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Modella trovata morta in una valigia a Bogotá, l’autopsia rivela: “Natalia Villalba colpita alla testa”

Svelate le cause del decesso della modella colombiana Natalia Villalba, la 36enne trovata morta in una valigia in un appartamento di Bogotá. La donna sarebbe stata colpita alla testa, il corpo è stato successivamente smembrato. Arrestato un 46enne.
Natalia Villalba, 36 anni.
Natalia Villalba, 36 anni.

Proseguono le indagini sul femminicidio della modella colombiana Natalia Villalba Angarita, la 36enne originaria di Cúcuta uccisa il 18 giugno scorso e trovata morta all'interno di una valigia pochi giorni dopo in un appartamento che aveva preso in affitto a Bogotá.

Un medico britannico, Matthew Ashley Foster-Smith, sarebbe il presunto assassino: il 46enne è stato arrestato all'aeroporto internazionale di Quito (in Ecuador), dopo una richiesta di estradizione della autorità colombiane venerdì 26 giugno ed è stato incarcerato ieri, giovedì 2 luglio.

È stato incriminato dalla Procura per femminicidio aggravato e occultamento, alterazione o distruzione di prove. Stando a quanto emerso dall'autopsia eseguita all'Istituto Nazionale di Medicina Legale per fare luce sulla causa della morte di Villalba, la donna sarebbe deceduta a seguito di un trauma cranico da corpo contundente.

Da sinistra, la modella colombiana Natalia Villalba; il 46enne Matthew Ashley Foster–Smith.
Da sinistra, la modella colombiana Natalia Villalba; il 46enne Matthew Ashley Foster–Smith.

Il cadavere è stato poi smembrato e riposto in una valigia, nascosta nella doccia del bagno dell'appartamento dove alloggiava la 26enne. Secondo l'accusa, il modo in cui il corpo è stato occultato dimostra che Fosster-Smith ha sfruttato le sue conoscenze mediche per rallentarne la decomposizione e guadagnare tempo per fuggire.

Il corpo è stato ritrovato quattro giorni dopo da un addetto alle pulizie. Le autorità hanno inoltre riferito che il 46enne ha tentato di distruggere le prove rimuovendo il telefono cellulare della donna dalla scena del crimine.

Ma le telecamere di sicurezza di un edificio, situato a breve distanza dall'appartamento, sono state fondamentali per le indagini. Hanno registrato i movimenti dell'uomo, entrato nell'edificio mercoledì 17 giugno e uscito il giorno successivo, dopo aver portato diverse lenzuola nella lavanderia comune.

Secondo quanto riportano i quotidiani esteri, il 46enne avrebbe tentato in diversi modi di depistare le indagini. Ha inviato diversi messaggi alla sua banca, affermando di essere stato drogato e derubato per giustificare alcune transazioni per pianificare la fuga in Ecuador, dove è stato arrestato.

Il 46enne ha precedenti per molestie ed è stato condannato due volte nel suo paese per lo stesso reato, la prima volta nel 2020 e poi nel 2025, per due casi distinti. Tuttavia, dopo aver ottenuto la libertà vigilata e poiché non c'erano mandati di arresto pendenti a suo carico, ha potuto recarsi in Colombia all'inizio di giugno.

Foster-Smith si è dichiarato non colpevole e ha detto di avere prove che lo scagionerebbero, localizzandolo il 17 giugno in un pub irlandese, dove si sarebbe recato per assistere alla partita Inghilterra-Croazia del Mondiale. Avrebbe anche presentato una fotografia come prova del fatto che si trovava nel locale.

La Procura colombiana non crede alla sua versione, le autorità hanno infatti trovato prove che lo collegano all'omicidio di Villalba. Gli investigatori hanno rinvenuto tre oggetti contundenti nell'appartamento di Bogotá e hanno confermato che le impronte digitali di Foster-Smith corrispondono a quelle trovate sulla scena.

La Procura ritiene che il 46enne britannico abbia agito con estrema crudeltà, per questo ha classificato il reato come femminicidio aggravato. Un'ipotesi che prevede una pena fino a 40 anni di reclusione.

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