In Cina, nella Mongolia interna, torna la paura per la peste. Le autorità cinesi hanno intensificato le precauzioni dopo che in una città nella regione autonoma della Mongolia interna, nella Cina settentrionale, è stato confermato un caso di peste bubbonica. Il paziente, si tratterebbe di un pastore, è in quarantena e in condizioni stabili. Si indaga inoltre su un secondo caso sospetto di peste bubbonica. Il primo caso era stato segnalato nella città di Bayannur. Il secondo caso sospetto riguarda un adolescente, che apparentemente è venuto in contatto con una marmotta cacciata da un cane. Un allarme di livello 3, che proibisce la caccia e il consumo di animali che potrebbero portare la peste e invita il pubblico a denunciare casi sospetti, è stato diramato fino alla fine di quest'anno.

La peste che sta spaventando la Mongolia

Se non trattata, oggi la peste bubbonica ha un tasso di mortalità del 30-60 percento. I sintomi comprendono febbre alta, brividi, nausea, debolezza e linfonodi ingrossati su collo, ascella o inguine. La peste bubbonica è una delle tre forme della peste (le altre due sono quella polmonare e setticemica), ed è quella più comune. Lo scorso anno due persone in Mongolia sono morte a causa della peste, contratta proprio dopo aver mangiato la carne cruda di una marmotta, e sarebbe il consumo di cane cruda di marmotta anche ad aver provocato il contagio di due fratelli di 27 e 17 anni, ora in cura presso ospedali nella provincia di Khovd. Secondo i dati dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, tra il 2010 e il 2015 sono stati registrati 3.284 casi e 584 vittime per questa malattia.