La moglie di Said Kouachi: “Un uomo normale, non parlava di Charlie Hebdo”
Insieme a suo fratello la scorsa settimana è entrato nella redazione parigina di Charlie Hebdo e ha compiuto una strage, uccidendo dodici persone per “vendicare il profeta Maometto”. Ma dentro le mura domestiche mai sua moglie avrebbe avuto alcun sospetto sul marito, mai avrebbe pensato potesse trasformarsi in un terrorista. Parliamo di Said Kouachi, uno dei due fratelli attentatori di Parigi poi ucciso dalle forze speciali francesi in un blitz nella tipografia in cui si era rifugiato. A descrivere l’uomo che Said Kouachi sarebbe stato in casa è stata, appunto, la moglie Soumya. La donna, attraverso il suo avvocato, ha descritto un marito normale, tranquillo. Un musulmano praticante, che pregava durante il Ramadam, ma che mai avrebbe mostrato di essere interessato allo scontro. La donna ha raccontato che il giorno dell’attentato nella redazione di Parigi di Charlie Hebdo il marito Said l’aveva salutata dicendo che sarebbe andato a trovare suo fratello Cherif a Parigi perché era malato. Quella sarebbe stata l’ultima volta che lei avrebbe avuto sue notizie, anche perché l’uomo aveva lasciato il telefono a casa.
"A casa era una persona normale" – “Mi sembra di aver vissuto nella menzogna. Avevo una vita normale con un uomo normale, mai aveva dimostrato di avere idee radicali in casa: quando ho saputo, alla tv, della strage non ci potevo credere”, ha raccontato la moglie dell’attentatore. Said era musulmano, rispettava il Ramadan, “pregava nella moschea locale, ma non faceva proselitismo”, ha continuato la donna. A casa non era nient’altro che una persona normale. “Non mi ha mai parlato dei fumetti di Charlie Hebdo, dell’Isis o dell’intenzione di uccidere giornalisti”, ha detto ancora Soumya che non avrebbe saputo nulla del viaggio del marito in Yemen del 2011, dove avrebbe preso contatti con Al Qaeda. “Ero incinta all’epoca e non mi risulta che Said ci sia andato”, ha spiegato.