Morto fondatore Mango, perchè il figlio Jonanathan Andic è accusato di omicidio del padre: i dubbi e il movente

Non è sicuramente più un semplice, tragico incidente in montagna. La morte di Isak Andic, fondatore dell’impero Mango, precipitato il 14 dicembre 2024 da un dirupo di oltre 150 metri sul massiccio di Montserrat, in Spagna, si è trasformata in un caso di omicidio volontario che coinvolge direttamente il primogenito Jonathan.
I Mossos d’Esquadra, dopo oltre un anno e mezzo di indagini, hanno raccolto un quadro indiziario ritenuto "grave" dalla giudice istruttrice di Martorell. Tanto da giustificare l’arresto del 45enne vicepresidente del gruppo, poi rimesso in libertà con una cauzione di un milione di euro, ritiro del passaporto e obbligo di firma settimanale.
Le incongruenze nella testimonianza di Johathan Andic
Secondo l’ordinanza del tribunale, riporta El Pais, gli elementi a carico di Jonathan Andic sarebbero diversi; sette, per la precisione. Il primo riguarda le contraddizioni nelle sue dichiarazioni. Nel primo interrogatorio raccontò di camminare alcuni metri avanti al padre, che si sarebbe fermato per fotografare il panorama. Nella seconda ricostruzione fornita ai Mossos, Andic jr ha invece precisato che il padre avrebbe utilizzato il telefono solo nella fase iniziale del percorso.
Ebbene, l’analisi del cellulare e l’autopsia hanno smentito entrambe le versioni: sul dispositivo sono state trovate solo una foto e un video iniziali, mentre il dispositivo era nelle tasche al momento della caduta.
Le tensioni padre-figlio e l'ipotesi di omicidio volontario
Gli inquirenti sottolineano anche tre sopralluoghi di Jonathan sul Monte Montserrat nei giorni immediatamente precedenti la morte (7, 8 e 10 dicembre), nonostante lui avesse dichiarato di aver percorso quel sentiero solo due settimane prima. Un elemento che, per gli investigatori, suggerirebbe una pianificazione accurata del luogo.
Pesano inoltre le tensioni familiari emerse da numerose testimonianze, tra cui quelle delle sorelle Judith e Sarah e della compagna di Isak, la golfista Estefania Knuth. Jonathan aveva descritto un rapporto sereno con il padre, ma i testimoni parlano di una relazione logorata da conflitti sulla gestione dell’azienda e da richieste di anticipi sull’eredità. Proprio nelle settimane pr3ecedenti alla morte, Isak Andic avrebbe modificato il testamento, destinando parte del patrimonio a una fondazione, un gesto che avrebbe ulteriormente peggiorato i rapporti.
I dubbi sulla dinamica della caduta del fondatore di Mango
Tra gli altri indizi tecnici: la dinamica della caduta descritta dall’autopsia ("come se fosse scivolato a corpo teso"), incompatibile con un tentativo istintivo di aggrapparsi, e il punto del sentiero, ritenuto poco pericoloso e visibile a distanza. Infine, la vicenda del telefonino di Jonathan: il cellulare sarebbe stato sostituito nel 2025 con contestuale cancellazione dei dati presenti sul vecchio apparecchio, poi dichiarato smarrito in circostanze considerate anomale durante un viaggio in Ecuador. Una tempistica che, secondo gli investigatori, si collocherebbe in prossimità della riapertura dell’inchiesta e che per questo viene ritenuta un ulteriore elemento di attenzione.
Da semplice testimone a principale indagato, dunque. La vicenda scuote uno dei gruppi di moda più importanti d’Europa, fondato nel 1984 da Isak Andic, che al momento della morte aveva un patrimonio stimato in circa 4,5 miliardi di euro. Un giallo familiare che destabilizza in maniera clamorosa gli equilibri ai vertici di Mango proprio mentre il marchio spagnolo vive uno dei momenti di maggior successo.