La comunità scientifica internazionale boccia ufficialmente l'immunità di gregge per sconfiggere il Corononavirus. Mettendolo nero su bianco: un gruppo di 80 scienziati, tra cui epidemiologi, pediatri, virologi, psicologi, ha infatti firmato un appello pubblicato sulla presigiosa rivista The Lancet, con il quale mette in guardia contro il "pericoloso errore" di pensare di arrestare Covid-19 ricorrendo alla sola immunità di gregge, perché ciò non è supportato da alcuna evidenza empirica. Nella lettera aperta, intitolata ‘John Snow Memorandum', che sarà anche presentata al 16imo World Congress on Public Health programme 2020, si legge che questo tipo di approccio sarebbe "fallace e costoso in termini di vite umane ed economici e non fermerebbe comunque il virus, che tornerebbe più volte in nuove ondate ripetute; anche perché sono sempre maggiori le evidenze secondo cui l'immunità post-infezione al Sars-CoV-2 dura solo pochissimi mesi dal contagio, poi svanisce e il rischio di reinfezione non è remoto". Tanto è vero che in tutto il mondo sono già stati registrati 23 casi, a volte con esito migliore a volte peggiore rispetto alla prima volta.

Gli esperti hanno così messo in guardia i governi dal tentare questo approccio. Non è un caso che la lettera sia stata pubblicata all'indomani di alcune indiscrezioni che volevano la Casa Bianca favorevole al raggiugimento dell'immunità di gregge come mezzo per arrestare la pandemia, che negli Stati Uniti ha fatto oltre 8 milioni di casi. "I sostenitori di questo sistema – si legge sul portale del Lancet – suggeriscono che questo alla fine proteggerà i vulnerabili. Questo è un errore pericoloso non supportato da prove scientifiche. Qualsiasi strategia di gestione della pandemia basata sull'immunità da infezioni naturali per Covid-19 è difettosa. Oltre al costo umano ciò avrebbe un impatto sulla forza lavoro nel suo complesso e sopraffarebbe la capacità dei sistemi sanitari di fornire cure intensive e di routine. Una strategia del genere non porrebbe fine alla pandemia ma si tradurrebbe in epidemie ricorrenti, come nel caso di numerose malattie infettive prima dell'avvento della vaccinazione", aggiungono gli esperti.

La trasmissione del Coronavirus, hanno continuato ancora gli scienziati, "può essere mitigata attraverso l'allontanamento fisico, uso di rivestimenti per il viso, igiene delle mani e delle vie respiratorie, evitando la folla e gli spazi poco ventilati. Anche test rapidi, tracciamento dei contatti e isolamento sono fondamentali per il controllo della trasmissione. L'Oms ha sostenuto queste misure sin dall'inizio della pandemia", evidenziando come i blocchi istituiti nei vari Paesi "sebbene abbiano avuto un impatto distruttivo sulla salute mentale e fisica e danneggiato l'economia" siano stati l'unico modo per porre freno ai contagi. "Non è chiaro per quanto tempo l'immunità protettiva dura e, come altri coronavirus stagionali, Sars-Cov-2 è in grado di reinfettare persone che hanno già avuto la malattia", hanno concluso, aggiungendo: "La trasmissione incontrollata nei giovani rischia di portare a una diffusione importante del virus con una mortalità in tutta la popolazione".