1981. "Potrebbe essere, forse sono stato io", ha detto la donna arrestata e ora a processo per omicidio che si aprirà a maggio. L'autopsia effettuata sul corpicino ha stabilito che la neonata era viva alla nascita ed è morta per asfissia acuta, compatibile con un soffocamento.