Migranti, nuovo naufragio nell’Egeo: 5 morti tra cui un bambino di 3 mesi
Nonostante la chiusura delle frontiere da parte dei Paesi balcanici che di fatto ha sigillato la principale rotta dei migranti per arrivare in Europa, non si fermano le partenze dalle coste turche per arrivare in Grecia con nuovi tragici naufragi. L'ultima tragedia poche ore fa nel Mar Egeo dove, a causa dell'affondamento di un barcone carico di migranti, almeno cinque persone sono morte annegate, tra cui un bambino di appena 3 mesi. Secondo quanto riferisce l'agenzia si stampa statale turca Anadolu, l'imbarcazione naufragata cercava di raggiungere dalla Turchia le coste dell'isola greca di Lesbo. Quando i soccorsi della Guardia costiera di Ankara sono arrivati sul posto diverse persone erano già in mare. Nove di loro sono stati tratti in salvo, mentre sono stati cinque i corpi recuperati. Sempre secondo fonti turche, sul natante vi erano migranti di nazionalità afghana e iraniana.
Accordo migranti, Turchia: "Ne riprendiamo migliaia, non milioni"
Intanto dopo l'accordo preliminare tra turchia e Ue dei giorni scorsi, le autorità turche hanno precisato alcuni paletti in merito alla riammissione dei migranti nel Paese. Ankara infatti ha sottolineato che "il numero di migranti che saranno rimandati alla Turchia non è di milioni ma al massimo di decine di migliaia di persone". Non solo, come ha ribadito il ministro degli Affari Europei di Ankara, Volkan Bozkir, nell'accordo non è prevista la riammissione dei migranti che si trovano già sulle isole greche ma solo di quelli che arriveranno a partire dalla firma del trattato. Infine il rappresentante del governo turco ha precisato che Ankara inizierà a riprendere i rifugiati solo quando quelli già sul territorio europeo saranno stati ricollocati nei vari Paesi e che l'Europa non potrà poi "scegliere selettivamente" i rifugiati da accogliere as esempio preferendo quelli più qualificati.
Alfano: "Nessuna rotta adriatica per i migranti"
Della questione migranti si discuterà oggi a Bruxelles anche tra ministri dell'Interno del Consiglio Giustizia e Affari interni dell'Unione Europea in un vertice a cui parteciperò Alfano. "Siamo abituati a fare le previsioni ma anche ad osservare la realtà. La logica ci suggerisce che con la chiusura della rotta balcanica si potrebbe aprire una nuova rotta. Questo però ce lo fa dire la logica, ma fino a questo momento non abbiamo evidenza di questo flusso enorme di migranti in arrivo sulla rotta adriatica" ha spiegato il Ministro prima della riunione, aggiungendo: "Tutto il lavoro che è stato fatto con la Turchia in questi giorni serve proprio ad evitare che si apra una rotta verso il Nord Europa".