Due delle 39 vittime del tir dell'orrore.
in foto: Due delle 39 vittime del tir dell’orrore.

Continuano senza sosta le indagini degli inquirenti sulla morte dei 39 migranti, trovati cadavere nella cella frigorifero di un tir nella zona industriale di Grays, una città dell'Essex a est di Londra, nel Regno Unito. Nelle ultime ore sono state arrestate altre otto persone in Vietnam, paese d'origine di tutte le vittime, perché "implicate nei loschi affari dei trafficanti di esseri umani", come ha dichiarato Nguyen Huu Cau, responsabile della polizia locale, che sta collaborando con le autorità britanniche per ricostruire cosa è successo nei giorni immediatamente precedenti il 23 ottobre, quando i corpi senza vita di 38 adulti e una minorenne sono stati rinvenuti nudi e con chiazze di sangue nel container dell'orrore. "Speriamo in questo modo di riuscire a sradicare un vero e proprio sistema che opera per il trasferimento illegale di esseri umani in Europa", hanno detto gli agenti.

Gli ultimi fermi si uniscono a quelli effettuati già nel Regni Unito. L'ultimo, in ordine di tempo, è stato quello del 23enne irlandese Eamon Harrison accusato di omicidio colposo per la morte dei 39 migranti scoperti circa due settimane fa nel container della morte. Secondo gli inquirenti, Harrison, già noto alle forze dell'ordine per una serie di reati che gli sono valsi un mandato di arresto europeo e che è già apparso in tribunale nei giorni scorsi, ha consegnato il rimorchio contenente i migranti al porto belga di Zeebrugge prima del loro successivo e ultimo viaggio nel Regno Unito. Inoltre, dopo che lunedì scorso è stato sentito dagli inquirenti l'autista del camion Maurice "Mo" Robinson, 25 anni, è partita la caccia all'uomo nei confronti Ronan Hughes e di suo fratello Christopher, anche loro connessi alla tragedia dei migranti vietnamiti.

La vicenda è comunque ancora avvolta dal mistero. Di certo si sa che i migranti trovati nel camion, per raggiungere l'Europa, hanno pagato ai trafficanti fino a circa 35mila euro a testa, fra contanti e ipoteche sulla casa. All’inizio erano stati indicati dalla polizia britannica come cinesi, ma poi è emerso, grazie anche ad alcuni strazianti messaggi d'addio inviati a familiari, che si trattava di persone di origine vietnamita che avrebbero voluto raggiungere il Regno Unito per avere una nuova speranza di vita. Tom Tugendhat, presidente della commissione per gli affari esteri del governo inglese, ha detto che "la questione non sarà chiara ancora per un po', ma non si tratta di un episodio isolato. Oggi, centinaia di famiglie in tutto il mondo stanno perdendo i propri cari, spinti a prendere la fatale scommessa per affidare la loro vita ai trafficanti. Questo caso dovrebbe servire da monito al Ministero degli Esteri e al governo".