“Gli Stati Uniti stanno imparando molto dall'esplosione del missile in Russia. Abbiamo una tecnologia simile, sebbene più avanzata. L'esplosione russa Skyfall ha fatto preoccupare le persone intorno alla struttura e ben oltre. Non è un bene!”. Sono le parole utilizzate in un tweet dal Presidente degli Stati Uniti Donald Trump, intervenuto per commentare l'incidente nel poligono militare di Arkhangelsk, nella Russia nordoccidentale, provocato da un'esplosione durante i test di un motore a razzo a propellente liquido.

Sull'incidente nucleare le notizie arrivano però con il contagocce e non prima di essere state accuratamente filtrate dal governo russo. Si sa che le cinque vittime sono state sepolte come "eroi nazionali" e che nella vicina città di Severodvinsk è stato registrato un picco di radiazioni per quaranta minuti, "comunque entro i limiti di sicurezza". Circostanza – quest'ultima – che sembra non convincere New York Times e Reuters i quali – citando fonti dell'intelligence statunitense – sostengono che dietro l’esplosione di giovedì scorso ci sia il test di un missile da crociera a propulsione nucleare, il Burevestnick/Skyfall, una delle nuove armi annunciate dal presidente russo Vladimir Putin. Il New York Times ha descritto l’incidente come "forse uno dei peggiori incidenti nucleari avvenuti in Russia da Chernobyl", anche se di scala molto minore.

Intanto l'amministratore delegato della società russa per l'energia nucleare Rosatom, Aleksej Likhachev, ha confermato che i dipendenti della compagnia che sono morti in un'esplosione nella regione di Arkhangelsk stavano partecipando al test di nuovi pezzi di armamento. "Queste persone sono l'orgoglio del nostro paese e del comparto nucleare. Il nostro lavoro sui nuovi pezzi di armamento, che sarà certamente completato, sarà il miglior tributo a tutto loro". L'Ad ha anche osservato che i tre dipendenti Rosatom che sono rimasti feriti durante l'esplosione stavano ricevendo "la migliore assistenza medica", esprimendo la speranza che si riprenderanno presto.

Tesi ben diversa da quella sostenuta dall'istituto panrusso di Fisica sperimentale di Sarov, a 400 chilometri a Est di Mosca, secondo cui gli scienziati "stavano conducendo ricerche e una delle direzioni su cui lavoravano era la creazione di piccole fonti di energia con l'utilizzo di materiali radioattivi". Da anni si lavora a "minireattori nucleari della potenza di alcuni kilowatt", ha aggiunto menzionando ad esempio il progetto statunitense Kilopower della Nasa che mira a produrre reattori nucleari da usare nell'esplorazione spaziale.