Un paziente è morto negli Stati Uniti a seguito di una malattia polmonare causata dalle sigarette elettroniche. La notizia, diffusa nella giornata di ieri sui media americani dopo l'annuncio del Dipartimento di Sanità Pubblica dello stato dell'Illinois, ha fatto ben presto il giro del mondo, dato che è la prima volta che si verifica un evento del genere negli Usa. Come riporta Sky News, le autorità ritengono che questa sia la prima vittima dello svapo, deceduta poco dopo il ricovero per problemi respiratori che sono poi risultati fatali. L'identità della persona coinvolta, che aveva tra 17 e 38 anni, e la data del decesso non sono state rese note. Non solo. Il centro per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC) ha fatto sapere che altre 200 persone si sono ammalate per via dell'utilizzo di e-cig. "Questo tragico decesso – ha detto Robert Redfield, direttore del centro – rafforza i seri rischi legati a questi prodotti". Al momento, gli esperti stanno indagando sui casi di 153 persone in 16 stati, verificatisi tra il 28 giugno e il 20 agosto scorso, che hanno sviluppato gravi malattie polmonari dopo aver usato sigarette elettroniche.

Gli Stati coinvolti sinora sono California, Connecticut, Florida, Illinois, Indiana, Iowa, Minnesota, Michigan, North Carolina, New Jersey, New Mexico, New York, Pennsylvania, Texas, Utah, Wisconsin. Le persone colpite sono soprattutto giovani adulti e adolescenti. Solo 20 di questi sono finiti al pronto soccorso la scorsa settimana, ma tutti sono arrivati al pronto soccorso. L'unico dato comune è il fatto che i pazienti hanno reso noto di aver usato prodotti per svapare contenenti nicotina o Thc, la sostanza psicoattiva della cannabis, presentando sintomi che includono difficoltà respiratoria, respiro corto e dolore toracico prima del ricovero in ospedale. Altre persone hanno riferito anche di vomito, diarrea e affaticamento.

Sempre il centro per il controllo e la prevenzione delle malattie ha reso noto di aver incrementato la ricerca per scoprire le cause di patologie respiratorie legate all'utilizzo dello svapo. "Anche se i casi che stiamo analizzando sembrano simili, non è chiaro che se abbiano una causa comune, se il responsabile sia un prodotto unico o se si tratti di malattie diverse con sintomi e diagnosi simili", ha detto Ileana Arias, vicedirettore per le malattie non infettive al CDC. Si ipotizza che in alcuni casi possa essersi trattato di svapatori acquistati per strada e non dai rivenditori autorizzati.